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L'amministrazione: "Convenzione con Airbnb ma combatteremo l'evasione fiscale in tutte le sue forme"


Riccione dichiara guerra agli affitti brevi turistici illegali – VIDEO


5 Aprile 2024 / Redazione

Riccione dichiara guerra agli affitti brevi turistici illegali. Fonte di “concorrenza sleale” verso gli alberghi, di “evasione fiscale” e, “soprattutto” di insicurezza. Da un lato dunque, spiega alla stampa la sindaco del Comune rivierasco in provincia di Rimini Daniela Angelini, verrà siglata una convenzione con la piattaforma Airbnb, che, secondo un’indagine di Federalberghi Riccione, offre nella Perla Verde 552 alloggi, 3.663 in tutta la provincia, 1.745 a Rimini e 310 a Cattolica. Dall’altro ci sarà un giro di vite sui controlli, così da pescare “qualche furbetto” nel mare magnum degli affitti e tenere maggiormente monitorati i flussi di chi vi alloggia.

Il fenomeno, argomenta la prima cittadina, ha “carattere nazionale” ed è “in continuo aumento”. E così, oltre a inficiare l’ordine pubblico non essendoci piena conoscenza di chi e in quanti prendono in affitto un appartamento, crea anche “un problema abitativo”, rendendo estremamente complicato, e caro, trovare una casa in affitto annualmente. Dalla Prefettura, prosegue, c’è la disponibilità a intervenire su precise segnalazioni, per questo verrà creata una sorta di nucleo nella Polizia locale per “iniziare un controllo più capillare”, in collaborazione con gli albergatori e altri soggetti interessati. Così da elevare le prime sanzioni, renderle pubbliche e dare un segnale.

Nello specifico dell’indagine sulla piattaforma Airbnb entra il presidente di Federalberghi Riccione Bruno Bianchini: gli alloggi sono passati dal centinaio del 2016 a oltre 550 nell’agosto scorso, con un aumento nell’ultimo anno del 26,3%; mentre a livello provinciale sono passati da un migliaio a 3.600 con una crescita nell’ultimo anno del 23,7%. Di certo, continua, “non si tratta di alloggi condivisi”, dato che l’83%, il 76% in provincia, degli annunci si riferisce ad appartamenti interi, in cui non abita nessuno. E “non si tratta di piccoli redditi”: quasi il 68% degli annunci, il 65,6% in provincia, è pubblicato da host che offrono oltre un alloggio; oltre il 37%, il 33%, ne offre più di quattro e qualche host arriva fino a 16 a Riccione e a 48 in tutta la provincia. Ancora, insiste Bianchini, “non si tratta di attività occasionali” dato che quasi metà degli alloggi è in vendita per oltre sei mesi all’anno. La ricerca mette anche in luce i problemi di sicurezza per l’ospite: solo circa tre alloggi su 10 hanno per esempio un estintore o un rilevatore di fumo.

C’è dunque una serie di “bugie” da svelare: “Non è vero che si condivide l’esperienza con il titolare”, rispettivamente l’83% degli annunci a Riccione e il 76% in provincia riguardano appartamenti vuoti. “Non è vero” che l’offerta si sviluppa dove c’è carenza, che si tratta di una forma integrativa del reddito e di attività occasionali. Infine Bianchini ne trae le conseguenze: consumatore “ingannato due volte”; evasione fiscale dall’Iva all’Ires, dalla Tari all’imposta di soggiorno; lavoro irregolare e rischi per la pubblica sicurezza; spopolamento dei centro storici. E non si porta nemmeno ricchezza sul territorio. Senza dimenticare la concorrenza sleale agli operatori che seguono le regole. Da qui, conclude, la richiesta di nuove regole in materia e più controlli. Come segnalano gli albergatori riccionesi, il fenomeno ha proporzioni che vanno oltre Airbnb, ci sono altre piattaforme e l’offerta “spontanea”, ancora più difficile da tracciare. Con conseguenti problemi di microcriminalità, ma anche di presenza di “personaggi” non graditi che “alloggiano in questa zona grigia”.

Il problema non è tanto la concorrenza sleale, conclude l’associazione, quanto “il rispetto delle regole e i controlli”. Con la Polizia locale, tira le fila la sindaco Angelini, “controlleremo il territorio dove si annunciano questi affitti irregolari, messi anche in maniera spartana su piante e ringhiere e li segnaleremo alla Prefettura che ha dato disponibilità a intervenire”, mentre con la convenzione con Aribnb si monitoreranno “gli affitti che hanno sulla piattaforma. Il fenomeno ha diverse sfaccettature, la concorrenza sleale verso le strutture ricettive, l’evasione fiscale in tutte le sue forme”, anche se “l’elemento principale è la sicurezza”.

La dichiarazione della sindaca Daniela Angelini:

(Agenzia Dire)