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21 marzo 1923 – Ezra Pound giunge a Rimini

Il 21 marzo 1923 il poeta americano Ezra Pound arriva a Rimini con la moglie, Dorothy Shakespear. Scendono al Palace Hotel di Averardo Marchetti, reduce della Grande Guerra, decorato con medaglia d’argento al valor militare e fascista fervente. L’incontro con l’albergatore riminese e in particolare una sua frase – “Noi ci facciamo scannare per Mussolini!” – colpiranno Pound fino a citarlo nei suoi versi con questa e altre espressioni, perfino in dialetto: “Aso iqua me- venne fuori il Romagnolo” (Canto XXVIII). E soprattutto contribuiranno a far nascere in lui l’ammirazione per il Duce e il suo regime.  Anche se a un certo punto dovette constatare “A parte l’uomo di Rimini, non mi pare di aver conosciuto fascisti”.

Ezra_Pound_ritratto

Ezra Pound nel 1945

Ezra Pound viene a Rimini per studiare a fondo il Tempio Malatestiano e la figura di Sigismondo Malatesta, da cui è affascinato e per il quale avrebbe coniato la definizione di “miglior perdente della storia”.

Aveva già visto la chiesa di San Francesco per la prima volta nel maggio del 1922, durante il tour con la moglie attraverso l’Italia centrale. Ora è in cerca materiali da utilizzare per scrivere i suoi Malatesta Cantos e si ferma più a lungo. E Marchetti lo aiuta in ogni modo, fino ad andare a bussare al portone della biblioteca Gambalunga con il calcio del moschetto per farsela aprire fuori orario da uno sconcertato direttore Massera, poiché il poeta necessitava di vedere certi documenti.

Ezra Pound resterà legato a Rimini tutta la vita e nei suoi versi ne piangerà le sorti durante la guerra:

Rimini arsa e Forlì distrutta

Chi vedrà più il sepolcro di Gemisto

Che tanto savio fu, se pur fu greco?

Giù son gli archi e combusti i muri

Del letto arcano della divina Ixotta

(Canto 72)

Ezra Weston Loomis Pound (Hailey, 30 ottobre 1885) è stato uno dei più grandi e controversi artisti del ‘900: poeta, saggista e traduttore, visse per lo più in Europa e fu uno dei protagonisti del modernismo e della poesia di inizio XX secolo.

Costituì, assieme a Thomas Stearns Eliot, il punto di riferimento di molti movimenti modernisti, principalmente dell’imagismo e del vorticismo. Oltre che con Eliot, fu in stretto contatto con Constantin Brâncuși, Francis Picabia, Georges Braque, Ernest Hemingway (che testimonierà: “Io gl’insegnai a tirare di pugilato e Pound a me ciò che si doveva e non si doveva scrivere”), Pablo Picasso, Jean Cocteau, Tristan Tzara, Erik Satie. James Joyce nel 1922 riuscì a pubblicare il suo Ulisse con la famosa libreria Shakespeare & Co. dopo che Pound gliene aveva presentato la proprietaria, Sylvia Beach.

Trasferitosi definitivamente in Italia, a Rapallo, nel 1924, sostenne il regime fascista fino alla caduta della Repubblica Sociale Italiana. Catturato dai partigiani, venne consegnato alle forze armate degli Stati Uniti, dove fu sottoposto a processo per tradimento. Dichiarato incapace, fu detenuto tredici anni in un manicomio giudiziario fino a quando, liberato, tornò in Italia dove trascorse gli ultimi anni.

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Foto segnaletica di Pound al momento del suo arresto

Prese poi le distanze dalla Germania nazista, ma non dal fascismo italiano. E nel 1959 ciò gli costò la possibilità di partecipare all’assegnazione del premio Nobel per la letteratura, proposta dallo scrittore Johannes Edfelt, poiché l’Accademia di Svezia rifiutò la candidatura in quanto non consona allo spirito del premio.

Nel 1964, “Le Testament”, melodramma di Pound su parole di Villon, fu eseguito in forma di balletto al Festival dei Due Mondi di Spoleto per iniziativa di Gian Carlo Menotti. Anche negli anni seguenti Pound tenne letture nell’ambito del Festival, circondato dall’affetto di poeti come Lawrence Ferlinghetti e Pier Paolo Pasolini, che lo intervistò a Venezia per un servizio della RAI. Morì a Venezia il 1º novembre 1972 ed è sepolto nell’isola di San Michele.

Ezra Pound a Venezia nei suoi ultimi anni

Ezra Pound a Venezia nei suoi ultimi anni

Il centro sociale di destra CasaPound prende il nome da lui. La figlia Mary de Rachewiltz ha intentato nel 2011 una causa per uso improprio del cognome,dopo un duplice omicidio di due senegalesi a Firenze ad opera di un simpatizzante ed ex membro del movimento, affermando anche che il fascismo di Pound era legato ad un periodo storico e culturale preciso.

Tuttavia nel giugno 2016 il Tribunale di Roma ha rigettato la sua richiesta sostenendo che “l’associazione in quanto tale opera in modo del tutto legittimo” e “né ha in alcun modo legittimato l’uso della violenza sotto il nome del poeta Pound”.

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