Home > Cultura e Spettacoli > Foto fra storia e cronaca > Bigucci, il sindaco dell’olio che fece sbocciare San Giovanni in Marignano

Bigucci, il sindaco dell’olio che fece sbocciare San Giovanni in Marignano

Il Sindaco Bruno Bigucci a nome della Giunta Comunale, al termine del suo incarico nel 1985, scriveva nel fascicolo “Comune di San Giovanni in Marignano. 1980/1985 cinque anni di progresso”: “il Comune di San Giovanni in Marignano ha vissuto una fase intensa di sviluppo. Con sicurezza possiamo dire che gli ultimi sono stati cinque anni di progresso. Non ci arroghiamo certamente il merito esclusivo dello sviluppo di questo paese cresciuto visibilmente in qualità e in quantità. (…) è stata determinante la laboriosità di questa gente. All’Amministrazione Comunale deve essere riconosciuto il merito di aver promosso e condotto lo sviluppo con una programmazione lungimirante e stimolante. A San Giovanni si vive bene. Non possiamo però accontentarci di questo: si può vivere ancora meglio”.

Bruno Bigucci era nato il 5 giugno 1942. Giovanissimo aveva incominciato ad occuparsi di politica e a soli 22 anni era entrato in Consiglio Comunale nella lista unitaria PCI-PSIUP alle elezioni del 22 novembre 1964. Il 18 settembre 1966 il Sindaco comunista Guido Donati (in carica dal dicembre 1964 al giugno 1975) lo volle in Giunta (incarico che mantenne sino a giugno 1970).

1974 ca. Morciano di Romagna, sede del PCI. Conferenza economica della FGCI della Valconca. Da sinistra, Mauro Spadoni, Bruno Bigucci, Gianfranco Cenci, (…)

Il PCI lo rielesse in Consiglio Comunale il 7 giugno 1970 e lo volle suo segretario fra il 1970 e il 1975 e Lui, alla guida del Partito e sui banchi del Consiglio Comunale, cresceva politicamente ed acquisiva il consenso che alle elezioni del 15 giugno 1975 portò il PCI di San Giovanni a sfiorare il 60% dei voti, con 13 consiglieri su 20. Nonostante questa ampia maggioranza del PCI Lui divenne Sindaco e volle il PSI in Giunta.

Altri tempi, la comunicazione politica era fatta di contatti con la gente, di infinite assemblee nel territorio. Quasi inesistente una documentazione scritta dell’attività di Bigucci Sindaco, nessuna intervista, non ho trovato traccia di suoi interventi. Ho raccolto però tanti ricordi personali di gente che con Lui ha avuto rapporti: tutti ricordi positivi. Difficile però così scrivere il profilo di un personaggio chiave nella storia recente del suo Comune. San Giovanni passò dall’avere 5.509 cittadini nel 1971 a oltre 7.200 nel 1991. L’aumento della popolazione si accompagnò alla crescita delle aree artigianali e industriali presenti nel territorio comunale. Egli fu l’amministratore che gettò le basi dell’odierna San Giovanni in Marignano.

1980 ca. San Giovanni in Marignano. Incontro con la delegazione della città francese di Langlaville, gemellata con San Giovanni in M. A destra il Sindaco Bruno Bigucci. Sotto il gonfalone gli assessori Silvano Pratelli, Roberto Filippucci. Riceve il libro dal Sindaco di Langlaville l’ex Sindaco di San Giovanni, Guido Donati

Negli anni ’60 l’Italia stava vivendo il suo boom economico. Fra le conseguenze ci fu anche la modifica delle abitudini alimentari. Ad esempio si abbandonava lo strutto e il lardo nella cucina per far spazio all’olio d’oliva extravergine. Bigucci intuì la potenzialità di questo prodotto e nel corso della seconda metà degli anni ’60 fondò l’Oleario Bigucci a Pianventena. Iniziò a vendere l’olio in giro, con la sua bicicletta arrugginita, con i bottiglioni, uno di qua e l’altro di là. Negli anni ’80 iniziò a partecipare alle fiere e alle sagre dei paesi, per vendere e promozionare i prodotti oleari Bigucci. Io l’ho conosciuto effettivamente alla Fiera dell’Oliva di Coriano nei primi anni ’80 quando arrivava con il suo banco e i suoi prodotti con il proprio camioncino.

Il 3 ottobre 1965 sposò Teresa Della Chiara (1944- ) e dal matrimonio nacquero Francesco (nel 1966) e Federica (nel 1971). Federica alle elezioni del 6 giugno 1990 venne eletta in Consiglio Comunale nella lista del PCI e fu in Giunta, con il Sindaco Gianfranco Cenci, sino al 25 gennaio 1993.

Furono i figli, assieme alla madre, che dopo l’improvvisa morte di Bruno, a soli 56 anni, il 10 luglio 1998, presero in mano le sorti dell’Oleificio Bigucci, consolidandone le basi ed ampliandone la produzione e le vendite.

Maggio 1980. San Giovanni in Marignano. Inaugurazione della Biblioteca Comunale. Da sinistra, l’Assessore Regionale alla cultura Giuseppe Corticelli, il Sindaco Bruno Bigucci, il comandante dei Carabinieri di San Giovanni in Marignano

Ma torniamo al Bigucci politico. Nel quinquennio 1975-1980 vennero gettate le basi dello sviluppo industriale di San Giovanni, costruito grazie anche a positivi rapporti con numerosi imprenditori che trovarono nel Comune un interlocutore attento e dinamico nell’affrontare le numerose questioni sul tappeto: dai servizi alla viabilità, alle infrastrutture. Ma Bigucci lavorò anche per dare nuovi e più qualificati serviti alla popolazione: investimenti consistenti nelle scuole, negli impianti sportivi, nella cultura. E venne avviato, anche grazie ai privati, il recupero degli immobili del centro storico.

Sarà nel quinquennio successivo, 1980-1985, con una Giunta monocolore PCI, che molti interventi vedranno la loro ultimazione: l’adeguamento dello stadio “Vanni”, la realizzazione della casa protetta per gli anziani, l’apertura nel 1980 della Biblioteca Comunale nell’ex Scuola Media, il restauro del Teatro Massari, i restauri di palazzo Albini, della Torre Civica, di palazzo Spina.

1984 ca. Premiazione del Sindaco di San Giovanni in Marignano Bruno Bigucci da parte del Tribunato di Romagna, l’associazione senza fini di lucro, nata il 13 febbraio 1967 a Bertinoro come Tribunato dei vini di Romagna grazie all’impegno di Alteo Dolcini e la collaborazione di Max David

Bigucci, in particolare nel suo secondo mandato, diede spazio e fece crescere una nuova generazione di politici e amministratori marignanesi. Furono in Giunta con Lui, fra il 1980 e il 1985, Mario Giommi (storico dirigente comunista), Anna Maria Ciotti, Silvano Pratelli, Mauro Spadoni, Roberto Filipucci, Angelo Eliseo Vagnini, Giovanni Rubini. L’amicizia e l’intelligenza di Mauro Spadoni furono decisive per i tanti risultati raggiunti dalla Giunta Bigucci.

Gianfranco Cenci dal 1975 al 1985 fu segretario del Partito a San Giovanni. E alle elezioni del 12 maggio 1985 ereditò l’incarico da Sindaco da Bigucci, alla guida nei suoi due mandati (sino al 1995) di giunte monocolore PCI.

Aprile 1985 – San Giovanni in Marignano, Municipio. Riunione della Giunta comunale. Da sinistra, Mauro Spadoni, Assessore all’Urbanistica; Roberto Filipucci, Assessore ai servizi scolastici e allo sport; Anna Ciotti, Assessore al bilancio; Mario Giommi, Vice-Sindaco e Assessore ai Servizi Sociali; Bruno Bigucci, Sindaco; Angelo Eliseo Vagnini, Assessore al commercio e alla Polizia Urbana. Di spalle Giovanni Rubini, Assessore al personale e alla cultura

Bruno, sceso da Sindaco, non cessò di essere un protagonista della politica di San Giovanni. Fu ancora consigliere comunale fra il 1985 e il 1990. Venne eletto anche in Consiglio provinciale a Forlì nel seggio di Cattolica dal 1985 al 1990, e fu nell’assemblea del Comitato Circondariale di Rimini dal 4 settembre 1986 al 19 novembre 1987.

Bruno fece parte degli organismi dirigenti della Federazione Comunista Riminese per gran parte degli anni ’70 e ’80: venne eletto nel Comitato Federale all’8. Congresso circondariale nel gennaio 1969 (vi rimase sino a febbraio 1972). Al 10. Congresso, nel marzo 1975, venne eletto nella Commissione Federale di Controllo (sino a marzo 1977). Al 12. Congresso (nel marzo 1979) venne rieletto nel Comitato federale, mentre al 13. Congresso (nel febbraio 1983) tornò a far parte della Commissione Federale di Controllo (sino a marzo 1986).

1988. Bruno Bigucci in giro con il suo camioncino per la vendita dell’olio

Il 21 aprile 1997 moriva a 47 anni Mauro Spadoni, l’amico e il compagno di tante battaglie vissute assieme. Bruno lo seguirà un anno dopo, il 10 luglio 1998, a soli 56 anni, al termine di una lunga e sofferta malattia, a cui si era opposto con grande dignità e coraggio.

Il Sindaco Sergio Funelli pronunciò l’orazione funebre ricordando Bruno Bigucci come una delle persone più stimate del Comune di San Giovanni, tra i protagonisti della nuova grande realtà economica e produttiva del Paese all’imbocco della Vallata del Conca.

Estate 1988. In vacanza in montagna in Svizzera. Da sinistra, Bruno Bigucci, Mauro Spadoni

Paolo Zaghini

You may also like
Italo Nicoletti, il re discreto di Riccione
“Lilli” Sebastiani, il sindaco che portò Misano sul mare
Rimini: alla ricerca di foto per la mostra dei 100 anni del PCI
Odo Fantini, il sindaco-fornaio di Bellaria che voleva ascoltare la gente
Scroll Up