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8 maggio 1785 – A Rimini si alza in volo la prima mongolfiera

«A Rimini il primo a tentare l’impresa dei fratelli Montgolfier, fu tale Felice Manduchi che l’8 maggio 1785 lanciò un pallone aereostatico dal piazzale antistante la Chiesa di San Gaudenzo (sorgeva sull’area dell’attuale Palazzetto dello Sport)”. Così Ferruccio Farina in Romagna arte e storia (n. 16, a. VI, 1986) nell’articolo “Rimini in volo: palloni ed esperimenti aviatori tra XVIII e XIX secolo”.

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Incisione in rame, con le istruzioni per la costruzione di una pallone aerostatico, allegata alla cronaca riminese di Michelangelo Zanotti che annota il primo lancio di pallone avvenuto a Rimini l’otto maggio 1785.

Erano passati meno di due anni da quando il primo aeromobile era stato portato in cielo da esseri umani. Era il 5 giugno 1783, quando l’aerostato dei fratelli Jacques-Étienne e Joseph-Michel Montgolfier si era staccato da terra nella prima dimostrazione pubblica ad Annonay, di fronte a un gruppo di notabili degli “états particuliers”. Il volo coprì circa 2 km, durò 10 minuti e raggiunse l’altitudine stimata di 1.600-2.000 metri. In seguito al successo dei loro esperimenti, nello stesso anno i due fratelli erano stati nominati membri straordinari dell’Accademia delle scienze di Parigi ed il padre Pierre ricevette, come riconoscimento, il titolo nobiliare ereditario de Montgolfier dal re Luigi XVI.

4 giugno 1783: ad Annonay i fratelli Joseph e Jacques Montgolfier tengono la prima dimostrazione pubblica di volo del pallone aerostatico di loro invenzione

1783: ad Annonay i fratelli Joseph e Jacques Montgolfier tengono la prima dimostrazione pubblica di volo del pallone aerostatico di loro invenzione

Ma tornando a Rimini, Farina prosegue: «L’esperimento fece scalpore e fu minuziosamente annotato dai cronisti del tempo: “Il Pallone si alzò molto in alto e spinto dal vento cadde alle falde del vicin colle di Covignano. Il popolo accorso in folla allo spettacolo … ne rimase estremamente divertito”».

«Nello stesso anno altri due riminesi l’imitarono: il 24 maggio fu il Marchese Michelangelo Diotalevi “uomo voglioso della meccanica”, che “ne costruì uno bellissimo sulle med.ma traccia di Mongolfier che fu lanciato dal cortile del sig. Gabriele Franzi. Si alzò di grande altezza e cadde dillà di Covignano”».

Joseph-Michel Montgolfier (1740-1810) e Jacques-Etienne Montgolfier

Joseph-Michel Montgolfier (1740-1810) e Jacques-Etienne Montgolfier

«L’entusiasmo per l’aria coinvolse anche due sacerdoti che costruirono un pallone alto venticinque piedi romani “tutto bianco” con all’intorno un motto tratto da Ovidio chiaramente riferito ad Icaro: “IBIMUS ILLAC, OMNIA POSSIDEAT NON POSSIDET AERA MINOS”: Il pallone “benedetto” cadde nelle vicinanze di Cattolica».

Una "lezione " sul pallone aerostatico in una stampa inglese di fine XVIII secolo

Una “lezione ” sul pallone aerostatico in una stampa inglese di fine XVIII secolo

«Dal 1785 i lanci di palloni, con o senza navicella, con o senza passeggeri, spesso come corredo di acrobazie ginnico aeronautiche, si ripeteranno con sempre maggior frequenza e divennero la specialità di compagnie itineranti francesi. Luogo abituale dei lanci diverrà, nell’Ottocento, il “Giuoco del Pallone”. Dal 1800 al 1821 il cronista Giangi registra dieci lanci di palloni aerostatici».

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