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Amazon a Santarcangelo, la Nasa a Torre Pedrera?

Quando ho letto la notizia mi sono stropicciata gli occhi. Ho riletto meglio. Sì, non mi ero sbagliata. Amazon arriva a Santarcangelo. Non nel senso di pacchi col nastro nero e azzurro, quelli arrivano dappertutto, a Santarcangelo come a Katmandù, a Buenos Aires come a Pietracuta.

Nel senso che a Santarcangelo avrà un magazzino, insomma, di una sede, una di quelle immense caverne da Ali Babà (no, quello è il rivale di Amazon), insomma, di quelle cattedrali laiche piene di ogni ben di dio con dentro omini e donnine con stipendi non favolosi che corrono dappertutto con al polso un bracciale che fa bip bip, e da cui vengono spediti ogni minuto gli oggetti più vari, dalla lavatrice agli elastici per capelli, dall’orsacchiotto al sex-toy.

Capperi. Amazon, il colosso dell’e-commerce, quello dei droni, di Prime, del Dash Button! L’azienda di Jeff Bezos, l’uomo più ricco del mondo quello che possiede anche il Washington Post e adesso sta litigando con Trump per una storia di foto rubate, ha scelto Santarcangelo.

Quella della fiera dei becchi, della pizzeria Rustica, del 9 che arriva sempre in ritardo. Se anziché aspettarlo il bus lo ordinassimo con Amazon, arriverebbe prima. Il contrasto è stridente: da una parte la supermodernità, il turboconsumismo, i fantastiliardi, e dall’altra… Santarcangelo.

Amazon a Santarcangelo suona un po’ come la Nasa a Torre Pedrera, come il Google Glass in testa alla Delinda, come la Apple che presenta l’ultimo iPhone alla Festa de Borg. A pensarci bene, tutte e tre queste cose sarebbero bellissime.

Amazon a Santarcangelo, invece, non lo so. Quando ordino qualcosa su Amazon immagino che quell’oggetto mi arrivi da lontano, almeno da Piacenza, via, non da un posto dietro casa. Si perde un po’ di magia, e la consegna in un giorno non è più così miracolosa. Anzi, 24 ore diventano un’esagerazione.

Altro che drone, a noi della zona le consegne per Amazon può farcele uno di quei risciò per le consegne della spesa in città, o un garzone a piedi – non in autobus, se no di giorni ce ne mette tre. Bezos dovrebbe escogitare una formula di consegna-lampo per chi abita vicino al magazzino: mettiamo il prodotto nel carrello, clicchiamo «acquista» e, zac, dopo un’ora al massimo suona il campanello.

Al posto dei droni potrebbe utilizzare i piccioni, che ormai stazzano come fortezze volanti, e con un opportuno addestramento potrebbero rivelarsi efficienti come i droni, oltre che più ecologici. Quanto alla tracciabilità, basta seguire le cacche.

Lia Celi

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