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Il sindaco cambia passo. Redditi da fame. Albergatori tra solidarietà e chiacchiere


16 Aprile 2022 / Maurizio Melucci

Il sindaco Sadegholvaad cambia passo 1

Lunedì scorso il sindaco di Rimini in una conferenza stampa ha tracciato il bilancio dei primi sei mesi del suo mandato. Tutti i giornali, compreso Chiamamicitta.it hanno titolato sui dieci milioni di euro trovati per realizzare un parcheggio in piazza Marvelli (ex Tripoli). Scelta editoriale comprensibile. L’opinione pubblica riminese è in allarme per i problemi di traffico e la mancanza di parcheggi nella zona mare dopo i lavori di arredo urbano in corso. Rimane solo qualche nostalgico del racconto del passato che continua a sostenere che “va tutto bene”. Ma non è su questo che mi soffermo. L’intervento del sindaco per un consuntivo dei primi sei mesi è molto interessante a mio parere per altre ragioni. Mi soffermo in particolare su una di metodo e un’altra di merito.

Il metodo. Dice il sindaco: “Da maggio in poi, mi recherò periodicamente nelle diverse aree della città per confrontarmi con i cittadini sui problemi, sui progetti, sulle proposte che rendano Rimini ancora più bella e attrattiva”. Una svolta rispetto al passato, dopo l’eliminazione dei quartieri nel 2011. Confronto, ascolto e non solo illustrazione dei progetti già decisi. Una scelta ancora più importante se unita al lavoro in corso da parte della giunta per dotare Rimini di forme di partecipazione permanente.

 Il sindaco Sadegholvaad cambia passo 2

La seconda ragione è di merito. Riguarda il secondo tratto del Trc – Metromare, Rimini stazione Fiera. Era dicembre 2018 quando la giunta Gnassi approvò il progetto della nuova tratta che correva lungo l’asse viario Matteotti – Emilia. Inizialmente erano previsti 70 milioni di investimento poi ridotti a 49. Un tracciato a forte impatto trasportistico in un’area già molto congestionata. Un progetto che modificava le previsioni urbanistiche che prevedono (tutt’ora) il percorso in affiancamento alla ferrovia Bologna-Ancona. Esattamente come per il primo tratto realizzato.

Ora si è aperta una riflessione nella giunta di Rimini per ritornare al tracciato previsto dalla pianificazione urbanistica e territoriale. Dice il sindaco: “Penso anche al cantiere della seconda tratta del Metromare, da individuare bene visti gli impatti e i tempi risicati di realizzazione da bando”. Conferma l’assessore: “Certamente far viaggiare il Metromare verso la Fiera parallelamente alla ferrovia è un’ipotesi alternativa molto solida e verso la quale non abbiamo alcuna opposizione ideologica. Tant’è che anche questo tracciato era stato esaminato nel dossier presentato per accedere al finanziamento ministeriale. Oggi la soluzione migliore è da ricercarsi in quella che ci permetta di fare l’opera nei tempi previsti dal Pnrr”. A me non interessa il motivo l’importante è il risultato.

I redditi, siamo i più poveri in Regione

Come tutti gli anni in questo periodo escono i dati sulle denunce dei redditi. Come tutti gli anni si scopre che Rimini è la più povera in Regione. Non arriviamo ad una media di 20mila euro. In provincia di Rimini solo 1.500 contribuenti denunciamo più di 120mila euro. Nel Comune di Rimini solo il 24% denuncia un reddito più di 26mila euro. In compenso siamo la provincia con il numero più alto di partite Iva. Siamo anche la provincia con la più altra immatricolazione di Suv. Nelle compravendite il giro del nero è sempre elevato. Molto elevato. A fronte di questa situazione il centrodestra aveva aumentato l’uso del contante a 2mila euro. Il Governo viceversa ha deciso di sanzionare, dal mese di giugno le attività economiche che non hanno il Pos oppure non permettono il pagamento elettronico. Apriti cielo. Categorie economiche sugli scudi. Il Pos ha le commissioni, un altro balzello delle tasse e via dicendo. Gli operatori economici sanno benissimo che costa anche l’uso del contante: sbagli nei resti, monete false, tempo perso per andare in banca, rischio di rapine. Ovviamente il contante ha il pregio di non essere tracciato

Dopo tutto non ci vuole molto per combattere l’evasione. Basta togliere alcuni limiti alla privacy per incrociare i dati delle banche dati a disposizione dello Stato.

Ucraini in hotel. Tra solidarietà e chiacchiere

Nelle settimane scorse vi è stata una polemica che ha fatto breccia sulle pagine nazionali dei media sull’ospitalità dei profughi ucraini presso gli alberghi di Rimini. 14 hotel hanno ospitato profughi a loro spese. Vi era chi pensava, tra gli imprenditori, che essere partiti per primi poteva essere un vantaggio per farsi pagare l’ospitalità dalla Prefettura?  E’ possibile. C’è chi è andato alla frontiera con l’Ucraina per portare i profughi a Rimini? Chi lo ha detto è stato querelato. Tuttavia, a questo punto una certezza c’è. Attualmente ancora quattro strutture ricettive stanno ospitando 220 profughi, a loro spese e con il solo contributo della solidarietà riminese e del Comune di Rimini. Nelle settimane scorse vi erano quasi mille profughi negli hotel riminesi. La maggioranza è stata sistemata in strutture pubbliche (Cas) oppure presso famiglie o strutture del volontariato. Gli  albergatori associati di Riviera Sicura hanno dato un contributo reale. Altre associazioni hanno fatto solo polemiche.

Maurizio Melucci