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Gianni Quondamatteo: gli archivi donati alle biblioteche di Rimini e Coriano

Si è conclusa nei giorni scorsi la consegna da parte della famiglia di Gianni Quondamatteo delle carte dell’archivio personale, della biblioteca, delle foto a Lui appartenute. La consegna è stata effettuata, per conto della famiglia, dalla Prof.ssa Simona Talenti a Paolo Zaghini, con accordi concordati e precisi sulla destinazione di questo materiale.

Le figlie di Gianni, Micaela e Lidia (con le figlie Simona e Valeria Talenti) e i figli del defunto figlio Sergio (Laura e Marco Quondamatteo) hanno consegnato tutto il materiale conservato nella casa di Montefotogno a San Leo a Paolo Zaghini perché esso fosse così collocato: le carte dell’archivio personale di Gianni Quondamatteo, riguardanti le ricerche sul dialetto, i materiali preparatori dei suoi libri, le carte riccionesi del periodo in cui fu Sindaco, le carte del difficile rapporto con il PCI (per un totale di 13 scatoloni) vanno alla Biblioteca Gambalunga di Rimini; i volumi della biblioteca (ca. un migliaio) alla Biblioteca Comunale Battarra di Coriano; 2 faldoni di foto utilizzate per i lavori dell’Autore all’Istituto Storico della Resistenza, con l’impegno di consegnare copia digitalizzata del materiale alla Biblioteca Gambalunga di Rimini e alla Biblioteca Battarra di Coriano.

Il materiale è stato consegnato a questi Enti culturali pubblici affinché esso possa essere messo a disposizione, nel più breve tempo possibile, di studiosi e ricercatori.

La famiglia ha condiviso questa ripartizione con Paolo Zaghini, che da molti anni con loro ha seguito eventi e occasioni di studio sull’opera di Gianni Quondamatteo.

La casa di Montefotogno (venduta in queste settimane dalla famiglia) purtroppo era in abbandono da molti anni e parte del materiale è andato perso a seguito di infiltrazioni d’acqua e di presenza di topi. Una parte delle carte ed un grosso scatolone di fotografie (degli anni riccionesi e riminesi) sono stati completamente rovinati dai topi, mentre una parte della raccolta dei libri è andata rovinata a causa delle infiltrazioni d’acqua.

1953. Caricatura di Gianni Quondamatteo fatta da Cumo per Almanacco di Rimini

1953. Caricatura di Gianni Quondamatteo fatta da Cumo per Almanacco di Rimini

In una lettera di Quondamatteo del 20 febbraio 1968 (presente fra le carte dell’archivio consegnato) così si presenta: “Sono il compagno dr. Gianni Quondamatteo, già ex partigiano, ex-Sindaco di Riccione e giornalista. Di recente sono stato espulso dal PCI (dove militavo da 25 anni) per aver condannato la linea capitolarda del Partito, e lo scadimento morale di troppi suoi dirigenti”.

Wikipedia invece così sintetizza la sua figura: “(Rimini19 marzo 1910 – 19 gennaio 1992) è stato un etnologolessicografogiornalista, partigiano e politico italiano. Divenuto direttore dell’Azienda di Soggiorno di Riccione, ha fondato il Premio Riccione per il Teatro.
Fino dal primo dopoguerra avviò una ricerca sul folclore, sul dialetto e sulla letteratura dialettale, pubblicando nel corso degli anni articoli, saggi, e la sua opera più famosa, che è il 
Dizionario romagnolo (ragionato). Collaborò a lungo con Friedrich Schürr, stringendo un’amicizia col grande glottologo austriaco, che gli affidò la prefazione del suo saggio La voce della Romagna”.

Il personaggio Gianni Quondamatteo, le sue ricerche in campo dialettale, le sue pubblicazioni, la sua attività di dirigente del turismo riccionese e promotore di importanti attività culturali, oltre che polemista nato, a quasi 25 anni dalla scomparsa, rimane ancora un protagonista della vita culturale romagnola. Questo materiale sicuramente aiuterà studiosi e ricercatori ad approfondirne la conoscenza e ad ampliare la sua notorietà culturale.

1962 ca. Santarcangelo. Fiera di San Martino. Nell'angolo, al microfono, Gianni Quondamatteo legge le zirudele di Villa

1962 ca. Santarcangelo. Fiera di San Martino. Nell’angolo, al microfono, Gianni Quondamatteo legge le zirudele di Villa

A nome di tutti gli Istituti culturali coinvolti ringraziamo la famiglia Quondamatteo per questa preziosa donazione importante per tutta la cultura della Romagna.

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