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Landini da Rimini chiama allo sciopero unitario: “Impossibile discutere con questo governo”

“Prima vota l’autonomia differenziata e poi viene a raccontarci che lei è per l’unità nazionale, noi siamo per l’unità e lo siamo anche il 18, 19, 20 e contrasteremo con tutte le strade possibili una messa in discussione della nostra Costituzione”. Così il segretario della Cgil, Maurizio Landini, concludendo il congresso di Rimini, si rivolge alla premier Meloni intervenuta ieri.

Con il governo e la premier Giorgia Meloni c’è “una diversità molto profonda, molto consistente. Per tutto il sindacato italiano non c’è possibilità di discussione, bisogna avviare una mobilitazione che non esclude alcuno strumento, compreso se necessario lo sciopero. Lo vogliamo fare insieme a Cisl e Uil, ne discuteremo con loro, abbiamo già un incontro fissato la prossima settimana”, ha annunciato Landini.

“Lo diciamo in modo chiaro al governo, alle forze politiche, alle controparti: noi non ci fermeremo e non accettiamo che sia il lavoro a pagare per tutti. Questo Paese lo vogliamo cambiare più del governo e più delle forze politiche e lo diciamo a Cisl e Uil: lo vogliamo fare insieme a voi e agli altri lavoratori. Non ci fermeremo. La battaglia la vinceremo. Di cosa abbiamo paura, cosa dovremmo perdere? Le pensioni che non abbiamo, la precarietà, il salario che non arriviamo a fine mese? Se non fai nulla, hai perso prima di cominciare”, ha affermato il segretario.

La giornata conclusiva di congresso nazionale della Cgil ‘Il lavoro crea il futuro’ ha visto fra gli appuntamenti quello: delle 9.30, quando la Sala della piazza del Palacongressi di Rimini si è collegta con il papà e la mamma di Giulio Regeni, Claudio Regeni, Paola Deffendi e con l’avvocata civilista Alessandra Ballerini. “Grazie per l’ascolto, di cui abbiamo molto bisogno, e per il sostegno fin dall’inizio della nostra battaglia per ottenere verità e giustizia”, hanno detto i genitori di Regeni ricordando il figlio ucciso in Egitto sette anni fa. “Giulio era un ricercatore, non era altro. Oggi avrebbe 35 anni. Il suo interesse era per i lavoratori e per il mondo dell’economia, per la vita delle persone che lavorano”, ha sottolineato la mamma Paola, rivolgendo “un grande pensiero ai giovani, che ricercano e di cui abbiamo bisogno. Non lasciamoli andare via”. L’obiettivo di Giulio “era dare un contributo al miglioramento della società attraverso lo studio e il lavoro. Ringraziamo per il sostegno e vi chiediamo di starci ancora vicino nel cammino verso verità e gustizia”, ha detto il papà Claudio Regeni, tra gli applausi dalla sala. “Sono sette anni che inseguiamo la verità e che pretendiamo una verità processuale per il sequestro, la tortura e l’omicidio di Giulio. E’ un morto sul lavoro”, ha affermato la legale della famiglia, Alessandra Ballerini, aggiungendo che “con i dittatori non possiamo collaborare”.

Alle 9.45 è stata presentata l’indagine nazionale, realizzata dalla Fondazione Di Vittorio, sulle condizioni e sulle aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori. A illustrare i risultati è stato il presidente della FdV Fulvio Fammoni. Di sanità si è parlato poi, alle ore 10, con la doppia intervista a Pino Visone, dirigente medico del pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Napoli e Andrea Bettinelli infermiere Asst Bergamo ovest.

Alla relazione conclusiva di Landini seguiranno la votazione del documento politico e la convocazione dell’assemblea generale nazionale per l’elezione del segretario generale. Al termine la votazione e la proclamazione, con la scontata conferma di Maurizio Landini.

 

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