HomeEconomia e LavoroRomagna: dopo Jesolo le Coop tornano a chiedere una legge nazionale

I Comuni saranno in gravi difficoltà nel dover riassegnare tutte le concessioni costiere


Romagna: dopo Jesolo le Coop tornano a chiedere una legge nazionale


16 Febbraio 2024 / Redazione

Quanto sta succedendo a Jesolo – scrive in una nota Legacoop Romagna – sul fronte dell’assegnazione delle concessioni demaniali sta purtroppo materializzando i rischi peggiori di cui parliamo da anni.

Evidenze pubbliche svolte a livello locale, senza una normativa nazionale che difenda il nostro modello turistico balneare, porteranno con molta probabilità all’ingresso nella gestione della nostra spiaggia di grandi soggetti economici esterni al territorio, con riflessi negativi per la tipicità, il rapporto umano, la democraticità e la cultura del nostro turismo.

Il primo rischio – continua la nota – è il rincaro dei prezzi dei servizi di spiaggia, che i grandi gruppi dovranno mettere in campo per rientrare, in breve tempo, dai costi sostenuti per vincere le gare. Il secondo invece è che le risorse economiche generate sul nostro territorio verranno dirottate altrove, rompendo un circuito virtuoso che dura da decenni.

I Comuni – prosegue la nota di Legacoop – saranno probabilmente in gravi difficoltà nell’affrontare la mole di lavoro che deriverebbe loro dal dover riassegnare tutte le concessioni costiere (migliaia), senza regole condivise e nello stesso momento.

Ecco perché torniamo a sollecitare nuovamente una legge quadro nazionale che ordini la materia e difenda il settore, senza la quale l’applicazione della Direttiva Bolkenstein avrebbe effetti certamente distruttivi sulla filiera turistico balneare.

I Ministeri competenti devono convocare le Associazioni di settore, Comuni e Regioni, per concertare una proposta di legge di riordino della materia che abbia come prima finalità la salvaguardia e lo sviluppo della nostra filiera turistica e della sua straordinaria tipicità e, quindi, di un modello economico che va a vantaggio principalmente del territorio e dei turisti.

Occorre oggi un vero e proprio patto con i Comuni, le cooperative e le associazioni balneari: in questo fase delicatissima, dove la possibilità di sviluppo dell’impresa è evidentemente limitata, è essenziale che si mantenga una stretta e ampia concertazione, evitando da parte degli Enti Locali fughe in avanti rischiose, muovendosi in autonomia o in modo differenziato. 

Le nuove norme – conclude la nota di Legacoop Romagna – relative alla spiaggia e al suo utilizzo devono essere sempre più frutto di un confronto approfondito e devono avere come scopo principale la salvaguardia dei soggetti economici più preziosi e fragili per le economie locali: il lavoro, le micro imprese familiari e le loro cooperative”.