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22 ottobre 491 – Teodorico a Rimini si prepara a prendere Ravenna

Scrive Cesare Clementini: «Teodorico pigliò tutte le città circumvicine a Ravenna, eccetto Cesena e Rimino, ma dopo l’ultima vittoria pose l’assedio a questa Città, che essendo ricercata a nome dell’Imperatore (di cui era divota) subito se gli diede, ove si trasferì non molto tempo dopo Teodorico, pigliandone il possesso, come Capitano dell’Imperio, permettendo, che si reggesse co’ medesimi Magistrati nella solita sua antica libertà. E vi si trattenne per ricreatione quasi tutto il mese di ottobre dell’anno quattro cento novant’uno, non hauendo Odoacre più ardore d’uscire alla Campagna».

Odoacre depone Romolo Augusto, ultimo imperatore d’Occidente poi bollato come Augustolo, “piccolo Augusto”

Nel 476 Odoacre (Audovacar nella lingua del suo popolo, Flavius Odovacer per i Romani),  magister militum (generale) dell’impero romano e re dei germanici Eruli, guidando una coalizione con gli Sciri (cui forse apparteneva per nascita) e i Rugi, aveva deposto l’ultimo imperatore romano d’occidente Romolo Augusto incoronandosi Rex Italiae (“Re d’Italia”). Però allo stesso tempo si dichiarava ufficialmente sotto la sovranità dell’imperatore di Costantinopoli, a cui aveva inviato le insegne imperiali: diadema, scettro, toga ricamata in oro, spada e il paludamentum (mantello del supremo comandante militare) color porpora,

Odoacre in una sua moneta coniata a Ravenna nel 477

Il fatto compiuto venne riconosciuto dall’imperatore Zenone nel 477, quando insignì Odoacre del rango di Patrizio. Odoacre mantenne inalterato il sistema amministrativo, cooperando attivamente con il Senato romano, ed il suo governo fu efficiente e apprezzato. Eliminò i Vandali della Sicilia tra il 477 e il 485 prima per vie diplomatiche poi con le armi, e nel 480 conquistò la Dalmazia dopo aver sconfitto e ucciso Ovida, comes (funzionario) ribelle e assassino del penultimo imperatore d’Occidente Giulio Nepote. Sebbene ariano, Odoacre mantenne ottimi rapporti con la Chiesa cattolica e durante il suo regno non si verificarono mai conflitti religiosi.

Moneta d’oro coniata da Odoacre a Milano nel nome di Zenone, che vi viene raffigurato

Un quadro fin troppo roseo agli occhi di Zenone. Di questo passo, Odoacre da suo suddito sarebbe divenuto indubbiamente un concorrente e dei più pericolosi, con un Occidente di nuovo in grado di confrontarsi alla pari con l’Oriente. Le prime avvisaglie c’erano già state: secondo Giovanni di Antiochia, Odoacre scambiò diversi messaggi con il generale Illo, che dal 484 era entrato in aperta rivolta contro Zenone.  L’imperatore si astenne dal reagire a caldo, ma nel 488 offrì a Teodorico la possibilità di insediarsi in Italia se gli fosse riuscito di rimuovere Odoacre; poi avrebbe governato lui l’Italia col titolo di rappresentante dell’imperatore.

Teodorico (passato in leggenda per i Tedeschi come Dietrich von Bern, dove Bern è il nome di Verona nel germanico altomedievale) era re degli Ostrogoti, popolo federato all’Impero: era stato cioè loro concesso di vivere dentro il limes (confine) in cambio dei servizi militari. Nato nella provincia romana della Pannonia (fra le attuali Austria e Ungheria) il 12 maggio 454, figlio del re ostrogoto Teodemiro e di una sua concubina, Erelieva, aveva vissuto per dieci anni come ostaggio presso la corte dell’imperatore Leone I. A Costantinopoli ricevette la migliore educazione militare e civile, a iniziare dalla padronanza di latino e greco. Riscattato dal padre, si fece subito valere come comandante degli Ostrogoti in diverse battaglie. Nel 484 gli era stato conferito il titolo di Console.

Teodorico

I Goti (in latino Gothones) non erano un solo popolo, ma una federazione di tribù germaniche che, secondo le loro stesse tradizioni, erano originarie dell’isola di Gotland e della regione di Götaland in Svezia. Dopo lunghe peregrinazioni si erano divisi fra a quelli dell’Est (Ostrogoti) e quelli dell’Ovest (Visigoti) quando, sul finire del IV secolo, si trovavano appena al di là del limes fra la foce del Danubio e l’attuale Crimea. Sotto la spinta degli Unni, i Visigoti chiesero all’Impero di accoglierli a occidente al di là del Danubio. Dopo una serie di scontri e accordi, nel 378 Ostrogoti (che nel frattempo avevano anche loro passato il confine, ma sfondandolo) e Visigoti uniti inflissero ai romani la clamorosa sconfitta di Adrianopoli, dove lo stesso imperatore Valente trovò la morte. Mentre gli Ostrogoti restarono in Mesia e Dacia (circa le attuali Bulgaria e Romania), i Visigoti devastarono Grecia e Italia, Roma compresa; in seguito riuscirono a formare loro regni in Gallia e in Spagna, dove durarono fino alla conquista araba.

Fibule visigote trovate in Spagna

Un terzo raggruppamento, quello dei Gepidi, tentò di ritornare verso settentrione; un secolo dopo sarebbero stati annientati dai Longobardi, come ricordato dal celebre episodio del re Alboino. Quest’ultimo, dopo aver sconfitto l’ultimo dei re Gepidi Cunimóndo,  secondo la tradizione di guerra comune a tanti popoli nomadi fino alle steppe mongole, ricavò una coppa dal suo cranio. A Verona obbligò quindi Rosmunda, figlia di Cunimondo, a divenire sua sposa e a brindare con il cranio del padre per sancire le nozze.

Rosmunda e Alboino in un’illustrazione del primo 900

Teodorico ed il suo popolo (secondo le fonti antiche erano in 100 mila fra guerrieri, le loro famiglie e i loro schiavi) partirono dalla fortezza legionaria di Novae in Mesia (oggi Svišhtov, nel nord della Bulgaria) nell’autunno del 488. Attraversata la Dalmazia ed oltrepassate le Alpi Giulie, entrarono in Italia alla fine dell’agosto del 489. Il primo confronto con l’esercito di Odoacre si ebbe sul fiume Isonzo il 28 agosto. Odoacre venne sconfitto e fuggì verso Verona; qui un mese dopo infuriò un’altra battaglia conclusa con una vittoria gotica sanguinosa e schiacciante.

Odoacre si ritirò nella capitale Ravenna, mentre il grosso del suo esercito guidato da Tufa si arrese ai Goti. Teodorico mandò allora proprio Tufa ed i suoi uomini contro Odoacre, ma questi si riunirono al loro re. Nel 490 Odoacre fu in grado di contrattaccare, conquistando Milano e Cremona e assediando la principale base gotica di Ticinum (Pavia).

Pavia nel 1526

Intanto i Burgundi, già solidamente impiantati in quella che sarà da loro chiamata la Borgogna, approfittavano dell’occasione per valicare le Alpi saccheggiare e devastare la Liguria: molti degli abitanti furono presi come prigionieri e tali rimasero fino a quando Teodorico non li riscattò tre anni dopo. L’estate successiva, il re visigoto Alarico II dimostrò quello che lo storico austriaco Herwig Wolfram definisce “uno dei rari esempi di solidarietà gotica” inviando aiuti militari al re ostrogoto, costringendo Odoacre ad abbandonare l’assedio. Quindi gli Eruli subirono una nuova sconfitta sulle rive dell’Adda l’11 agosto 490. Odoacre tornò a rifugiarsi a Ravenna, mentre il Senato romano e numerose città italiane – Rimini compresa, come abbiamo visto –  si consegnarono a Teodorico.

Il duello fra Teodorico e Odoacre

A questo punto fu il turno dei Goti di assediare gli Eruli a Ravenna. Ma, dal momento che non disponevano di una flotta e che la città poteva essere rifornita via mare, l’assedio avrebbe potuto protrarsi all’infinito. Finalmente nel 492 Teodorico ebbe a disposizione nel porto di Rimini una flotta di dromoni (le navi da battaglia di quell’epoca, bireme a vela latina antenate delle galee medievali) con la quale conquistò il porto di Ravenna, isolandola completamente. Gli assediati resistettero ancora sei mesi; poi, ridotti alla fame e tramite la mediazione di Giovanni, vescovo della città, iniziarono a negoziare. Il 25 febbraio 493 venne raggiunto un accordo, secondo il quale Teodorico e Odoacre si sarebbero spartiti l’Italia.

Il 5 marzo i Goti entrarono in Ravenna. Venne organizzato un banchetto per celebrare il trattato. Nel bel mezzo di questa festa, il 15 marzo, Teodorico uccise Odoacre con le proprie mani.

Il palazzo di Teodorico nel mosaico di S. Apollinare nuovo a Ravenna

Secondo gli Annali Valesiani, «quello stesso giorno, l’intero esercito di Odoacre, ovunque si trovasse, fu ucciso per ordine di Teodorico, così come i suoi familiari». Sunigilda, moglie di Odoacre, fu lapidata a morte, o secondo altri lasciata morire di fame; suo fratello Onoulfo venne ucciso dagli arcieri mentre tentava di rifugiarsi in una chiesa; Thela, figlio di Odoacre, fu esiliato in Gallia, ma quando tentò di rientrare in Italia, Teodorico lo fece uccidere.

A questo punto Teodorico fu il padrone dell’Italia. Iniziava il regno gotico, con Ravenna capitale di fatto, che sarebbe durato oltre mezzo secolo, fino alla sanguinosa riconquista di Giustiniano.

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