Home___primopianoRSA Morciano, Riziero Santi completamente assolto dall’accusa di abuso d’ufficio

Tutto era nato da un esposto che la ex sindaca di Montefiore Valì Cipriani aveva presentato nel 2015 anche contro Monica Galli e Francesco Bosco


RSA Morciano, Riziero Santi completamente assolto dall’accusa di abuso d’ufficio


19 Settembre 2023 / Redazione

Riziero Santi è stato assolto con sentenza di non luogo a procedere da un’accusa di abuso d’ufficio. Con lui il GUP di Rimini, dottoressa Ceccarelli, ha mandato assolti anche la dirigente del Comune di Morciano Monica Galli e Francesco Bosco, reponsabile tecnico dell’Unione Valconca. Il sindaco di Gemmano era imputato insieme agli altri in quanto presidente dell’Unione Valconca, per una vicenda che si era originata addirittura nel 2001, quando l’Unione chiese ed ottenne dal Comune di Morciano il pernesso di costruire la Residenza per anziani.

La RSA nonostante qualche intoppo venne effettivamente costruita e inaugurata nel 2009, ma l’odissea giudiziaria era appena agli inizi, poichè nel frattempo si stavano accavallando sentenze e controsentenze riguardo la regolarità di quella concessione. Si arriva così al 2015, quando l’allora sindaca di Montefiore Vallì Cipriani ottiene il blocco della concessione. E quando l’Unione dei Comuni delibera un accomodamento con quello di Morciano per scongiurare un’incombente ordinanza di demolizione, dopo essere rimasta assente da tutte le riunioni dell’Unione, Cipriani presenta un esposto alla Procura della Repubblica.

L’accusa nei confronti del presidente Santi in concorso con Galli e Bosco, era di aver «intenzionalmente procurato ingiusto profitto patrimoniale al Comune di Morciano di Romagna, con atti illegittimi e comunque agendo in conflitto di interessi, consistente nell’acquisizione gratuita al patrocinio del Comune di Morciano di Romagna dell’edificio e della area di sedime, nonché di quella pertinenziale della RSA sita in Morciano di Romagna di proprietà dell’Unione Valconca, con conseguente danno per quest’ultima».

Accusa giudicata inconsistente dai difensori (avvocati Maurizio Ghinelli per Santi, Simona Priolo per Galli, Luigino Biagini per Bosco) già in fase istruttoria. Ciò nonostate nel dicembre 2022 il sostituto procuratore Stefano Celli chiede ed ottiene il rinvio a giudizio per tutti e tre gli imputati.

Il GUP è stato però di avviso completamente diverso, accogliendo in pieno le tesi della difesa per cui quell’accusa era “palesemente infondata, apodittica, in sé contraddittoria ed illogica”. Fra l’altro, a favore degli imputati erano intervenute anche sentenze del TAR. Ma soprattutto nel 2020 c’era stata la riforma del reato di abuso d’ufficio, dove ai pubblici amministratori è stata riconosciuta una discrezionalità molto più ampia rispetto al passato.

Secondo l’avvicato Ghinelli, però, questo processo è stato celebrato come se quella riforma non ci fosse mai stata: “Ritengo che ci troviamo di fronte ad un caso “di scuola” – per quanto attiene all’insussistenza dell’abuso d’ufficio – poiché è evidente che non sono mai state violate dal Santi « specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità». E’ proprio dalla mancata applicazione del 323 (riformato nel 2020) che trova forza la posizione “estremista” di chi vorrebbe abolire completamente questa fattispecie di reato!”.

In questo caso sul reato contestato sarebbe intervenuta anche la prescrizione; ma il GUP ha deciso che il non luogo a procedere fosse prevalente anche sul troppo tempo passato, rendendo l’assoluzione completa sotto ogni punto di vista.