Home > Cultura e Spettacoli > Barbanti, la bandiera (rossa) del Borgo San Giuliano

Fred Buscaglione (1921-1960) per tutti gli anni ’50 fu di casa nel Borgo San Giuliano. Terminate le serate all’Embassy la sua Cadillac rosa lo portava al Circolo Operaio del Borgo. Era stata l’amicizia con i fratelli Tiberi, Alfredo e Nino, assidui frequentatori con tanti altri borghigiani del dancing di Marina Centro, a trascinarcelo.

Ma cos’era il Borgo in quegli anni? Ce lo ricorda Zeno Zaffagnini nel suo libro “Cara Marta.. era ieri. Come sono diventato riminese” (EDUP, 2007): “in quei tempi nel Borgo dominava la povertà, la popolazione era composta da marinai, da pescatori, da edili, vi era qualche raro ferroviere, alcuni dipendenti comunali e della SITA. Vi era spazio, nonostante tutto, per l’allegria, sia gli uomini che le donne ne erano protagonisti e contagiati. Per le donne, la vita in casa, nei tanti vicoli, nelle tante piazzette era un tutt’uno. La chiacchiera riempiva la vita di ogni giorno. Per gli uomini il Circolo Operaio era il luogo d’incontro, il tempo libero veniva consumato fra quelle mura, si giocava a carte, si facevano grandi bevute, il tutto accompagnato con i suoni dell’orchestrina formata da Purchera, da Mario dla Benda, da Petroncini”.

E prosegue Zaffagnini: “Allora c’era una forte sezione del PCI, molti gli iscritti, notevole la confusione tant’è che l’avvicendamento dei Segretari era continuamente all’ordine del giorno. Vi era un unico punto fermo, immutabile, il vecchio [Bruno] Paganelli, autista della SITA. Personaggio atipico in quella realtà, era ufficialmente l’amministratore della Sezione, nella pratica il factotum. Notevole era il suo prestigio dovuto alla sua cristallina onestà ma anche alla capacità di dominare le beghe, di dirimere le diatribe, di mettere fine alle più strane discussioni che erano sempre dietro l’angolo. Era super partes, era in grado di farsi ascoltare. Era un ottimo ‘parroco’ laico”.

E’ in questo ambiente che cresce e si afferma Achille Barbanti, giovane dirigente comunista, atipico per la sua estrosità, modo di vivere e di essere per un militante comunista di quegli anni. Ma del Borgo, per decenni, Achille fu la bandiera, il portavoce politico sul tavolo delle istituzioni riminesi.

Barbanti nacque a Rimini il 12 marzo 1927 da una famiglia proletaria del Borgo (il padre lavorava come macellaio sotto padrone). Durante la guerra sfollò con la famiglia per scappare dai bombardamenti aerei che distrussero la Città. Frequentò le scuole di avviamento professionale, e poi entrò subito dopo la guerra come operaio alle Officine Locomotive (e qui rimase sino ai primi anni ’70 quando andò in pensione ancora giovane). Troppo giovane per partecipare alla Resistenza, visse comunque in stretto contatto con chi nel Borgo l’aveva veramente fatta (a incominciare dal partigiano Sergio Giorgi “Mazaset”).

Si iscrisse al Partito Comunista nel 1947, a vent’anni. E partecipò attivamente all’intensa vita politica riminese del dopoguerra. E’ probabile che, sia come comunista del Borgo che come ferroviere, abbia partecipato alla grande mobilitazione di protesta anche a Rimini in occasione dell’attentato a Palmiro Togliatti il 14 luglio 1948. Roberto Tutone nel suo lavoro “Sindacato e lotte sociali nel Riminese” (ESI, 1981) riporta una testimonianza del sindacalista Renato Muccioli: “Per spostarsi da un capo all’altro della città bisognava essere muniti di appositi lasciapassare. Gli accessi principali della città, l’Arco d’Augusto e il Ponte di Tiberio, erano bloccati e sorvegliati da giovani armati”.

Sono gli anni della contrapposizione fra i blocchi politici italiani. Alle elezioni amministrative del 27 maggio 1951 PCI e PSI riuscirono ad ottenere i voti per la riconferma di una Giunta di sinistra presieduta dal Sindaco Walter Ceccaroni. Poi giunse il 29 novembre 1954 la sospensione del Sindaco da parte del Prefetto, il commissariamento del Comune, le elezioni del 27 maggio 1956 nulle per il risultato di parità dei seggi ottenuti fra i due blocchi contrapposti, le nuove elezioni del 31 marzo 1957 quando PCI e PSI ottennero 21 seggi su 40 e fu possibile ricostituire un nuovo governo della città confermando Sindaco Ceccaroni.

Il 14 maggio 1952 Achille Barbanti sposa Saura Ricciotti (nata a Rimini il 18 giugno 1930, vivente). Avranno due figli: Massimo (nato il 9 maggio 1953) e Marco (nato il 31 agosto 1964).

Barbanti in questi anni diventa l’esponente di maggior spicco del PCI nel Borgo. Al 4° Congresso della Federazione Comunista Riminese (30 novembre-2 dicembre 1956) viene eletto nel Comitato Federale, il più importante organismo politico dei comunisti riminesi (composto allora da soli 39 membri). Fra il 1955 e il 1960 è il segretario della Sezione del PCI “Mario Cappelli” del Borgo.

Il 14 dicembre 1957 è tra i Soci fondatori della Società Cooperativa ricreativa e culturale Borgo San Giuliano (Presidente Bruno Paganelli e lui vice-Presidente). Il bel libro “Al di là del Ponte. Storia del Circolo 1° Maggio al Borgo San Giuliano” a cura di Giuliano Ghirardelli e Mario Pasquinelli del 2013 racconta le storie di questo Circolo, strettamente intrecciate con la vita del PCI borghigiano.

All’8° Congresso della Federazione Comunista Riminese (3-5 gennaio 1969) Barbanti è eletto nella Commissione Federale di Controllo.

Barbanti entrò in lista per le elezioni del Consiglio Comunale del 23 aprile 1961. Non venne eletto: le sue 193 preferenze non furono sufficienti. Ma subentrò a Veniero Accreman, eletto alla Camera dei Deputati, il 14 maggio 1963. Barbanti rimarrà in Consiglio Comunale per oltre 12 anni, venendo rieletto nel 1965 (con 466 preferenze), nel 1970 (con 460 preferenze) e nel 1975 (con 256 preferenze). Si dimise il 3 dicembre 1975 per essere eletto Presidente delle Farmacie Comunali, incarico che mantenne sino al 1980. Nel 1980 entrò nel Consiglio di Amministrazione dell’USL 40 Rimini Nord, presieduto da Giancarlo Zanuccoli (e vi rimase sino a metà degli anni’80).

Andato in pensione da ferroviere Achille, a metà degli anni ’70, prese a gestire un noleggio mosconi sulla spiaggia, vicino al porto. Nel libro di Giuliano Ghirardelli, Mario Pasquinelli, Dino Spadoni “E’ Borg” (Panozzo, 2002) a pag. 150 così è descritta questa sua attività: “Gestiva un noleggio mosconi a Marina Centro, punto di riferimento della ‘Rimini bene’ e degli amministratori comunali che, attorno a lui, al suo ombrellone, ai suoi mosconi e pedalò, formavano un tranquillo e intelligente ‘salotto’ balneare, solare ed elegante”. Una descrizione molto ironica. In realtà questa sua attività divenne un luogo d’incontro di tutti i “casinisti” del Borgo e luogo di feroci commenti critici sulla politica riminese. Un’appendice al mare, allegra e confusionaria, del Borgo.

Barbanti partecipò alla fine degli anni ’70 alla fondazione della Società de Borg e all’allestimento delle prime feste del Borgo.

Morì a 71 anni, dopo una lunga malattia, il 30 maggio 1998.

Anni ’50. In un locale al mare. Da sinistra, in basso, Achille Barbanti, Luciano Bianchini; in alto da sinistra, Aldo Colonna (“Zoli”), Giorgio Fabbri (“Catrani”), Veniero Gemmani (“Panztein”) (da “Al di là del Ponte. Storia del Circolo Primo Maggio al Borgo San Giuliano”)

Anni ’50. Al mare. Da sinistra, Veniero Gemmani (“Panztein”), Luciano Bianchini, Franco Renzi (“Rusghin”), Giorgio Fabbri (“Catrani”), Achille Barbanti, Aldo Colonna (“Zoli”) (da “Al di là del Ponte. Storia del Circolo Primo Maggio al Borgo San Giuliano”)

21 gennaio 1971. Rimini, Sala dell’Arengo. Manifestazione per i 50 anni del Partito Comunista Italiano. Oratore Renato Zangheri. Da sin. Achille Barbanti, Adolfo Saponi (“Brasile”), Zeno Zaffagnini, Veniero Accreman, Renato Zangheri, Giorgio Alessi

Maggio 1982. Inaugurazione di un nuovo servizio all’USL 40. Da destra, Achille Barbanti (membro del Comitato di gestione dell’USL 40), Zeno Zaffagnini (Sindaco di Rimini), Giancarlo Zanuccoli (Presidente del Comitato di gestione dell’USL 40)

1 giugno 1984. Inaugurazione della nuova sede della Sezione del PCI “Mario Cappelli”. Da destra, l’on. Aldo Tortorella, Achille Barbanti, Giuliano Amati (da “Al di là del Ponte. Storia del Circolo Primo Maggio al Borgo San Giuliano”)

Marzo 1986. Congresso della Sezione del PCI “Mario Cappelli”. Al palco interviene il capogruppo del PCI in Consiglio comunale Tiziano Giorgetti. Al tavolo da sin. Augusto Nicolò, Achille Barbanti, Elio Ferraris (membro del Comitato Centrale) (da “Al di là del Ponte. Storia del Circolo Primo Maggio al Borgo San Giuliano”)

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