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Noi belle che nemmeno il “brutto male” può vincere

Accidenti. Ho perso la mia unica occasione per comparire senza veli su un calendario. Pazienza, il calendario del «Punto rosa» lo comprerò ugualmente e lo raccomanderò agli amici, anche se non sono stata selezionata fra le modelle che hanno posato per l’iniziativa.

Tutte donne operate di tumore al seno, come me, che hanno declinato a modo loro la trama della deliziosa commedia inglese Calendar Girls. Chi l’ha vista, sul grande schermo o sul palcoscenico (è passata al Novelli la primavera scorsa, protagonista un’irresistibile Angela Finocchiaro), ricorderà che gira tutta intorno a un calendario sexy realizzato dalle probe e non più giovanissime signore di un villaggio di campagna, pronte a spogliarsi davanti all’obiettivo allo scopo di raccogliere fondi per la ricerca contro la leucemia, di cui soffre il marito di una di loro.

Le «girls» romagnole, sono ancora più audaci e ambiziose: espongono il loro corpo passato attraverso la malattia e le cure non solo per finanziare i progetti del «Punto rosa», l’associazione che sostiene le pazienti colpite dal cancro al seno, ma anche per dimostrare che la bellezza e il coraggio delle donne non si lasciano vincere dal «brutto male», un male, per fortuna, sempre meno fatale, grazie alla ricerca e soprattutto alla prevenzione che consente di curarlo nelle prime fasi, aumentando le probabilità di guarigione completa.

Non solo: grazie alla sinergia tra chirurgia oncologica ed estetica, per cui brilla la Breast Unit di Santarcangelo (un polo d’eccellenza a livello europeo: si può dire che, nella sfortuna, noi malate romagnole siamo fortunate ad averlo così vicino), i segni della malattia e le conseguenze fisiche dell’intervento si possono correggere quasi completamente e non c’è più il rischio di vedersi «mutilate».

Vedersi no; sentirsi, forse. L’esperienza lascia ferite che non si vedono, paure profonde, insicurezze che nemmeno la gioia e la fierezza di essere riuscite a combattere e a vincere il nemico riescono a cancellare del tutto. Chissà se le bellissime modelle del calendario del Punto rosa nascondono ancora dietro i loro sorrisi qualche batticuore, qualche brutto ricordo che ogni tanto rannuvola i loro visi luminosi.

O forse è proprio quell’ombra di fragilità, vissuta con scanzonata allegria, la loro vera forza, che trasmette fiducia a tutte le donne. Insieme alla consapevolezza che la cura di sé, l’attenzione per il proprio corpo, soprattutto quando si parla di salute, sono essenziali.

Quante di loro, di noi, avevano messo all’ultimo posto dell’agenda le visite e i controlli di routine per loro stesse, dando la precedenza alle esigenze di figli, coniugi, genitori anziani? Il calendario del Punto rosa ci ricorda che il nostro primo dovere è l’attenzione per noi stesse, per il nostro bellissimo e prezioso corpo. Ancora più bello e prezioso quando esce, magari un po’ ammaccato ma trionfante, dalla guerra contro il tumore.

Lia Celi www.liaceli.it

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