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6 gennaio 1907 – Rimini festeggia i 50 anni del suo teatro con Amintore Galli

6 gennaio 1907 – Il pubblico riminese affolla il Teatro “Vittorio Emanuele II” per festeggiare con il Maestro Amintore Galli i 50 anni dell’edificio. La serata vede la rappresentazione dell’opera del Galli “David Re”. Ne sono interpreti il tenore Henderson e il soprano Mazzoleni; direttore d’orchestra è il riminese Antonio Biondi.

Amintore Galli

Amintore Galli

Amintore Claudio Flaminio Galli era nato a Perticara il 12 ottobre 1845; morirà a Rimini l’8 dicembre 1919. Aveva iniziato a studiare musica con lo zio, Pio Galli, direttore della banda di Talamello. Concluso il ginnasio a Rimini, nel 1862 si iscrisse al Conservatorio di Milano, dove fu allievo di Giovanni Battista Croff e Alberto Mazzucato.

Nel 1866 si arruolò coi garibaldini, combattendo a Bezzecca. L’anno successivo si diplomò facendo eseguire una cantata dal titolo Espiazione”.

Maestro di banda e di cappella, direttore di scuola di musica ad Amelia e Finale Emilia, nel 1870 scrisse l’opera in due atti “Roma”, mai rappresentata a causa del veto della polizia milanese. Intanto Galli era diventato anche giornalista, quale direttore del giornale milanese Euterpe, pubblicato da Sonzogno, l’editore a cui avrebbe legato la sua fortuna.

Dal 1873 ricoprì le cattedre di contrappunto ed estetica musicale al Conservatorio di Milano. Ma era anche direttore artistico dello Stabilimento Musicale Sonzogno, nonché critico musicale del quotidiano Il Secolo e direttore de Il Teatro illustrato e La Musica popolare, tutte testate di Casa Sonzogno. Per lo stesso editore curò inoltre le riduzioni per canto e pianoforte di numerosi spartiti d’opera e le traduzioni italiane di libretti d’opera francesi.

La sua fama è dovuta soprattutto a questa attività giornalistica, mentre le uniche due opere che riuscì a far rappresentare ( “Il corno d’oro o Un’avventura nel serraglio” , operetta del 1876 e quel “David Re” in scena Rimini nel 1907, che era di tre anni prima) ebbero scarso successo.

Grande notorietà ebbe invece l’Inno dei lavoratori, su versi di Filippo Turati, che egli musicò nel 1886.

Nel 1894 acquistò una tenuta a Santa Maria in Cerreto, dove trascorreva le vacanze estive.

Dopo la seconda guerra mondiale e la caduta della monarchia, gli fu intitolato il Teatro di Rimini, ancorché semi-distrutto dai bombardamenti.

I suoi manoscritti sono conservati presso la Biblioteca Civica Gambalunga di Rimini.

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