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3 gennaio 1841 – Apre la Cassa di Risparmio di Rimini

Il 3 gennaio 1841, segnala Carlo Tonini, «Un’altra bella istituzione, e questa di utilità non  dubbia, fecesi in Rimini negli stessi anni; e fu l’istituzione della Cassa de’ Risparmi colle contribuzioni di molti cittadini, ossia per mezzo delle cosi dette azioni che furono di scudi 20 l’una. Il Municipio la favorì coll’accordarle residenza in alcune stanze del palazzo pubblico e a quale stato di fiorente prosperità sia questa pur anco salita da’ suoi umili principii, non occorre che da noi si dica».

Le prime Casse di Risparmio – Sparkassen – furono costituite all’inizio dell’Ottocento nei Paesi della Germania e nell‘impero Austro-ungarico; le prime Casse in Italia aprirono dunque nel Lombardo-Veneto (Venezia, 1822; Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, 1823; Verona, 1825). Il successo fu travolgente, tanto che anche gli altri stati italiani si adeguarono subito: il Regno sabaudo con la Cassa di Risparmio di Torino nel 1827; il Granducato di Toscana con quelle di Firenze (1829), San Miniato (1830), Livorno (1834), Lucca (1835), Pisa (1836). Nello stesso 1836 aprono anche le prime Casse di Risparmio degli Stati pontifici, a Roma e Spoleto; seguiranno Bologna (1837), Ferrara (1838), Forlì (1839), Cesena e Rimini (1840, ma con l’apertura dello sportello all’inizio dell’anno successivo).

Già dopo pochi decenni dalla loro istituzione, le Casse di Risparmio raccoglievano la maggior parte del risparmio disponibile. Caratteristica originaria degli enti era quella di non avere fini di lucro, differenziandosi in questo dalle banche private. E infatti, anche a Rimini i componenti del consiglio di amministrazione non percepivano alcun compenso.

Nel 1880 in Italia operavano 183 casse di risparmio, distribuite in tutto il Paese ma con la maggior concentrazione fra Emilia, in Romagna e nelle Marche. Il governo già nel 1888 interviene a regolamentarne in modo più chiaro l’istituzione ed il funzionamento, dato che già allora la distinzione fra credito, previdenza individuale e beneficenza  per la comunità tende a confondersi, con non pochi inconvenienti. La legge di quell’anno sottopone le Casse alla vigilanza del Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio, considerandole come istituzioni ben definite e distinte, anche per la loro funzione sociale, dalle altre aziende di credito. Intanto però nella raccolta del risparmio sorge la concorrenza delle Poste e delle banche popolari.

A Rimini la “Cassa” per eccellenza si guadagna il nomignolo di “Banca dei preti”, dato il predominio ininterrotto dei cattolici nella sua conduzione.

Nel 1914 la Cassa di Risparmio di Rimini inaugura la sua nuova sede, progettata dall’architetto Paolito Somazzi, svizzero nato in Uruguay. Somazzi nel 1908 aveva progettato anche il Grand Hotel di Rimini; per la banca si ispira al fiorentino Palazzo Strozzi. Per dare all’edificio un “giardino di rispetto”, fin dal 1888 viene spianato l’isolato che gli sta di fronte; scompaiono così edifici religiosi ormai dismessi o quanto ne resta, come il convento delle Celibate di S. Cecilia (ex palazzo degli Atti), quello del Cuor di Gesù che incorporava l’oratorio di San Paterniano (un tempo della Confraternita dei Tedeschi e prima ancora degli Ungheresi), la chiesa di San Tommaso che aveva origine addirittura da un monasterium del V secolo e dove ancora si vedeva qualcosa dei suoi mosaici. Nasce così Piazza Ferrari.

Con il ricavato delle vendite della piazza, la Curia riminese avvia la costruzione di una nuova chiesa a Marina, che si sta sviluppando tumultuosamente. Sarà Maria Ausiliatrice, nel disegno neo-gotico dell’architetto bolognese Giuseppe Gualandi, sull’allora piazza Tripoli (oggi Marvelli), consacrata il 17 agosto 1913 pur non ancora terminata.

Nuove norme a regolare le Casse di Risparmio intervengono nel 1926 e nel 1936, con una distinzione dagli altri istituti di credito sempre più sottile.

Alla fine degli anni ’80 del Novecento il modello delle Casse di Risparmio dà ormai segni di crisi in tutta Europa, a iniziare dalla stessa Germania: per il salvataggio delle Sparkassen si calcola che lo stato tedesco abbia dovuto spendere finora il 7% del pil. In Italia la svolta è determinata dalla legge Amato del 1990, imponendo lo scorporo delle Casse tra azienda bancaria in forma di Società per Azioni (“Cassa di Risparmio SpA”, con funzione creditizia) e Fondazione Cassa di Risparmio con finalità morali e benefiche;  separate nettamente le due finalità originarie  (credito e beneficenza) le Casse sono equiparate alle altre aziende di credito.

Una volta sul mercato, la loro vita non è stata facile; alcune Casse sono state coinvolte nei processi di fusione ed acquisizione che hanno portato alla creazione di grandi gruppi bancari, altre hanno tentato di associarsi fra loro, con risultati alterni. Non poche sono scomparse, altre ancora resistono da sole

La Cassa di Risparmio di Rimini, com’è noto, è stata acquisita il 21 dicembre 2017 da Cariparma, del gruppo francese Credit Agricole, prima banca mutualistica in Europa e in Francia e la terza banca francese per capitalizzazione.

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