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Il mulino della Corderia è l’ultimo baluardo di quella che fu la fossa Viserba

Caro Diario, questo è il mulino della Corderia oggi, abbandonato e lasciato alle ingiurie del tempo, sommerso da un metro di terra, ai confini di uno degli scempi urbanistici più grave degli ultimi anni. Ultimo baluardo di quella che fu la fossa Viserba, oggi tombinata in barba al rischio idrogeologico. Secondo il progetto di costruzione della ex Corderia il mulino sarà donato alla cittadinanza come sala civica a disposizione della collettività. Da crono programma il tutto dovrebbe avvenire entro 3 anni circa dall’inizio dei lavori di tutto il comparto. Esiste, però, un “Ma” che sta circolando ultimante e con insistenza a Viserba. Voci di popolo raccontano della possibilità concreta di non vederlo mai riqualificato. Sembrerebbe che alcuni emissari politici stiano lavorando con un’opera di persuasione e di sondaggio per instillare nella pubblica opinione l’idea che “in fondo non serve a niente”, che “è troppo mal ridotto per essere recuperato”. Messaggi e messaggeri che vanno verso una direzione molto chiara, quella che ha contraddistinto tanti altri momenti della nostra storia recente. Il destino del Mulino è figlio della gestazione del suo comparto, fatto di pochissima lungimiranza e tanti affari, compagno di viaggio di quella spersonalizzazione dei luoghi che lo vede unito alla

Un padre: “Ad c'è ancora una distesa di erba senza alcun gioco e senza nemmeno un po’ di ombra”

Salve, sono Matteo Mandrelli, padre di un bambino frequentante la nuova scuola dell’infanzia Gabbianella di Canonica, Comune di Santarcangelo di Romagna. Scrivo alla vostra redazione perché io, come molti altri genitori della scuola siamo esasperati e amareggiati per come il Comune ci sta trattando. A luglio 2023 abbiamo avuto i primi incontri con la sindaca Alice Parma, la quale cui aveva garantito che la scuola a settembre sarebbe stata aperta e che i bambini avrebbero avuto a disposizione sia le aule interne che parte del giardino finito. Ad oggi, aprile 2024, il giardino è ancora una distesa di erba senza alcun gioco e senza nemmeno un po’ di ombra ed è totalmente esposto al sole. La Sindaca da settembre ad oggi svariate volte ci aveva garantito che il giardino sarebbe stato ultimato dandoci varie scadenze che non sono mai state rispettate. L’ultima scadenza non rispettata era Pasqua. Quindi da settembre ad oggi i nostri figli non hanno avuto un giardino con giochi e ombra per giocare. Ormai è noto a chiunque come sia importante il gioco e la vita all’aria aperta per i bambini. Ma con l’arrivo del caldo e del sole sarà quasi impossibile stare di fuori per i nostri bambini. Già

"Un turismo rispettoso dell’ambiente naturale non si concilia con la concessione ai grandi eventi sulla spiaggia libera"

"Di oggi la notizia che il Comune ha predisposto nuovi cartelli lungo la battigia e agli ingressi alla spiaggia per la regolamentazione dell’accesso dei cani nel tratto di spiaggia tra Rimini e Riccione dove nidifica il fratino: divieto di accesso a partire dal sabato che precede la Pasqua fino al 2 Novembre, possibilità di accesso solo se accompagnati con il guinzaglio nel restante periodo dell’anno. Come promotori di una serie di iniziative volte alla tutela e alla valorizzazione di quel piccolo uccello limicolo a grave rischio estinzione- ma anche decisi ad affermare l’importanza di quel tratto di spiaggia davanti l’ex Colonia Bolognese sia come habitat naturale che come bene comune per tutta la collettività- ci teniamo ad esprimere il nostro parere in questo breve comunicato. Di certo i cani lasciati liberi sulla spiaggia rappresentano un concreto pericolo per i fratini, motivo per cui- volendo vedere il bicchiere mezzo pieno- consideriamo una piccola grande conquista questa notizia, segno che le tante iniziative messe in atto stanno portando frutto. Ma ricordiamo alla nostra Amministrazione che promuovere un “turismo rispettoso dell’ambiente naturale e di chi frequenta la spiaggia” -aggiungeremmo LIBERA- non si concilia in alcun modo con la concessione di quello spazio davanti l’ex colonia

Interpellanza di Chiara Angelini in Consiglio comunale

Tutti ormai sappiamo che da febbraio 2023 llaria Salis, nostra connazionale di 39 anni, è rinchiusa nel carcere di massima sicurezza di Budapest, con l’accusa di aver aggredito e ferito un militante neonazista in occasione della «Giornata dell'onore». Ilaria Salis rischia una pena fino a 16 anni di carcere, quindi del tutto sproporzionata rispetto ai fatti contestati (ferite lievi che rientrano in una prognosi tra i cinque e gli otto giorni). Dai mezzi di comunicazione siamo venuti a conoscenza che le condizioni nel carcere di Budapest della detenuta erano degradanti ed inumane e violavano gli standard minimi di tutela della salute. A febbraio in Consiglio Comunale la consigliera Chiara Angelini ha sollecitato la sindaca a sostenere le richieste del Comitato “Ilaria Salis libera” e l’appello che il padre ha rivolto a tutte le istituzioni del nostro paese ed al Presidente della Repubblica, firmando appunto l’appello presente sul sito del comitato. Al termine dell'interpellanza ha inoltre ricordato che il suddetto si può firmare sia come amministratore sia come liberi cittadini, con l'intento di andare a sensibilizzare un numero sempre più elevato di persone. In questi giorni apprendiamo che il tribunale di Budapest non ha concesso i domiciliari a Ilaria Salis, la stessa che è stata portata in aula

In questa società non c’è più spazio per la sola chiamata elettorale quinquennale, esiste un bisogno sempre più quotidiano: quello di voler avere un potere decisionale e partecipativo per il proprio destino

Caro Diario, alla luce del dibattito dell’ultimo mese direi che quattro anni fa l’intuizione di far nascere Associazione Quartiere 5 si sia rivelata premonitrice e che avevamo intercettato un’esigenza fortissima che bruciava sotto la cenere della politica. Oggi questo fuoco si è ravvivato e sta prendendo le sembianze di un incendio difficile da gestire. Finalmente quasi tutte le forze politiche spingono nella direzione della partecipazione alla vita politica della città, perché in questa società non c’è più spazio per la sola chiamata elettorale quinquennale, ma esiste un bisogno sempre più quotidiano: quello di voler avere un potere decisionale e partecipativo per il proprio destino. Ricordo, perché credo sia giusto farlo, che nel programma di coalizione, a cui ho aderito all’interno del partito Europa Verde nelle elezioni del 2021, era presenta una sezione dedicata interamente alla “Partecipazione come rilevazione di bisogni, Proposte e impegno per tutti i portatori di interesse” di cui vorrei riportare tutti i punti:   1. Politiche di open data (accesso agli atti, ai dati, ai documenti e alle informazioni) per rendere la macchina comunale sempre più snella, efficiente e trasparente; 2. Rilevazione e pubblicazione delle performance e della qualità dei servizi erogati dalla PA; 3. Monitorare periodicamente il tasso di occupazione femminile

Architetto Gobbi: "Tanti problemi, si spera in confronto vero con l'amministrazione comunale"

Il sottoscritto Luca Bersani Ingegnere componente della commissione Urbanistica Ordine Ingegneri di Rimini ,  l’Arch. Marco Gobbi e l’ Avv. Roberto Biagini siamo rimasti estremamente soddisfatti della risposta che la cittadinanza Viserbese ha mostrato alla iniziativa di ieri sera tenutasi presso la sala parrocchiale gentilmente messa a disposizione da Don Aldo Fonti avente ad oggetto il Nuovo Piano Spiaggia il cui iter procedimentale è sostanzialmente iniziato, con la pubbblicazione nel dicembre 2023 scorso. E' stato un momento di confronto ma soprattutto di esternazione delle preoccupazioni con le domande che hanno posto, in particolare, oltre che dai “proprietari” frontisti delle case, dei villini e degli alberghi prospicenti all’arenile, anche di privati cittadini e fruitori del pubblico arenile di tutta Rimini Nord. Gli stessi con le nuove previsioni (altezze e ubicazioni) delle cabine di servizio e dei chioschi-bar vedono compresse o fortemente limitate le loro vedute a mare da sempre esistenti. Stesse preoccupazioni sono state sollevate dai cittadini comuni in ordine al loro diritto di vedere la spiaggia e il mare e non “i muri e le barriere” delle strutture progettate a servizio degli balneari. I temi affrontati e le domande poste sono state tantissime dalle concessioni scadute, alla tutela delle storicità tipo la “fonte de

"Nel nostro settore si lavora troppo? Non è così. E comunque penso che si debba uscire dalla logica del [sic] quanto si lavora": così si esprime la presidente riminese di Federalberghi P. Rinaldis. Allora atteso che se una categoria non trova dipendenti è problema loro e non di tutti, se non trovano stagionali una ragione ci sarà cribbio, o no? Eh noi dovremmo stracciarci le vesti perché la Rinaldis non trova dipendenti per i suoi alberghi? Quanto guadagna la Rinaldis e quanto una sua sguattera da camere se non lontano dal suo albergo (Rivabella) una cameriera rumena anni fa è andata in depressione a fine stagione e si è suicidata!!? E cosa dire del bisogna uscire dalla logica del quanto si lavora se assieme alla retribuzione è il fondamento fondante fondativo di 9 su 10 lavori? Come si può affermare una simile castroneria!!? E non si parla da anni decenni di lavoro gravemente sfruttato (non mi riferisco alla Rinaldis che conoscendo so che paga in zecchini d'oro)?? Evidentemente con l'inflazione galoppante nodi decennali vengono ora al pettine. Non ci vive più uno stagionale con queste retribuzioni non si possono più ingrassare (non me ne voglia la Rinaldis non c'è odio

Nonostante le numerose richieste di intervento ed una riunione dedicata con l’amministrazione di circa un mese fa, nulla sembra cambiare nella zona di Riccione alta. La gestione dell’ordine pubblico, e del degrado in occasione delle aperture dei locali è completamente fuori controllo. Traffico non gestito, sporcizia abbandonata ovunque, consumo smodato di alcol per strada, volumi senza limite. Se questa è la gestione e l’autorevolezza che l’amministrazione sa dare nei confronti di queste realtà dell’intrattenimento, il comitato dei residenti di questa zona è molto preoccupato. Preoccupato in vista dei prossimi weekend Pasqua e soprattutto dell’apertura del nuovo locale prevista per il 2 giugno. Come sempre non ci siamo mai posti come in conflitto con queste realtà, anzi devono esserci quali imprese portatrici di economia sul territorio e DNA della nostra città, ma come ogni impresa, se si vogliono definire tali, devono provvedere alla gestione del loro impatto sull’ambiente e sul territorio come ogni azienda seria e strutturata, nel loro caso devono provvedere alla gestione dei flussi di persone prima e dopo la serata, dell’ordine pubblico, e della viabilità. Ultimo ma non per importanza il grande problema di sicurezza di Riccione alta e l’oramai ingestibile viabilità ad alta velocità che insiste su Viale Abruzzi via

"Credo sia necessario tornare ad occuparsi attivamente dei territori, mettendo in campo una riforma della rappresentanza"

Caro Diario, hai visto il nuovo “Super Comitato”? E’ stato un passo importante per la partecipazione dei territori alla vita della città. Quello che più colpisce non è il fatto che le realtà locali si siano sedute attorno ad un tavolo comune per discutere delle problematiche, ma è il fatto che l’amministrazione non voglia aprire un dialogo con questa nuova realtà. Unirsi per coordinarsi è sicuramente una strategia di lotta necessaria, perché i singoli con tematiche locali possono entrare in contatto con altre identità specifiche e scambiarsi buone pratiche e informazioni.   Credo caro Diario che vivere un territorio sia fondamentalmente questo: esserci ogni giorno costruendo un’idea di comunità, portando avanti un’idea che fino ad ora è stata comunque una risposta ai bisogni del territorio. In questo momento di forte crisi di rappresentanza in molti tendono a parlare di territori, arrivando al punto di svuotare completamente questa parola talmente tanto viene abusata. Addirittura qualcuno si sta scoprendo ambientalista di destra pur di accaparrassi qualche titolo sul giornale o qualche voto nel futuro. Si scagliano contro le nuove costruzioni di Rivabella e la variante della statale 16, dimenticandosi che hanno sempre considerato i parchi pubblici solo luoghi di spaccio e che è stato

"Ho ricevuto due visite mediche, una radiografia, un'ecografia, una TAC e la somministrazione di antidolorifici"

Dal Pronto Intervento al CAU: Riflessioni e un'esperienza personale In termini reali (tolta l'inflazione generata principalmente dalla guerra) le risorse destinate ai servizi sociali stanno calando notevolmente e molte istituzioni -dalla scuola alla sanità- stanno facendo miracoli per assicurare comunque un buon servizio ai cittadini. Ciononostante alcune forze politiche disconoscono gli sforzi di ristrutturazione dei servizi e le criticano a prescindere dal reale; un cambiamento vituperato è stato ad esempio il passaggio deciso dall'AUSL Romagna del Pronto Intervento di Santarcangelo a CAU, Centro Assistenza e Urgenza. L'esperienza che sto per raccontare smentisce certe critiche. Venerdì scorso alle ore 9 ho dovuto far ricorso al CAU per una brutta caduta casalinga e in 5 ore totali ho ricevuto due visite mediche, una radiografia, un'ecografia e una TAC nonchè la somministrazione di antidolorifici e la pratica di dimissione alle ore 14 con -purtroppo per me- la certificazione di fratture e compromissioni costali. Tutti gentilissimi gli operatori sanitari. L'ambiente di quello che è comunque, al di là del nome, un efficiente ambito di pronto soccorso andrebbe forse reso meno “ospedaliero” con quadri alle pareti disegnati dai ragazzi delle scuole e musica di sottofondo. Gabriele Boselli

"Mercoledì 20 marzo ci sarà un’asta per realizzare dei parcheggi, ma noi non siamo invisibili"

Gli abitanti dell’area Forlani - ex area Hera - che si trova a ridosso di Casa Madiba Network pubblicano una lettera "perché nessuno sgombero e ulteriore violenza sia agita nei confronti delle persone in condizione di homelessness della nostra città." “Siamo gli abitanti dell’area Forlani, che da diverso tempo abitano all’interno dei capannoni abbandonati. Alcuni di noi lavorano come operai in fabbriche del territorio, altri come tuttofare in alcuni ristoranti del centro storico e della zona mare. Altri ancora provengono dal Pakistan e dall’Afghanistan, hanno presentato richiesta di asilo alla Questura di Rimini ma la Prefettura ci continua a far vivere in strada nonostante abbiamo diritto ad entrare nei progetti di accoglienza. In passato ci sono state anche alcune donne, lavoratrici del turismo. Non possiamo dire di vivere bene qui: abbiamo accettato quello che la strada ci ha dato e abbiamo cercato di migliorarlo e ci troviamo qui perché non abbiamo trovato altre soluzioni. Chi di noi non lavora in nero ha contratti precari e per affittare stanze ci vengono richiesti requisiti che non abbiamo, siamo persone non bianche, ed è difficile trovare una casa a Rimini. Dallo scorso anno abbiamo ricavato degli alloggi in alcuni spazi sicuri e ci occupiamo di tenere pulita e

Il documentario "Food for profit" di Giulia Innocenzi a Novafeltria: "Speculazione emotiva"

Ho visto il documentario "Food for profit" di Giulia Innocenzi a Novafeltria, sabato 16 marzo. Bello, emozionante, aggressivo. Stile Santoro. Stile Report. Ma quel disgustoso, continuo riferimento alle lobby, quale fossero elementi demoniaci, mentre invece sono legittime rappresentazioni di interesse, trasparenti strumenti democratici