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Caritas Rimini: quarant’anni con l’altra faccia della città

“Caritas Diocesana di Rimini. 40 anni insieme ai poveri” A cura di Cinzia Sartini – Caritas Rimini.

La Caritas Italiana è, dal 1975, l’organismo pastorale della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) per la promozione della carità. Si prefigge lo scopo cioè di promuovere «la testimonianza della carità nella comunità ecclesiale italiana, in forme consone ai tempi e ai bisogni, in vista dello sviluppo integrale dell’uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica» (art.1 dello Statuto). Fondata il 2 luglio 1971, per volere di Paolo VI, ha prevalente funzione pedagogica, cioè tende a far crescere nelle persone, nelle famiglie, nelle comunità, il senso cristiano di solidarietà. Fondamentale il collegamento e il confronto con le oltre duecento Caritas diocesane, impegnate sul territorio nell’animazione della comunità ecclesiale e civile.

Il Vescovo di Rimini Francesco Lambiasi parla sempre della Caritas delle quattro coniugazioni: carità e giustizia, formazione e organizzazione, misericordia corporale e spirituale, cultura della carità e carità della cultura. Ed introducendo il volume di Cinzia Sartini ne approfondisce i temi. Mi soffermerei sul primo punto: “non si offra come dono di carità ciò che è già dovuto a titolo di giustizia” (Atti degli Apostoli 8). E il Vescovo Lambiasi commenta: “In effetti la carità non va contro la giustizia, ma oltre. Poiché la giustizia guarda ai diritti del prossimo, la carità guarda ai suoi bisogni”.

Ecco, questo è oggi anche la Caritas riminese arrivata a festeggiare nel 2018 i suoi primi 40 anni di vita. Cresciuta nel tempo, sotto la guida di don Sisto Quinto Casadei Menghi (dal 1977 al 1984), di don Pierpaolo Conti (dal 1984 al 1987), del diacono Probo Vaccarini (nel 1987), di don Natale Imola (dal 1987 al 1988), di don Sergio della Valle (dal 1988 al 1989), di don Luigi Ricci (dal 1989 al 2001), di don Renzo Gradara (dal 2001 al 2017), di Mario Galasso (dal 1° gennaio 2018), il primo laico alla guida della struttura diocesana.

Il libro della Sartini ci racconta i 40 anni di vita della Caritas riminese costituita il 25 gennaio 1978 sotto la spinta del Vescovo Locatelli: fatti, appuntamenti, iniziative, progetti. Nel 2015 i Centri di Ascolto presenti in Diocesi sono 56, tutti collegati in rete fra loro. I volontari che dedicano il loro tempo alla Caritas in provincia di Rimini sono circa 900. Sono questi volontari, infaticabili, che fanno funzionare una macchina complessa ed oggi ormai insostituibile nel territorio riminese.

Scrive la Sartini: “operai silenziosi che donano le proprie giornate, investono il proprio amore a servizio dell’uomo, il più bisognoso”. Ha detto Galasso al momento del suo insediamento: “Quando il Vescovo mi ha avanzato la proposta, confesso che mi è salito un groppo in gola, e si è susseguito un turbinio di emozioni, stupore, preoccupazione, gioia, inquietudine … Mi tranquillizza il fatto che questo importante compito da fare tremare i polsi che mi è stato affidato, lo affronterò insieme ad eroi del quotidiano, persone che, silenziosamente, con passione ed energia accolgono e cercano di dare risposta a richieste che, di mese in mese, di anno in anno, sono sempre più complesse e articolate”.

Nel 2001 il trasferimento nell’attuale grande sede in Via Madonna della Scala.
Sono molte migliaia le persone che utilizzano i servizi della Caritas e approfittano del suo aiuto materiale. I servizi della Caritas sono i Centri di ascolto, il cuore dell’organizzazione, il luogo dell’incontro con le persone; l’Osservatorio delle povertà e delle risorse, strumento di conoscenza delle povertà sul territorio; il servizio docce e distribuzione indumenti e alimenti; il servizio di prima e seconda accoglienza, ovvero la possibilità di pernottare per una settimana; il giro nonni, cioè il servizio quotidiano di consegna a domicilio di un pasto caldo rivolto ad anziani soli, in collaborazione con il Comune di Rimini; i servizi logistici per la raccolta di alimenti, indumenti, mobili; la cucina e la mensa che fornisce ogni giorno circa 250 pasti; il Centro servizi immigrati che fornisce consulenza e strumenti per l’accoglienza degli stranieri; l’assistente in famiglia, in collaborazione con il Comune, per persone non autosufficienti; lo sportello detenuti che cerca di facilitare la vita del detenuto nella Casa Circondariale di Rimini; i lavori di pubblica utilità affidati dal Tribunale di Rimini a quelle persone trovate in stato di ebbrezza o per altri motivi.

E poi i progetti di solidarietà internazionale che vedono la Caritas impegnata, con progetti specifici, in diversi Paesi del mondo; il Progetto “Operazione Cuore”, un ponte di solidarietà con Mutoko, in Zimbawe, dove ha operato per oltre cinquant’anni la dottoressa Marilena Pesaresi

Ancora: il servizio civile volontario; l’animazione: educazione alla pace e accoglienza gruppi, una opportunità offerta ai giovani di operare con la Caritas

Il Laboratorio Caritas parrocchiali è composto da persone di servizi diversi per integrare e migliorare le attività.  Il Centro educativo Caritas fornisce il sostegno scolastico ad una trentina di studenti stranieri delle primarie e delle secondarie. Il Fondo per il lavoro sostiene l’inserimento occupazionale di persone in situazione di disagio economico e di fragilità, per mancanza di reddito.

#emporiorimini è un supermercato solidale dove è possibile fare spesa attraverso una tessera gratuita a punti.  Nell’ambulatorio “Nessuno escluso”  opera una decina di medici ed è stato attivato un servizio di distribuzione gratuita di farmaci per persone escluse dall’accesso alle cure. La “Casa Laudato Si”, che è uno spazio di accoglienza. L’Associazione “Famiglia Insieme”  eroga prestiti alle famiglie in difficoltà. Mentre le tante iniziative con le scuole riminesi hanno un filo conduttore comune che coinvolge i giovani: quello della pace e degli stili di vita sostenibili.

Una sottolineatura per l’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse della Caritas diocesana:  nasce nel 2002, curato dal 2006 da Isabella Mancino. E’ ad oggi lo strumento conoscitivo più importante per la conoscenza del disagio sociale locale. “Le informazioni provengono dalla Caritas Diocesana e dalle Caritas parrocchiali e inter-parrocchiali: Centri di ascolto, Centri di accoglienza, mense, dormitori e luoghi che raccolgono storie di vita, di persone in situazione di emarginazione, solitudine, devianze, difficoltà e sofferenze”. Ci racconta ogni anno l’altra faccia della nostra Città, con numeri crescenti dal 2008, dallo scoppio della crisi economica, delle persone che non riescono più a farcela, degli immigrati privati ormai di ogni supporto all’integrazione, di famiglie che non riescono più ad arrivare a fine mese.

Il Vescovo Francesco saluta spesso i volontari così: “Buon cammino Caritas Diocesana, ma sempre insieme!”. E credo che sia anche quello che nel 2009 il Sindaco Ravaioli intese quando attribuì alla Caritas il Sigismondo d’Oro, il massimo riconoscimento cittadino a persone o Enti che bene hanno operato per la Città.

Paolo Zaghini

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