HomeCronacaNel carcere di Rimini mancano 40 agenti, solo 3 docce per 30 detenuti

I Radicali in visita alla casa circondariale: "Bene le iniziative ma oltre al sovraffollamento c’è anche una scarsa attenzione alla salute mentale"


Nel carcere di Rimini mancano 40 agenti, solo 3 docce per 30 detenuti


3 Dicembre 2023 / Redazione

Nella mattinata del 2 dicembre, una delegazione organizzata da Radicali Rimini e composta anche da membri del gruppo civico Cattolica Futura e del collettivo Spazio Popolare “Anna Campbell” e da comuni cittadini, ha visitato la casa circondariale di Rimini.

Nelle case circondariali sono detenute le persone in attesa di giudizio o quelle condannate a pene inferiori ai cinque anni (o con un residuo di pena inferiore ai cinque anni). 

La visita è stata organizzata nel contesto dell’iniziativa “Devi Vedere”, promossa da Radicali Italiani, che si pone l’obiettivo di visitare le carceri in tutto il Paese, insieme alla cittadinanza affinché si possa fare esperienza della realtà penitenziaria e prendere consapevolezza di quello che è concepito come un luogo distante, anonimo, trascurabile, riguardo al quale, di norma, c’è assoluto silenzio e disinteresse da parte delle istituzioni e della politica.

La situazione che abbiamo trovato – scrive in una nota l’associazione Welby – non è stata migliore di quella che avevamo osservato durante la precedente visita svolta a maggio di quest’anno. È necessario sottolineare la gravissima carenza di personale: sono circa 40 gli agenti che mancano all’appello e dei quali la casa circondariale avrebbe immenso bisogno anche alla luce dei sacrifici di coloro attualmente impiegati, costretti a turni da 8 ore (quando regolarmente dovrebbero farne 6) e a rinunciare a 5 giorni di ferie. Polizia penitenziaria che, nonostante tutto, svolge un ottimo lavoro, anche stando a quanto riportano alcuni detenuti”.

Riguardo le condizioni delle persone detenute, “sono da segnalare le gravissime condizioni della prima sezione: mancano infatti lavatrici comuni, ci sono soltanto 3 docce funzionanti a disposizione di una popolazione di 30 detenuti e i bagni sono in condizioni igienico-sanitarie assolutamente critiche. Se a questo si aggiungono la ristrettezza delle celle e la densità che ne deriva, si può a ragione ritenere la situazione totalmente inaccettabile”.

Per quanto riguarda la parte rieducativa “la casa circondariale si presenta  con un calendario piuttosto fitto di iniziative; da segnalare il felice rapporto con l’associazione AVIS con cui ha sviluppato una fruttuosa collaborazione”.

 “Sappiamo – proseguono i Radiucali – che la macchina burocratica sembra essersi cominciata a muovere verso la risoluzione dei principali problemi riscontrati, tuttavia, ad oggi, non si vedono miglioramenti. Faremo, ancora una volta, appello alle istituzioni chiedendo che intervengano per velocizzare questi processi la cui lentezza grava sulle condizioni dei detenuti e dei membri della polizia penitenziaria. Invitiamo inoltre la cittadinanza ad interessarsi di quella che è l’attuale situazione e, se lo vorranno, a vagliare con mano la stessa nelle future visite che organizzeremo. Come già segnalato anche da altre associazioni, la situazione delle carceri è drammatica a livello nazionale. Oltre al sovraffollamento e alle condizioni di vita delle persone detenute (che potrebbero peggiorare, considerando che l’unica soluzione del Governo a qualsiasi problema è l’aumento delle pene), c’è anche una scarsa attenzione alla salute mentale – nel 2022, 85 persone si sono tolte la vita in carcere – e, più in generale, alle misure alternative alla detenzione. Ciò risulta ancora più critico – conclude la nota –  se inserito nel contesto del sistema giudiziario italiano: la giustizia penale impiega 3 anni e 9 mesi per raggiungere il terzo grado di giudizio, rispetto una media europea di circa un anno”.