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Berlusconi Presidente e giardiniere al Quirinale?

No, quello sopra riportato non è lo stralcio di un copione comico di Crozza, ma il delirio di Berlusconi che parla di se stesso. Senza peraltro rendersi conto di quanti clamorosi autogol contenga la litania della pagina pubblicitaria a pagamento, ripetuta su vari giornali. Vediamone solo alcuni.

«Una persona buona e generosa»: che si riferisca ai tanti regali alle Olgettine reclutate per movimentare le conturbanti “cene eleganti” ad Arcore?
«Amico di tutti, nemico di nessuno»: qui non ci sarebbe stata male una piccola aggiunta, tipo “tranne che con i mafiosi”.
«L’inventore e costruttore delle città “sicure”»: come non cogliere un evidente sottinteso: “mica come quei dilettanti di Boeri, Benevolo e Aymonino”.
«Il Presidente del Consiglio che mise fine alla guerra fredda realizzando l’accordo di Pratica di Mare tra Bush e Putin»… che si dice l’abbiano poi ringraziato non solo di questo, ma anche per avere prima moltiplicato a pranzo i pani e i pesci e subito dopo averli portati con sé a camminare sulle acque.
«L’italiano più competente nella politica internazionale, apprezzato e ascoltato, capace di intessere e coltivare le amicizie personali più profonde con i più importanti leaders mondiali». Che si riferisca alla volta in cui, al vertice italo-tedesco di Trieste da Presidente del Consiglio, attese Angela Merkel nascosto dietro il pennone portabandiera e al suo arrivo sbucò fuori facendole cucù? O a quella in cui al G.20 suscitò la plateale irritazione della Regina Elisabetta per le grida scomposte con cui cercava di attirare l’attenzione di Obama? O a quando il Presidente della Commissione Europea Junck si disse nauseato da queste parole di Berlusconi, definite assurde dal Governo tedesco: «Per i Tedeschi, secondo loro, i campi di concentramento non ci sono mai stati». Ma il meglio della sua statura di statista internazionale lo diede facendo le corna durante la foto ricordo ad un vertice UE.

E come poter dimenticare la divertita risata simultanea di Merkel e Sarkozy nel 2011, quando in una conferenza stampa un giornalista rivolse loro un domanda su Berlusconi?

Se i leader del centrodestra non facessero solo finta di volergli bene, ma fossero preoccupati sul serio del complessivo stato di salute di Berlusconi, lo prenderebbero da parte dando a Salvini l’incarico di parlargli a nome di tutti, più o meno così: “Lasciamo perdere i vertici di centrodestra, caro Silvio, e guardiamoci nelle palle degli occhi. Ti siamo immensamente grati perché è grazie a te se io, un po’ a tua immagine e somiglianza, posso finire su tutti i giornali mentre guardo i sederi delle cubiste che al Papeete ballano l’Inno di Mameli; se un po’ di mamme romane hanno smesso di spaventare i figliuoli e le bimbette mostrando loro la foto della Meloni: “La vedi? Ti faccio venire a prendere da lei!”. Se Taiani può pronunciare ogni sera in televisione le 56 parole che a fatica gli hai fatto imparare, mettendole in un ordine ogni volta diverso.
Noi ti vogliamo bene, però non puoi approfittarne troppo, caro Silvio; non possiamo sputtanarci più di tanto nell’assecondare le tue paturnie.

Ma te lo immagini? Quando il 16 febbraio dovrai andarti a sedere sul banco degli imputati per subire il processo Ruby ter, se pochi giorni prima fossi stato davvero eletto Capo dello Stato, il protocollare tuo ritratto di Presidente della Repubblica sarebbe in bella mostra sulle teste dei magistrati che ti stanno giudicando.
E se ti beccassi una condanna, magari come pena alternativa ti manderebbero a dare una mano ad accudire il giardino del Quirinale.

Nando Piccari

nell’immagine in apertura; Peter Sellers in “Oltre il giardino” (Being There) di Hal Ashby, 1979

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