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18 ottobre 1846 – A Rimini basta un sigaro per accendere un tumulto

Nell’autunno del 1846, dopo l’ascesa al trono di Papa Pio IX, a Rimini tutto sembra andare per il meglio. tante famiglie possono riabbracciare i prigionieri politici perdonati da nuovo Pontefice o alla fine assolti dopo lunghe detenzioni.

Fra questi c’è l’ex frate e suddiacono Fedele Venturi, insegnante di grammatica inferiore al Ginnasio, deposto dall’incarico per motivi politici, sottoposto a processo per sedizione e insurrezione nel 1845. Sarà definitivamente assolto dal tribunale della S.Consulta nel 1847, ma intanto, come ricorda Carlo Tonini, il 18 ottobre 1846 «tornò in patria, ove riprese il ministero dell’insegnamento, che privatamente professava».

Tutto bene, dunque: «Ogni cosa fin qui era proceduta con ordine e tranquillità veramente ammirabili. Ma il dì stesso del ritorno del Venturi avvenne caso, che le gioie disturbò non poco». Un caso che al dice lunga sul clima di tensione che ormai serpeggiava costantemente in città, dopo anni di sedizioni, repressioni, arresti, autentiche rivolte e severe occupazioni militari.

Tombola in una piazza di Trastevere

«Dovevasi nel pomeriggio estrarre una tombola – narra dunque il Tonini – in piazza della fontana. Poco prima che l’estrazione si cominciasse, un popolano passò davanti al Corpo di guardia de’ volontarii, tenendo il sigaro acceso in bocca: s’ignora se per inavvertenza o se a bella posta. La sentinella gli intimò di levarselo: quegli al mal garbo, con cui dicesi gli fosse fatta l’intimazione, rispose con alterate parole: dalle parole si venne a’ fatti, il popolano fu arrestato: i monelli levarono fischi, i Volontari diedero di piglio alle armi, il popolo prese a circondarli, ed essi gli spianarono contro i fucili».

Carabinieri pontifici

Da un sigaro si è già passati ai fucili spianati. Ma meno male che oltre ai “volontarii” ci sono anche i soldati di professione: «Accorsero i carabinieri e gli Svizzeri, e impedito loro il trarre, li fecero entrare nel quartiere. Nè vi fu altro: ma la paura dei cittadini pacifici fu ben grande e la estrazione della tombola venne differita ad altro giorno».

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