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24 agosto 1821 – Nasce Angela Molari, “la Santa di Rimini”

Angela Molari nasce a Rimini il 24 Agosto 1821.  Come scrive Fausto Ruggeri (“Angela Molari, una donna tutta Dio”, 2012, da cui traiamo anche le immagini), è figlia di Giuseppe Molari, di Michele, e Michela Parmeggiani. «Il padre appartiene ad una famiglia un tempo benestante; i suoi avi erano stati facoltosi cittadini di Montebello sin dal Settecento, ma il ramo da cui Giuseppe discendeva era decaduto ed egli si guadagnava da vivere esercitando il lavoro artigianale di ebanista e tornitore. Di diversa e migliore condizione era la madre, originaria di Roncofreddo, figlia di Wolfango Parmeggiani, notaio e possidente del luogo».

Entrambi sono profondamente religiosi, lui membro di confraternite, lei che da ragazza desiderava farsi suora. Hanno nove figli, quattro maschi e cinque femmine, cui di solo quattro sopravvivono. I Molari abitano a Rimini, nella via Lenzi al n. 119, nel quartiere che prendeva il nome dalla chiesa di San Bartolomeo, accanto all’Arco d’Augusto, ormai sconsacrata. Angela nasce proprio il giorno dedicato a San Bartolomeo, festa della sua parrocchia, ora trasferita nella chiesa di San Marino, l’attuale “Santa Rita”. 

Sia per lei che per la sorella Maria (che si farà cappuccina nel convento di Mondaino con il nome di suor Matilde del Sacro Cuore) la vocazione religiosa è precocissima. Angela la attribuirà anche all’incontro con San Gaspare Del Bufalo, in Romagna per convertire i carbonari dopo essere stato in missione fra i briganti del Lazio: «La prima volta che vidi il venerabile canonico don Gaspare Del Bufalo – racconterà lei stessa – fu nella scuola privata delle signore Copioli, oggi defunte, in Rimini, ove i miei genitori mi mandavano per essere istruita essendovi nella detta scuola molte altre ragazze. In allora io contavo l’età di circa tre anni. (…) Ed egli avendomi posta sulle sue ginocchia a sedere, si levò il Crocifisso che aveva appeso al collo, me lo dette a baciare accostandomelo al cuore e mi disse che lo dovevo amare con tutto il cuore, che doveva essere il mio sposo e che fin d’allora come tale lo dovevo riguardare. (…). Mi esortò ad astenermi dalla puerilità e da tutto ciò che poteva alienarmi dall’amore e servizio di Dio, ed invece ritirarmi nella mia camera, di osservare il Crocifisso e pregarlo di essere mio maestro nella scuola della virtù. Queste parole, devo confessare per la pura verità che mi scendevano nel cuore e talmente mi commovevano, che erano più gli effetti di tenerezza e di desiderio di poter porre in pratica ciò che mi diceva, che le parole stesse che ascoltavo dalla bocca del venerabile, le quali mi sono restate incancellabili dalla mia mente, benché allora io fossi nella tenera età di anni tre circa. (…)».

San Gaspare del Bufalo

San Gaspare Del Bufalo

Angela incontrerà di nuovo il fondatore della congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue quattro anni dopo, rafforzandosi nella decisione già ormai presa: si consacrerà alla vita religiosa.

«La preghiera e la contemplazione – prosegue Ruggeri – raggiungeranno tale intensità da culminare spesso nell’estasi. La penitenza fu attuata da Angela sin da bambina non solo con digiuni, fioretti, battiture sul suo corpo eseguite mediante funi o rudimentali flagelli da lei stessa fabbricati o col camminare scalza nei giorni di freddo, ma anche accettando le “infermità corporali ovvero anche mistiche, alle quali sarebbe andata incontro più avanti”».

Angela Molari inginocchiata di fronte alla sua miracolosa immagine del Bambin Gesù

Angela Molari inginocchiata di fronte alla sua miracolosa immagine del Bambin Gesù

Domenica 28 gennaio 1844, mentre Angela prega nella chiesa della Colonnella con un’amica di Cesena, Maria Cecchini, viene assalita da un violento malessere. I medici (Luigi Frioli e il chirurgo Righini) la giudicano grave. Le viene dato il viatico. Appena lo riceve «fu rapita in estasi e vi perdurò per quasi tre quarti d’ora, assumendo nel frattempo un aspetto angelico ed il suo volto apparendo infuocato a guisa di una fornace ardente». Dopo l’estrema unzione, inizia a migliorare. Resta convalescente alcuni mesi, ma continua ad avere visioni, come le accade almeno da quando ha 17 anni. Dopo l’ennesima, Angela avverte un forte bruciore ai piedi ed esclama: «Potessi almeno con questi dolori che provo procurare la salute di qualche anima!». Le trovano i piedi sanguinanti, come trapassati da un’arma.

La chiesa della Colonnella nell'800

La chiesa della Colonnella nell’800

Nel 1845, nonostante il riserbo di Angela, del suo confessore e dei suoi famigliari, la notizia delle stimmate si viene a risapere. Il nuovo vescovo di Rimini, Monsignor Salvatore Leziroli, prende la faccenda molto sul serio. Nomina una commissione di medici e teologi di sua fiducia. «Tutti constatarono che sulle mani, sui piedi e sul costato sinistro di Angela vi erano cinque piaghe aperte e sanguinanti». Lo stesso presule si reca più volte a visitare di persona la ragazza. Viene informato Papa Gregorio XVI, che l’anno dopo fa svolgere una seconda inchiesta. Angela continua a far di tutto non solo per celare la notizia, ma le stesse sue sofferenze.

«Il dono delle stimmate non liberò Angela dai frequenti assalti del diavolo, che La tormentava con sentimenti di ribellione a Dio, rifiuto dei sacramenti, istigazione al suicidio, insinuazioni di malizia nel suo rapporto con il confessore».

«Nel 1845 Angela e la mamma Michelina avevano chiuso la scuola per bambini da loro fondata e andarono a stabilirsi, insieme all’amica Antonia Sambi, nella cascina Mattioli, la stessa dove l’anno antecedente Angela era stata ricoverata per la sua improvvisa infermità. Il proprietario di questo stabile, il conte Giovanni Mattioli, divenuto poi cappuccino con il nome di padre Bonaventura, aveva loro concesso quattro stanze con accesso, mediante un andito, alla chiesetta prospiciente la strada. Nasceva così il “Ritiro della Colonnella”».

casadelritiro

Nel 1846 il cardinale Giovanni Maria Mastai Ferretti, vescovo di Imola, si sta recando a Roma per il conclave. Alla Colonnella si ferma a parlare con Angela. «Da questa ebbe la profezia che egli sarebbe stato eletto sommo pontefice. La profezia si avverò puntualmente il successivo 16 giugno, dopo un brevissimo conclave di soli due giorni. L’episodio fu attestato pubblicamente dal vescovo di Rimini che ne era stato testimone. Pio IX mantenne con Angela un rapporto affettuoso che si manifestò in molti incontri personali a Roma». Si inizia a parlare di lei come “la Santa di Rimini”.

Fra mille difficoltà, sofferenze e diffidenze, all’età di trent’anni, con il consenso del Vescovo, fonda la Congregazione delle Figlie dell’Immacolata Concezione: sei sorelle che seguono la regola di Santa Chiara e con costituzioni proprie, congregazione dedita alla contemplazione e all’azione apostolica. Cerca fondi per un convento più grande e quando li trova, dopo lunghi e anche penosi viaggi, nel 1856 riesce ad acquistare l’ormai abbandonato monastero camaldolese femminile delle SS. Caterina e Barbara a Santarcangelo. Viene riaperto il 23 maggio 1857; l’educandato è inaugurato nell’ottobre dello stesso anno.

3 maggio 1857: Angela Molari (in piedi) con due sorelle al momento della vestizione

3 maggio 1857: Angela Molari (in piedi) con due sorelle al momento della vestizione

I problemi non sono pochi e aumentano notevolmente con l’ingresso di Rimini nel Regno d’Italia. I governi anticlericali non vedono di buon occhio gli ordini religiosi e men che meno le scuole confessionali. E i fondi non bastano mai.

Oltre a subire la stanchezza delle continue pressioni, la Molari da tempo accarezza l’idea di riedificare alla Colonnella una casa religiosa. Alla fine del 1877,  diviene piena proprietaria della vecchia cascina Mattioli dove si stabilisce definitivamente. Fa ricostruire la chiesetta antica che nel marzo 1875 un terremoto aveva abbattuto.  Angela converte il ritiro in monastero inaugurandolo ufficialmente il 22 aprile 1878. Presso il rinato convento Angela dà vita a un educandato per giovani esterne e interne.

Il monastero dell'Immacolata di Santarcangelo agli inizi del '900

Il monastero dell’Immacolata di Santarcangelo agli inizi del ‘900

Alla Colonnella elabora il progetto di realizzare a Santarcangelo un ospizio per anziani abbandonati.   «Accordatasi con la direzione dell’ospedale e con le Figlie della carità di San Vincenzo de Paoli che vi prestavano servizio, dette principio, nell’ospedale stesso, all’opera benefica col plauso della cittadinanza e con la commossa gratitudine dei poveri ricoverati e assistiti. Nasceva così un istituto che ancor oggi svolge il suo prezioso servizio agli anziani del territorio. Nel 1987, in occasione del centenario della morte della Molari si inaugurarono nuovi locali e la casa di riposo venne a lei intitolata, come pure la piazza antistante. L’istituto continua ancor oggi la missione assistenziale affidatagli dalla fondatrice, e ne perpetua il ricordo di operatrice di carità».

Dopo una penosa malattia durata 11 anni, Angela Molari, nella fede Madre Maria Maddalena della SS.Trinità, muore il 21 novembre 1887. Le sue spoglie riposano a Santarcangelo nella chiesa del convento delle SS. Caterina e Barbara. Il 10 maggio 1988 viene introdotta la causa di beatificazione.

A Suor Angela Molari Rimini ha dedicato una rotatoria, non distante dalla chiesa della Colonnella e su cui si trova uno degli accessi all’Ospedale Infermi.

Santarcangelo le ha invece dedicato una piazza, che funge da parcheggio per il vicino ospedale “Franchini”.

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