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18 giugno 1922 – Completata la ferrovia Rimini – Novafeltria

La costruzione della ferrovia Rimini- Mercatino Marecchia (come si chiamava Novafeltria fino al 1941) ebbe inizio a metà del 1916; la concessione alla Società Anonima delle Ferrovie e Tramvie Padane risaliva al 10 marzo 1913.

Il tracciato previsto, con scartamento a 950 mm, partiva dalla stazione di Rimini Centrale, posta nei pressi della stazione FS, rasentava l’Anfiteatro, sfondava le mura malatestiane per poi corrervi attorno – non senza un passaggio a livello a dir poco incongruo di fronte all’Arco d’Augusto – e proseguiva lungo la valle del fiume Marecchia fino alla destinazione. Qui trovava i pani di zolfo trasportati in teleferica dalle miniere di Perticara.

L’Arco d’Augusto prima delle demolizioni degli edifici circostanti. Ben visibili sulla sinistra le sbarre alzate del passaggio a livello che tagliava il ponte sull’Ausa

La ferrovia fu aperta al traffico con trazione a vapore il 21 giugno 1916 tra Rimini e Verucchio (sezione di 18 km), nel 1921 fu raggiunta la stazione di San Marino-Torello e fu completata l’anno dopo: il 18 giugno 1922 fu aperta la rimanente sezione fino al capolinea di Mercatino Marecchia.

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Era il “trenino dello zolfo”, perché la principale ragione della sua costruzione consisteva nel trasporto del minerale scavato nelle miniere di Perticara fino al porto di Rimini. E dal popolo fu subito battezzata  “l’amaza sumèr”, per via della sua proverbiale lentezza che gli avrebbe consentito, al massimo, di investire un somaro.

La Società anonima Ferrovie e Tramvie Padane (FTP) mantenne la concessione fino al 1932, quando subì il tracollo finanziario.  La gestione dovette quindi essere assunta “in via provvisoria”. dall’amministrazione governativa. In realtà la concessione non fu più data ad alcuno e l’esercizio “provvisorio” durò fino alla soppressione della linea e anche dopo.

La ferrovia subì danni notevoli durante la seconda guerra mondiale, ma contrariamente alla Rimini – San Marino  venne ricostruita  entro il 1948; tra Verucchio e Pietracuta per la ricostruzione venne riutilizzata la sede della mai completata linea ferroviaria subappennina, che da Santarcangelo doveva raggiungere Urbino e Fabriano.

L’esercizio, all’inizio a vapore, dagli anni Cinquanta venne trasformato a trazione diesel con automotrici minime a due assi.

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Il 15 ottobre 1960 la ferrovia venne chiusa e sostituita dal giorno successivo con il neoistituito servizio sostitutivo di corriere a cura della stessa Gestione Commissariale delle Ferrovie Padane.

Nel 1952, Sergio Zavoli dedicò alla Ferrovia Rimini-Novafeltria un documentario radiofonico dal titolo Scartamento ridotto. In 34 minuti, Zavoli presenta la ferrovia sotto diversi punti di vista: dei contadini, che la vedono come una grande innovazione e opportunità di sviluppo per la vallata del Marecchia, a cui pare simpatico lo sbuffare del treno durante le loro difficili giornate di lavoro nei campi; dei governanti, che la vorrebbero smantellare per l’insufficiente rendita economica; del capotreno, che ama visceralmente la locomotiva a vapore e accoglie con sospetto la sostituzione di quest’ultima con un locomotore diesel.

 

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