Home > Politica > Le pillole della settimana > Sì al parco eolico e no alle trivelle. Traffico di Rimini in tilt, le soluzioni

Sì al parco eolico e no alle trivelle. Traffico di Rimini in tilt, le soluzioni

Parco eolico in mare. Perché sì

Paradossale, incomprensibile al limite del ridicolo il dibattito sul progetto di parco eolico in mare di fronte alla costa riminese. Dalla netta posizione dagli anni passati: “No alla realizzazione di un ecomostro (Andrea Gnassi)”. Ma allora era ottobre 2020, non era scoppiata l’aggressione di Putin all’Ucraina, non vi era la crisi energetica e le bollette alle stelle. Ora che si accelera sulle fonti alternative ai combustibili fossili, nessuno vuole dire un no secco. Neanche Gnassi. È iniziata la gara a chi sposta le pale eoliche più lontane. 6, 12, 18 miglia fino ad arrivare a 50 km dalla costa. A breve scavalchiamo anche la Croazia e tocchiamo il Danubio. Assurdo. Molto meglio sostenere la cosiddetta sindrome NYMBY, “not in my backyard”, cioè non nel cortile di casa mia. Sarebbe molto più apprezzabile, piuttosto che questa gara della distanza. Io da sempre sono d’accordo sulla realizzazione. Non penso penalizzi il turismo. anzi può essere un’opportunità. Potrebbe diventare una “fattoria didattica” da far visitare alle scuole italiane su come si produce energia da fonti rinnovabili. Sarebbe una formidabile zona di ripopolamento della fauna e della flora in Adriatico essendoci un divieto di pesca. Un paradiso per gli amanti delle immersioni. Sarebbe la dimostrazione tangibile, visibile a tutti, che un’industria energivora come il turismo cerca anche soluzioni sostenibili per la produzione di elettricità. Insomma, un bel biglietto da visita. Alla fine, deciderà il Governo anche sulla base dell’impatto ambientale e del rendimento energetico prodotto dal vento.  Non sarà facile, anche nel centrodestra vi sono molte posizioni contrarie.

Un rendering di parco eolico

Trivelle in mare. Perché no

Mentre sul parco eolico in tanti intervengono, non ho letto particolari interventi negativi sul decreto del governo che autorizza la ricerca in mare di nuovi giacimenti di metano fino a 9 miglia dalla costa. Ricordo che per anni le amministrazioni della costa romagnola e veneta sono intervenute nel secolo scorso per bloccare le estrazioni di metano. Il problema della subsidenza, l’abbassamento del suolo causato dall’indiscriminato prelievo di gas metano avvenuto nelle zone di Ravenna e costa romagnola e nell’area Veneta tra gli anni ’30 e ’60 del secolo scorso era un aspetto ritenuto molto pericoloso per i nostri territori. Una delle misure fu il blocco dell’estrazione di metano. Ora si azzera tutto e si ricomincia a trivellare. La stima più rosea del metano presente in adriatico è di circa 50 miliardi di metri cubi. Meno del fabbisogno di un solo anno in Italia (76 miliardi di metri cubi). Con la decisione del governo ipotechiamo il futuro dell’Adriatico con il rischio subsidenza della costa romagnola per i prossimi 30 anni. Ma tutti zitti a parte gli esponenti, di centrodestra, della costa veneta.

Una piattaforma per l’estrazione del metano

 

Traffico in tilt: le cause

Si è conclusa pochi giorni fa Ecomondo, importante fiera che ha fatto registrare 130 mila presenze. In quei giorni il traffico a Rimini è andato completamente in tilt. Nelle ore di punta, al mattino e al pomeriggio tardi, traffico molto rallentato se non bloccato. Nulla di nuovo a dire al vero. In occasione di molte manifestazioni fieristiche anche nel passato la viabilità riminese non reggeva. Ora la situazione si è aggravata. La ragione è molto semplice. Si è chiuso il ponte di Tiberio senza un’alternativa. La giunta Gnassi ha colto il periodo di lockdown dovuto dalla pandemia per chiudere in via sperimentale il ponte di Tiberio. La sperimentazione ha “dimostrato” che il traffico a Rimini reggeva senza particolari problemi anche senza quell’attraversamento. Purtroppo, ora che si torna alla normalità di tutte le attività compreso il settore fieristico e congressuale, la realtà è drammaticamente molto diversa. Gli accessi da nord a sud (e viceversa) non sono sufficienti neanche in situazione normale, figuriamoci in occasione di fiere con grande affluenza di pubblico. La chiusura del ponte di Tiberio ha poi provocato un nuovo assetto della viabilità che ha fortemente penalizzato il quartiere Clodio in pieno centro storico. Questa una delle cause principali dei problemi di traffico per attraversare la città. Anche la chiusura del lungomare sud ha ridotto la mobilità scaricando tutto il traffico sui viali delle Regine. Poi ha creato qualche problema anche il cantiere per lo svincolo con la strada di San Marino, ma poca cosa. Il cantiere nei giorni della fiera era chiuso.

Via Ducale invasa dalle auto durante le fiere

Traffico in tilt: che fare

Risolvere il problema della mobilità e viabilità a Rimini non è semplice. La ragione è banale. Rimini è una località costiera e tutta la viabilità è organizzata parallela al mare: autostrada, statale, tangenziale nord, tangenziale sud (via Roma), ferrovia, litoranea. Poi ci sono le strade di penetrazione che portano al mare e viceversa. Per capirci. a Rimini la nostra circonvallazione è solo di 180°, i restanti 180° sarebbero in mare. Per questa ragione il primo provvedimento è realizzare un nuovo ponte in sostituzione del ponte di Tiberio, Poi il prolungamento del Trc fino alla Fiera (già finanziato), realizzare corsie preferenziali dinamiche per i mezzi pubblici e taxi dalla linea degli alberghi alla fiera e viceversa per ridurre l’uso dell’auto. Potenziare, se possibile, i treni con la stazione di Rimini Fiera durante gli eventi. Altre soluzioni non ne vedo, se non gli appelli ad usare meno l’auto che cadono nel vuoto o quasi per molte ragioni.

Il Ponte di Tiberio chiuso al traffico

Ultimi Articoli

Scroll Up