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28 agosto 1790 – Una bellissima straniera saluta Rimini: è stata la prima bagnante

1790. Rimini, 28 agosto. Oggi è partita di qui la Sig.a Mar. Rondanini di Roma Irlandese stata da 15 giorni per attuffarsi nell’acqua di Mare”. Così il riminese Nicola Giangi registra nella sua cronaca un evento per allora davvero stravagante, ma di cui ancora non si comprende appieno la portata storica: si tratta infatti della prima vacanza balneare e per di più di una straniera di cui si abbia conoscenza in Italia.

La marchesa Rondanini “di Roma” appartiene a quella famiglia resa celebre dalla Pietà incompiuta di Michelangelo oggi conservata al Castello Sforzesco di Milano, che l’aveva acquistata nel 1744. I Rondanini, o Rondinini, erano di origini romagnole e a Roma occupavano un posto di rilievo alla corte pontificia, oltre a possedere un sontuoso palazzo in via del Corso  (oggi del Monte dei Paschi di Siena).

La "Pietà Rondanini"

La “Pietà Rondanini”

È  stato Ferruccio Farina (“Una costa lunga due secoli. Storia, costume, immagini della Riviera di Rimini dalle origini ai giorni nostri”, 2003; “Saluti dal Mare, il ritratto in cartolina della Riviera da Cervia a Cattolica 1893-1943”, 1987) a ricostruire questa vicenda rimasta a lungo nell’ombra.

La nobildonna era la moglie di Giuseppe, ultimo marchese Rondanini: Elisabeth Kenneis, sposata quando aveva 18 anni dal sessantenne nobile romano per perpetuare la sua stirpe. Una dama che viene detta bellissima: rossa di capelli, slanciata, colta, amante del bello, spigliata, d’animo gentile e, come si inizia a dire in quegli anni in Inghilterra, “romantic”. Fa girare la testa a mezza Roma.

Così parla di lei una satira nel Diario di Roma del Geminiani: “L’Aurora con il vecchio Titone suo consorte/Guida superba il cocchio con man maestra e forte./Le Grazie l’accompagnano, precedela l’Amore/Invan Titon sacrifica un’ecatombe all’Ore./Occhi amorosi e rosse labbra di paradiso/Fisionomia dolcissima ornan d’Aurora il viso”.

Immagine tratta da www.castelbolognese.org

Altre notizie dal Conte d’Espinchal, uno dei tanti francesi calati prudentemente a Roma alle prime avvisaglie di Rivoluzione: “La Rondanini, irlandese, scarrozza tutto il giorno insieme a suo marito guidando sempre lei il calesse, non il marito. Ma poi la sera si conforma alla moda del paese adattandosi a sopportare le galanterie del Duca Braschi, nepote del Papa”. Si tratta del cesenate Luigi Braschi-Onesti, duca di Nemi, sposato di fresco nonostante i 40 anni suonati.

Luigi Braschi-Onesti, duca di Nemi

Luigi Braschi-Onesti, duca di Nemi

Cosa spinge la bellissima nobildonna a tuffarsi nel mare di Rimini e per addirittura 15 giorni?

Rimini è sulla strada tra Roma e Castelbolognese, ove i Rondanini trascorrono abitualmente la villeggiatura estiva; ma anche a due passi dalla Cesena del suo corteggiatore don Luigi. Il quale a Rimini aveva anche una zia nel convento delle Celibate: donna Olimpia, sorella del Pontefice, che bisogna pur andare ad omaggiare.

Con la logistica dunque ci siamo. Ma l’attuffarsi in mare? È vero che solo un anno prima il re Giorgio III d’Inghilterra, di cui Elisabeth era pur sempre suddita, si era tuffato nelle acque di Brighton durante una pomposa festa, allietata anche dal canto di “God Save great George our King” intonato da una banda nascosta in una “macchina per bagno” trainata da cavalli. Per quanto Giorgio III fosse già unanimemente reputato uno squilibrato, tuttavia la moda era già esplosa da qualche tempo in Inghilterra e il sigillo reale non aveva fatto che propalarla.

Per le prime vacanze balneari sono importanti anche i motivi di cura. Si va infatti diffondendo l’idea che l’acqua salata e l’aria di mare siano dei toccasana. E la bella Elisabetta non sta affatto bene: ha la tisi.

Nell’estate del 1795 torna a cercare i benefici effetti del mare a Napoli. Ma non c’è nulla da fare: Elisabeth muore nel 1796 ad appena 32 anni, senza essere riuscita a dare ai Rondanini l’erede tanto agognato. L’ultimo marchese viene a mancare ultraottantenne nel 1801, nella solitudine del suo palazzo di Castelbolognese.

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