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Rimini: dal “Charity Dinner” 11.500 euro per lo IOR


20 Novembre 2023 / Redazione

Una cornice suggestiva, una grande causa, ben 160 e oltre persone pronte a sposarla e a farla propria: in una riga questo è stato il “Charity Dinner IOR” di Rimini, la serata di raccolta fondi tenutasi venerdì 17 novembre presso la “Sala Ressi” del Teatro Galli. Un successo annunciato se vogliamo, visto che l’evento organizzato dall’Istituto Oncologico Romagnolo era già sold-out da tempo: ma d’altronde l’obiettivo della cena era tra i più importanti e sentiti. L’incasso, di circa 11.500 euro, andrà infatti a contribuire ai lavori di riqualificazione presso il reparto di Oncologia dell’Ospedale “Infermi” di Rimini: una direzione che lo IOR ha intrapreso da tempo, sposando le direttive dello stesso Ministero della Salute che ha inserito l’umanizzazione degli spazi di cura tra le sue linee guida poiché, come si legge, «numerosi studi hanno dimostrato che il modo in cui il paziente e il familiare vivono e percepiscono l’esperienza della malattia è influenzato sia da fattori di tipo clinico, medico e professionale che da elementi di altra natura, quali la qualità dell’ambiente fisico, in cui vengono curati e l’adozione di un approccio che supporti la persona nella sua complessità: il suo corpo, la sua mente e il suo spirito. L’ambiente fisico può influenzare le condizioni di benessere e salute delle pazienti e migliorare il benessere e la performance del personale».

 

Ed è stato proprio il dott. Davide Tassinari, responsabile dell’Oncologia dell’Ospedale “Infermi” di Rimini presente alla cena, tra i primi a ringraziare i presenti per il loro sostegno. «Sono molto felice di essere qui con voi – ha affermato – per me è un modo per ringraziarvi di persona. Sono da anni dentro l’Oncologia di Rimini e da un po’ ho l’onore di dirigere il reparto. In questi anni ho avuto modo di vedere come lavora lo IOR, dando valore aggiunto al nostro reparto, non solo con i macchinari e tutto il supporto, ma perché ho già vissuto, anni fa, la ristrutturazione del Day Hospital e ho visto il risultato di un’opera fatta con criterio e con cuore. Rendere belli i nostri spazi non è un obiettivo secondario: pensiamo, ad esempio, a noi che siamo qui stasera. Avremmo potuto essere in un capannone e mangiare ciò che capitava: ma ovviamente non sarebbe stata la stessa cosa. Invece siamo qui, in un teatro meraviglioso, gustandoci una cena perfetta. Per il nostro reparto vale lo stesso concetto: la bellezza del contenitore cambia la percezione per i pazienti e anche la qualità del lavoro di noi medici e operatori, che viviamo gran parte del nostro tempo dentro la struttura. Quindi poter operare in un ambiente non solo funzionale e moderno, ma anche bello, ci permette di farlo con più serenità ed empatia. Possiamo dire che la bellezza è davvero una parte, anch’essa importante, della terapia».

 

Gli ha fatto eco Fabrizio Miserocchi, Direttore Generale IOR e Presidente IRST “Dino Amadori” IRCCS che, per l’occasione, essendo nato nella città adriatica, “giocava in casa”. «Questa è una serata molto importante – ha spiegato – non solo per il progetto che stiamo sostenendo, un’opera di grande impatto per il territorio e per i pazienti, ma perché siamo in luogo bellissimo, riminese e di riferimento per i riminesi. E vedo tutta una città, l’Amministrazione Comunale che ha collaborato all’evento, tanti amici, imprenditori e professionisti che ci sostengono e hanno scelto di fare un cammino importante con noi e al fianco della struttura sanitaria. Ringrazio anche tutti gli operatori presenti numerosi, il direttore Mattia Altini, il primario Davide Tassinari con il suo staff, la direttrice sanitaria Francesca Raggi, tutto lo staff tecnico dell’AUSL che segue direttamente il progetto. E lasciatemi un po’ di campanilismo cittadino, perché siamo qui, in un posto profondamente riminese, con un importante progetto per Rimini e per la prima volta con un Presidente IRST riminese. Scherzi a parte sono orgoglioso di questo percorso, non perché sia interessato alla collezione di cariche, ma perché il mio è un ruolo di “servizio” e proprio in questi termini ho accettato. Per stringere ancora di più una sinergia tra IRST e IOR, nel solco di quello che il prof. Amadori nostro fondatore aveva immaginato, voluto e costruito».

 

Prima di passare al momento più toccante ed emozionante della serata, ovvero la proiezione di “Luce Naturale”, un cortometraggio di 20 minuti scritto da Francesco Bentini per la regia di Riccardo Calamandrei che ha portato sullo schermo la testimonianza da paziente oncologica di Paola per fortificare il connubio tra medicina narrativa e salute, abbattendo gli stereotipi e i tabù della malattia oncologica, ha preso la parola anche la dott.ssa Francesca Raggi, Direttrice Sanitaria del Presidio Ospedaliero di Rimini, Santarcangelo e Novafeltria che ha tenuto a «ringraziare lo IOR perché ci ha aiutato e ha sposato un progetto davvero importante nel quale crediamo fortemente. Stiamo cercando di rendere il nostro ospedale non solo un luogo di efficienza e qualità della cura, ma anche un luogo pensato e realizzato a misura di paziente, di persona. Come già fatto, sempre assieme allo IOR, in Radioterapia, realizzeremo un reparto funzionale, operativo e soprattutto bello. Ci tengo a sottolineare quanto il nostro impegno non sia evidentemente solo di facciata ma pienamente concreto, tanto che, appena approvato tutto il progetto, i lavori sono subito entrati in fase operativa, perché abbiamo voglia di vedere il tutto realizzato e regalare ai nostri pazienti il miglior ambiente il prima possibile».