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WWF Rimini: “Tanti ambientalisti ma solo nel proprio orticello”

Un’associazione che lotta per i diritti degli animali e dell’ambiente. Questo è il WWF (World Wide Fund for Nature ovvero Fondo Mondiale per la Natura), nato nel 1961, presente nel mondo con 24 organizzazioni nazionali, 5 organizzazioni affiliate e 222 uffici di programma in 96 paesi. In Italia è presente dal 1966 e si trova anche a Rimini, dal 1980, come una sezione del WWF Italia, che è rimasta tale fino al 2008, quando c’è stata una riforma statutaria del WWF Italia. Oggi, il presidente di questa sezione è il riminese Claudio Papini, 62 anni, che ricopre anche la carica di responsabile Oasi WWF Ca’ Brigida di Verucchio e quello della Biblioteca WWF “Bruno Marabini”.

Presidente, quante Associazioni WWF ci sono sul territorio italiano e nella provincia di Rimini?

«In Italia, dopo la riforma statutaria, le Associazioni WWF che sono tali per effetto di una convenzione sottoscritta con il WWF Italia, sono 48. In provincia di Rimini esiste un’unica associazione WWF che ha sede a Verucchio presso l’Oasi WWF Ca’ Brigida».

Quanti soci fanno parte del WWF di Rimini?

«I soci vanno distinti in due categorie: i soci del WWF Rimini, che fluttuano da 20 a 30 e quelli del WWF Italia, che in provincia di Rimini sono circa un migliaio».

Ca’ Brigida

Quali attività portate avanti?

«Spaziano dall’Educazione Ambientale, grazie ad alcuni giovani, al controllo dell’attività venatoria attraverso le Guardie Giurate Venatorie volontarie dell’associazione. Ci sono poi le iniziative di pulizia della spiaggia e dei fiumi, per la difesa dell’ambiente e la sensibilizzazione contro l’abbandono di plastiche e rifiuti, gli interventi per la difesa ed il potenziamento del verde urbano e quelli per la tutela della fauna, per il controllo del territorio contro gli abusi e le violazioni ambientali o la gestione dei rifiuti e la raccolta differenziata, da soli come WWF, o insieme con altre associazioni con le quali collaboriamo nel Coordinamento Associazioni Ambientaliste di Rimini. Ricordiamo in merito la battaglia dello scorso anno con la raccolta di oltre 5000 firme contro il taglio degli alberi nei Parchi Cervi, Bondi e Fabbri, che ha portato alla modifica del percorso della condotta PSBO Dorsale Sud o quella per il riuso delle acque di depurazione a fini irrigui».

Gestite anche la Biblioteca WWF “Bruno Marabini”, esatto?

«Sì, tra l’altro, questa biblioteca usufruisce anche di un finanziamento regionale. Cerchiamo, sempre nel limite del possibile, di seguire nelle aule dei tribunali, attraverso un legale volontario, cause importanti quali, ad esempio, l’uccisione del lupo avvenuta ad Ospedaletto di Rimini, l’uccisione della faina trovata impiccata ad un olivo in una rotonda di Saludecio ed altre che riguardano gravi violazioni ambientali. Molto importante è anche l’attività escursionistica per far conoscere agli appassionati il nostro territorio».

Economicamente parlando, come riuscite a portare avanti queste attività?

«Questo è un punto dolente, in quanto è sempre più difficile trovare donatori e le entrate derivano principalmente dalle iniziative e giornate che si riescono ad organizzare presso l’Oasi WWF Ca’ Brigida di Verucchio, quali ad esempio la “Giornata sul lupo”, l’iniziativa “Conoscere per amare, amare per proteggere”, abbinata alle escursioni mensili, o la “Giornata delle Oasi”, grande kermesse delle Oasi WWF in Italia, e poi le “serate” sui rapaci notturni, o sulla conoscenza degli animali dell’Oasi. Una voce di entrata a parte è riferita alla gestione della “Biblioteca Bruno Marabini”, che riceve dei finanziamenti regionali e statali per il suo funzionamento. Un’altra voce è l’autotassazione di alcuni soci».

Operate solo su Rimini e provincia o anche fuori?

«Il territorio di competenza è quello della ex provincia di Rimini ma in accordo che l’associazione WWF di Forlì-Cesena talvolta interveniamo anche per problematiche che sorgono appena fuori dai confini, come ad esempio, il progetto del Parco eolico che avrebbe devastato il territorio del Monte Fumaiolo e non solo».

I riminesi sono ancora sensibili al tema della cura dell’ambiente e degli animali o negli ultimi anni è cambiato qualcosa?

«Dalle telefonate che continuiamo a ricevere sembrerebbe che la tutela degli animali vada per la maggiore, mentre riceviamo sporadicamente segnalazioni che riguardano l’ambiente con riferimento ad abusi edilizi, scarichi idrici e abbandono di rifiuti. Quanto poi i riminesi siano sensibili non lo possiamo quindi desumere da questo. Diciamo che l’impressione è che ognuno sia sensibile per quello che accade vicino al proprio “orticello”. Se succede appena un poco più in là fa già la sua differenza. E comunque le persone andrebbero informate e stimolate, ma per far questo ci vuole un dispendio di energie e risorse che non ci sono, o che fatichiamo a trovare. E invece la tragedia planetaria del cambiamento climatico cui stiamo andando incontro dovrebbe da sola essere sufficiente a far riflettere».

Quali sono i vostri prossimi obiettivi?

«A livello nazionale continueremo le battaglie sul fronte dei rifiuti, della tutela della fauna e del nostro mare, contro l’abbandono delle plastiche e l’inquinamento. E contribuiremo alla campagna WWF sulle zone umide “One Million Ponds”. A livello locale vorremmo portare a casa alcuni risultati sul fronte del fiume Marecchia, della gestione e riuso delle risorse idriche, su quello del verde urbano e dei rifiuti, con particolare riguardo alla dismissione degli inceneritori. Inoltre, cercheremo di essere sempre più presenti nelle scuole per incentivare le giovani generazioni alla conoscenza dell’ ambiente che li circonda».

Per ulteriori info: www.wwfrimini.altervista.org

Nicola Luccarelli

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