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Enrico Santini: “San Gregorio e il Toro di Wall Street”

Delle grandi fiere agricole che da tempi immemorabili caratterizzano il contado riminese, due sole hanno la capacità di coinvolgere migliaia di persone: San Martino a Santarcangelo e San Gregorio a Morciano.

Da oggi, sabato 4 marzo A.D. 2023, a domenica 12, Morciano, la capitale della Valconca, ultima e dimenticata valle romagnola-montefeltresca, sarà mèta e ristoro per coloro che non vogliono perdere le radici rurali e godere delle piccole soddisfazioni della vita. “Gaudemus igitur, iuvenes dum sumus …” cantavano i clerici “vagantes” medievali e noi calavamo da Urbino come fulmini dal cielo, come nembi di tempesta.

La Fiera non era per i bambini che si accontentavano dei fichi secchi, ma per i raspaterra che si presentavano tirati a scheggia, con padulamenti e drappeggi rossi, le migliori bestie delle loro stalle.

Il concorso, ambito e prestigioso, lo vinceva spesso un toro di Passano, il mitico Bergamonti, della premiata azienda agricola Crescentini. Bergamonti, il toro corianese, aveva due palle che superavano di gran lunga quelle che ho toccato al toro di Wall Street, nel quartiere della Borsa di New York.

Perché fate quel che volete ma Morciano è Morciano, e San Gregorio non è un Santo qualunque.

Rurali sempre.

Enrico Santini

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