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Uomini di San Clemente alla deriva nella Grande Guerra

Marco Valeriani: “Sette volte notte” – Libri dell’Arco.

Questo nuovo libro di Marco Valeriani, giornalista, classe 1962, ha avuto molte segnalazioni sulla stampa, soprattutto perché, come ha annunciato l’Autore, si è candidato al 60° Premio Campiello, uno dei premi letterari italiani più prestigiosi. Ma al Campiello ci si iscrive da soli. Recita l’art. 5 del Regolamento del Premio: “Gli Editori o gli Autori che intendono partecipare al concorso devono far pervenire alla Segreteria del Premio venti copie del libro, entro e non oltre il 6 maggio 2022”. Mentre l’art. 4 precisa: “Possono concorrere al Premio le opere di narrativa italiana (romanzi o raccolte di racconti) pubblicate per la prima volta in volume cartaceo nel periodo 1 maggio 2021 – 30 aprile 2022 e regolarmente in commercio (devono riportare il codice ISBN che ne attesti la distribuzione e la regolare commercializzazione), i cui Autori risultino viventi alla data della riunione di Selezione della cinquina finalista”. Poi sarà la giuria dei 300 lettori che sceglierà la cinquina finale.

Auguro a Marco un grande successo, ma per il momento registro solo la sua iscrizione al concorso. Dico questo perché dubito che in molti fra quelli che l’hanno segnalato l’abbiano veramente letto. Mi dispiace dirlo, anche perché considero Marco un amico, ma il libro non mi è piaciuto. Naturalmente è un giudizio totalmente personale, di cui mi assumo tutta la responsabilità. Lo so che non sta bene che un recensore dichiari ciò in premessa, ma volevo evitare imbarazzanti equivoci.

Riprendo dalla sinossi editoriale una sintesi della trama: “In un tempo quasi sospeso, sullo sfondo della Prima Guerra, Carlo Ruggeri, medico e discendente di una nobile famiglia, e Tommaso, soldato disertore dopo che la sua brigata è stata trucidata dagli austriaci, cercano il riscatto dalle rispettive esistenze. Carlo e Tommaso paiono seguire strade diverse quando, in una notte di luna piena, al termine della vendemmia sulle colline di San Clemente, i due si trovano a condividere l’identico dolore per la perdita degli affetti più cari. Gli errori commessi da entrambi li condanneranno alla più totale solitudine”.

In realtà le storie di Carlo e Tommaso si intrecciano, i flashback sono molti, non è facile seguire il racconto. Entrambi frustrati in amore: Carlo abbandonato dalla moglie Raffaella e incapace di mantenere vivo un rapporto amoroso con la propria infermiera Roberta; Tommaso, gravemente sfigurato e ferito da una granata, trova l’amore di Jelka fra le vette delle Alpi, ma il fato fa sì che la donna venga uccisa dagli austriaci. L’uno e l’altro, soli, torneranno nella loro città d’origine, San Clemente in Romagna.

Nelle 120 pagine del romanzo Valeriani infila discussioni sulla guerra, sulla lotta di classe, sulla produzione agricola e vinicola, sull’amore, sulla solitudine. Forse sono troppi i temi trattati, non tutti adeguatamente affrontati. Ma sono anche il frutto delle ultime ricerche compiute da Valeriani per altri suoi volumi comeIl soldato “Catullo”: la micro-storia del fante mitragliere Getulio Giuseppe Tamburini” (edito nel 2018 dal Comune di San Clemente) o per il romanzo “I girasoli” (edito nel 2020 da L’Infernale Edizioni).

Marco Valeriani da buon giornalista e scrittore sa che non tutti i lavori possono venire bene. Naturalmente il mio giudizio potrà non essere condiviso da molti altri lettori, e dunque auguro a Marco un successo di pubblico che ribalti questa mia valutazione critica.

Paolo Zaghini

(nell’immagine in apertura: fanti della classe 1888 dalla provincia di Milano al fronte nel 1916 – Collezione Albertomos)

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