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3 marzo 1765 – Nasce a Rimini il pittore “napoleonico” Francesco Alberi

Francesco Alberi nacque a Rimini il 3 marzo 1765. Inizialmente apprendista con Giuseppe Soleri,  nel 1784 grazie ad una borsa di studio si trasferì a Roma, dove fu allievo di Domenico Corvi all’Accademia di San Luca, subendo l’influenza del classicismo raffaellesco. In seguito fece sua la maniera di Jacques-Louis David, il “pittore ufficiale” prima della Repubblica francese, poi di Napoleone.

Recatosi a Londra per perfezionarsi, vi rimase fino al 1790, anno in cui fece ritorno a Rimini. Nel 1802 prese parte al concorso napoleonico del Comune di Milano. Nel 1806 affrescò l’arcivescovado a Padova, realizzò poi una pala d’altare nella chiesa di Santa Maria a Forlì.

A Rimini decorò le dimore nobiliari dei Battaglini, Garampi, Spina e Ganganelli. Si dedicò principalmente alla pittura storico-classica, al ritratto, alla decorazione ed all’affresco. I reali d’Olanda acquistarono una sua “Sacra Famiglia”.

Nel 1799 insegnò disegno a Rimini.  Dal 1804 si trasferì a Bologna, ottenendo la cattedra di pittura figurativa nell’Accademia fino 1806 e dal 1810 ininterrottamente fino alla morte. Divenuto membro onorario dell’Accademia di San Luca, nel 1821 le fece dono del dipinto “Titano fulminato da Giove” (Roma, Accademia di San Luca).

Morì a Bologna il 24 gennaio 1836. 

Tra le sue opere sono ricordate: “Santi Giacomo, Francesco e Lucia” (Forlì, chiesa parrocchiale di San Jacopo Apostolo); “Sacra famiglia” (Forlì, chiesa di Santa Maria); “La Mansuetudine e la Prodigalità”, 1788; “Didone morente”; “Catone”; “David”; “Ulisse”; “Achille”; “Diomede”; “Ritratto di Elisa Bonaparte”; “Ritratto di Pio VII”; “Ritratto di Mons. Dondi dell’Orologio”; “Ritratto di P. Renzi”; “Ritratto di signora con cuffia”; “Ritratto del dottor Brandolini”; “Il riconoscimento del giovane Achille”; “Zenobia e Radamisto” (Milano, Accademia di Brera).

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Ritratto di Elisa Bonaparte

Francesco Alberi scrisse anche due trattati“Teorie dell’arte pittorica” e un “Riposta a Sei lettere anonime”; quest’ultimo in risposta alle critiche dell’accademia e le sue opere. Scrisse anche molte ampie valutazioni sull’arte del suo tempo.

Anche suo figlio Clemente fu pittore. Così viene ricordato, insieme al padre, nell’Archivio Patrio di antiche e moderne rimembranze felsinee di Giuseppe Bosi: “Figlio del pittore Francesco nato in Rimini nel 1803. In tenerissima età venne condotto a Bologna per essere il padre con decreto Napoleonico stato prescelto a professore di pittura in questa Accademia di Belle Arti, ove in tale carica stette fino alla sua morte avvenuta nel 1836. Clemente fu scolaro del detto di lui genitore avendo esaurito l’intero corso nella prelodata Accademia. Nel 1832 venne nominato professore in Pesaro, ove si fermò per tre anni, e ritornato a Bologna nel 1839 fu eletto a succedere alla cattedra del padre”.

(notizie da Giorgio Catania, in artericerca.com)

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