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Case del popolo in Romagna, ricostruita tutta la storia

“Idee in circolo. Rassegna di fonti documentarie e fotografiche sulle case del popolo in Romagna” A cura di Tito Menzani – Homeless Book.

Con la pubblicazione di questo volume si conclude il lungo lavoro di ricerca e di scavo negli archivi durato oltre tre anni per la conoscenza della storia delle case del popolo in Romagna che aveva già portato alla pubblicazione del volume curata da Tito Menzani e Federico Morgagni “Nel cuore della comunità. Storia delle case del popolo in Romagna” (Angeli, 2020). La ricerca è stata promossa e sostenuta dal Circolo Cooperatori, l’associazione culturale romagnola nata nel 1993 con il fine specifico di divulgare e promuovere i valori cooperativi (in www.circolocoop.ra.it nella pagina “Case del popolo della Romagna”, o anche nel sito www.casedelpopolo.it, tutte le informazioni e le fotografie di ogni casa del popolo censita; si veda anche il canale YouTube www.youtube.com/c/CircoloCooperatoriAPS).

Grazie a questi lavori sono state censite 570 Case del Popolo in Romagna, storicamente esistite o ancora attualmente esistenti in tutto il territorio romagnolo. Di queste 330, ovvero il 57,9%, era di tradizione socialista o comunista. Poi le Case repubblicane con 223 esperienze, pari al 39,1%. Ed ancora le 5 cattoliche, pari allo 0,9%. Ed infine 12 non è stato possibile incasellarle, ma in queste vi era una forte presenza anarchica. 216 Case del Popolo sono quelle costruite in Provincia di Ravenna, 151 quelle nel forlivese, 146 quelle nel cesenate e 57 quelle nel riminese. 208 vennero edificate prima del 1922, 362 dopo il 1944.

Tito Menzani, docente di Storia economica presso l’Università di Bologna, in questo nuovo libro ci racconta degli archivi romagnoli dove sono conservati i documenti sulle case del popolo e ci presenta una selezione di 23 Case del Popolo di cui ci racconta la storia e allega un portfolio fotografico. L’archivio principale dei documenti riminesi è quello dell’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea della Provincia di Rimini, dove sono conservati i documenti dei partiti politici riminesi (PCI, PSI e DC) al cui interno si ritrovano molti materiali inerenti le case del popolo. Le due sedi riminesi studiate e con un ricco materiale fotografico sono quelle della Cooperativa culturale ricreativa Antonio Gramsci di Viserba e la Casa del Popolo di Riccione.

Per il Riminese Menzani ha ampiamente utilizzato il materiale che io avevo elaborato per la ricerca regionale sui 100 anni del PCI, “Partecipare la democrazia. Storia del PCI in Emilia-Romagna” curata da Carlo De Maria, visibile nella sezione “Luoghi” dedicata alle sedi del Partito (visibile su www.parteciparelademocrazia.it).

Annota Menzani: “La casa del popolo è uno spazio gestito da una comunità, entro il quale si svolgono manifestazioni politiche, ricreative culturali e più in generale associazionistiche. Si configura come un importante luogo di aggregazione del territorio, con implicazioni mutualistiche e partecipative, dato che la proprietà è quasi sempre cooperativa o comunque collettiva. La storia delle case del popolo inizia sul finire dell’Ottocento e arriva fino a oggi, ma in questo secolo abbondante, denso di vicende e di mutamenti economici, culturali e istituzionali, esse hanno cambiato pelle più di una volta”.

E le due case del popolo riminesi citate da Menzani avevano indubbiamente queste caratteristiche, luoghi della politica ma anche del divertimento. Ricordiamo che la Casa del Popolo di Viserba il 31 marzo 1957 venne inaugurata da Palmiro Togliatti, ma qui fu attivo per anni il dancing Sirenetta, per poi essere sostituito nel 1980 dallo Slego. Qui erano le sedi del PCI, del PSI e del PSIUP.

Mentre invece la Casa del Popolo di Riccione venne inaugurata nel 1952 da Giuseppe Di Vittorio, e al suo interno fu attiva una grande balera popolare, per poi diventare alla fine degli anni ’60 la sala da ballo Perla Verde, per poi divenire Maxi Club e Punto Club. Nel 1988 il locale fu chiuso, e in convenzione con il Comune trasformato in spazio teatrale prima chiamato Casbah e poi Teatro del Mare. Qui erano le sedi del PCI, del PSI, della CGIL, dell’ANPI, dell’UDI, dell’ARCI.

La storia dei locali da ballo della Casa del Popolo di Viserba è raccontata da Vinicio Vergoni in “Origine e morte di una sirena. Racconti e poesie” (Raffaelli e Hostaria del Terzo, 2018), mentre le vicende della Casa del Popolo di Riccione sono raccontate nei volumi di Rodolfo Francesconi “Dalla Maison du Peuple alle Cooperative Case del Popolo” (Raffaelli, 2003) e di Daniele Montebelli ed Ezio Venturi in “Viale don Minzoni 1” (Casa del Popolo di Riccione/La Piazza, 2015).

Scrive Giancarlo Ciani, Presidente del Circolo Cooperatori APS: “Le finalità della nostra associazione sono evidenti: ricerca storico-sociale e promozione dei valori cooperativi. E le case del popolo ne sono espressione piena, l’archè dello sviluppo di un movimento cooperativo che ha prodotto progresso ed emancipazione, luoghi di coesione sociale e di comunità, di affermazione della democrazia, della partecipazione politica, di nascita delle organizzazioni di massa e sindacali”.
E questo nuovo volume ne è prova provata di questa dichiarazione d’intenti.

Paolo Zaghini

(Nota di servizio. Diversi amici mi hanno chiesto perché nelle recensioni ci sono parole in rosso. Siccome, me compreso, non tutti nasciamo nativi digitali, hanno ragione di chiederlo. In realtà cliccando su queste parole in rosso si aprono dei link a precedenti articoli, consentendo così collegamenti con temi ed autori precedentemente trattati da chiamamicitta.it).

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