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4 agosto 1753 – Nasce a Rimini Aurelio Bertola, abate galante e poeta d’avanguardia

Il 4 agosto 1753 nasce a Rimini Aurelio de’ Giorgi Bertola.

La famiglia Bertola è in cattive condizioni economiche; il giovane Aurelio è destinato subito alla vita ecclesiastica e spedito al seminario di Todi. A soli quindici anni entra già nell’abbazia senese di Monte Oliveto, appartenente al medesimo ordine benedettino che a Rimini possiede S. Maria Annunziata di Scolca. Ma Aurelio scappa ben presto per andare ad arruolarsi in Ungheria.

La vita militare non fa però per la sua debole costituzione e deve perciò tornarsene all’abbazia, dove viene riaccolto con l’incarico di lettore.

L'abbazia di Monte Oliveto Maggiore a Siena

L’abbazia di Monte Oliveto Maggiore a Siena

Il suo interesse va alla poesia più moderna di allora: le correnti preromantiche d’oltralpe, in particolare tedesche. Nel 1774, con il Saggio di Odi italiane e il carme Le notti Clementine, pubblicato con il titolo La Notte, acquista una certa notorietà letteraria. Nel 1776 pubblica a Siena in forma anonima un volumetto intitolato Versi e Prose, contenente audaci sonetti e brevi racconti in forma di apologo, inneggianti ad una vita spensierata, mossa dal piacere e dalla fusione con la natura. Quest”opera ha notevole successo, venendo più volte ristampata.

Diviene docente di storia e geografia nell’Accademia della Marina, a Portici. A Napoli risente dell’influenza di SannazzaroMetastasio. In un secondo tempo si avvicina al sensismo. È protagonista della vita galante e sociale, richiesto particolarmente, pare, «dalle dame della corte di Ferdinando IV e Maria Carolina».

Pietro Metastasio

Pietro Metastasio

Nel 1779 appare la raccolta Poesie campestri e marittime, coeva all’Idea della poesia alemanna, edita in una prima versione e, nel 1784, in due volumi col titolo Idea della bella letteratura alemanna.

Nel 1783 torna a Rimini. Divenuto prete secolare, intreccia una relazione con la nobildonna veronese Elisa Contarini Mosconi, da cui nel 1785 nasce la figlia Lauretta.

Elisa Contarini Mosconi

Si reca a Vienna dove entra in contatto con il concittadino Giuseppe Garampi, nunzio apostolico nella città, che gli procura la prestigiosa cattedra di Storia presso l’Università di Pavia. Anche se molto impegnato dal lavoro accademico, non trascura la produzione artistica: pubblica le Favole e le Lettere campestri, e l’Elogio di Gessner. Del celebre autore degli Idilli, Bertola aveva già curato una traduzione, e durante un viaggio in Svizzera, attorno alla metà degli anni Ottanta, lo conobbe personalmente.

Negli anni successivi si impegna in molte altre traduzioni, oltre a pubblicare idilli, favole, saggi, impressioni di viaggi. Le elogiative Osservazioni sopra Metastasio sono del 1784, mentre quattro anni dopo viene dato alle stampe il Saggio sopra la favola, una delle sue opere più celebri e significative. Il Saggio sopra la Grazia nelle lettere ed arti appartiene al medesimo periodo, anche se la pubblicazione, postuma, avverrà solo nel 1822.

Nell’ultimo periodo di vita si entusiasma per la Rivoluzione francese e pubblica in Romagna il Giornale patriottico. Del 1795 è una delle sue opere più famose, Viaggio sul Reno.

Conosce il giovanissimo Foscolo, frequentatore come lui del salotto veneziano di Isabella Teotochi Albrizzi. La stima dell’adolescente Ugo è espressa nell’ode giovanile La campagna (1795), dedicata a proprio a Bertola, in cui il giovane poeta di Zacinto «percote ardita lira, / e co’ suoi canti vola / al suo gentil Bertòla» (vv.10-12), «del tenero, / Gesnèr felice alunno» (37-38), e chiama ad adorarlo «d’Aprile e dell’Autunno / le Grazie e i lindi Amori / coronati di fiori» (40-42), in una poesia in cui domina la serena e spensierata contemplazione della natura, tema appunto caro al riminese.

Ritratto giovanile di Ugo Foscolo

Tra il 1783 e il 1795 Bertola soggiorna spesso in laguna, dove partecipa assiduamente alla vita mondana e culturale. Ha relazioni amorose con Alba Corner Vendramin – animatrice anch’essa di un celebre salotto – e con la stessa Isabella Teotochi.

Gli ultimi anni sono segnati da problemi di salute. Nel 1798, dopo aver aderito alla Repubblica Cisalpina ed essere stato giornalista a Milano, torna un’ultima volta a Rimini per morirvi prima di aver compiuto i 45 anni, il 30 giugno 1798.

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