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Il mare d'inverno non esiste. Solo in Italia atleti e calciatori non votano


La spiaggia di Rimini che verrà


9 Giugno 2024 / Maurizio Melucci

La nostra spiaggia che verrà

Il Consiglio comunale di Rimin la prossima settimana approverà le controdeduzioni alle osservazioni al nuovo piano dell’arenile.

L’ultimo atto della prima fase per giungere all’approvazione definitiva. Infatti, il piano dovrà essere adottato dal Consiglio comunale e sottoposto ad altre procedure amministrative. Un percorso, dal mio punto di vista, abbastanza fumoso e che allunga i tempi senza particolari motivi. Ma così è. Nel merito alcune osservazioni.

  • Condivido l’impianto generale di salvaguardare le caratteristiche gestionali del nostro arenile. Sono previste infatti micro-aggregazioni (due bagni e un chiosco ad esempio) per riqualificare il nostro arenile. Una scelta importante per evitare che grandi aggregazioni, nel momento in cui verranno fatti i bandi pubblici per la gestione delle concessioni, possano interessare grandi gruppi finanziari o imprenditoriali snaturando la gestione delle nostre spiagge fatte di micro e piccole imprese. Era così anche nel precedente piano.
  • Proprio per questa ragione ritengo pericoloso la macro-aggregazione (minimo 300 metri) senza limite massimo.
  • Le spiagge libere sono insufficienti. Per altro nell’iniziale versione erano previste nuove spiagge libere. Nella versione approvata vengono ampliate solo le spiagge libere esistenti. Sarebbe opportuno prevedere una quota di spiaggia libera per ogni aggregazione. In ogni caso occorre raggiungere lo standard minimo del 20% di spiagge libere.

Il mare d’inverno

Puntuale come ogni anno, si discute del mare d’inverno. Una “stupidaggine” che ciclicamente tiene banco nella città.  Questa volta il “mare d’inverno” viene previsto nel piano dell’arenile del Comune di Rimini.  Sono contrario per tre ragioni molto semplici.

  • Al mare ci si va durante l’estate, poi succede che faccia bel tempo anche nel mese di ottobre, ma non sposta nulla. Le attività alberghiere estive ad ottobre sono tutte chiuse. Le altre strutture ricettive aperte lavorano con altri turismi. Quindi il cosiddetto “mare d’inverno” non fa numeri turistici. Nessuno viene in vacanza ad ottobre per andare al mare, al massimo per qualche escursione di un giorno.
  • La previsione del piano spiaggia è dal mio punto di vista inaccettabile. Il Comune intende fare un bando per assegnare superfici aggiuntive affinché stabilimenti e ristoranti “possano sviluppare attività sportive, culturali, di intrattenimento anche oltre la stagione estiva”. Non solo: vicino a piazze e varchi a mare sarà concesso agli stabilimenti di usare la zona destinata – in estate – agli ombrelloni, per poter organizzare in inverno eventi e manifestazioni. Come? “Montando in spiaggia dehor, cupole e altre strutture temporanee” Una vera e propria “capannopoli” durante l’inverno nel posto più pregiato ambientalmente. Mi auguro che questa proposta venga bocciata dalla Sovrintendenza al paesaggio.
  • Ultimo motivo che mi trova in netto disaccordo è la parte economica. E’ un “favore” ai concessionari degli stabilimenti balneari che potrebbero fare affari anche durante l’inverno a parità dei canoni di concessione. Una vera e proprio concorrenza sleale nei confronti di altri imprenditori che operano fuori dal demanio pubblico. Almeno venga prevista una norma per cui a chi svolge attività anche invernale sul demanio il canone venga moltiplicato almeno per 10 volte l’attuale importo. In tutto questo meraviglia il silenzio delle associazioni di categoria.

La spiaggia di Rimini in inverno

I campionati europei e il voto

In concomitanza con le elezioni europee del 8 e 9 giugno si stanno svolgendo i campionati europei di atletica a Roma e sono in preparazione con le squadre in ritiro i campionati europei di calcio.

Ebbene quasi tutti (salvo rare eccezioni) i calciatori italiani non voteranno alle elezioni europee. Stessa cosa per gli atleti azzurri impegnati nei campionati di atletica. Analoga cosa succederà anche per atleti di altri paesi europei. Un paradosso: i portabandiera dello sport a livello europeo non voteranno il prossimo parlamento europeo. Eppure, basterebbe poco per fare come Spagna o Germania, dove è possibile votare per posta, oppure in Francia dove è possibile delegare un famigliare per il voto. Basta la volontà politica per dare un segnale che il voto è importante e va fatto il possibile per poterlo esercitare. Tralascio che gli italiani che abitano in paesi extra unione europea non possono votare. Anche in questo caso il voto per posta sarebbe la soluzione.

Un allenamento della nazionale di calcio a Coverciano

Maurizio Melucci