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Giuseppe Ricci, il nostro padre costituente

Ormai non si parla d’altro in TV, sui giornali: voti SÌ o voti NO? Chiaramente riferito al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. Anche se spesso le motivazioni delle discussioni non riguardano in alcun modo il testo in discussione, ma altro.

Noi qui invece vogliamo qui ricordare il riminese che contribuì a redigere e votò il testo della Costituzione Italiana: Giuseppe Ricci. Fu l’unico parlamentare riminese che prese parte ai lavori dell’Assemblea Costituente eletta il 2 giugno 1946 (in contemporanea con il referendum che preferì la repubblica alla monarchia).

Le elezioni del 2 giugno avevano indicato come primo partito riminese il PCI con il 34,22%, seguito dal PSIUP con il 27,28% dei voti, poi la DC con il 22,38% e il PRI con il 10,88%.

I lavori dell’Assemblea Costituente si svolsero fra il 25 giugno 1946 e il 31 gennaio 1948. Il testo finale della Costituzione della Repubblica Italiana fu definitivamente approvato il 22 dicembre e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 27 dicembre 1947. Presidenti dell’Assemblea Costituente furono Giuseppe Saragat, PSIUP, dal 25 giugno 1946 al 6 febbraio 1947, poi Umberto Terracini, PCI, dall’8 febbraio 1947 al 31 gennaio 1948. L’Assemblea restò in carica anche dopo l’approvazione del testo costituzionale perché una disposizione transitoria stabiliva che avrebbe dovuto deliberare, appunto entro il 31 gennaio 1948, sulla legge per l’elezione del Senato, sugli Statuti regionali speciali e sulla stampa.

Chi era Ricci? La domanda non è retorica, in quanto ben poco su di lui oggi si trova nei libri di storia locali. Era nato a Montelabate (PS) il 4 luglio 1890 e morì a Cattolica il 18 aprile 1972. Riportiamo la breve biografia di presentazione comparsa su “L’Unità – Vita dell’Emilia” il 23 maggio 1946: “Ha 56 anni ed è un piccolo industriale. E’ nel movimento operaio fin dal 1904. E’ stato in America dove ha condotto attività politica. Proveniente dalle file socialiste ha aderito al nostro Partito dopo l’avvento del fascismo esplicando in esso, nel periodo clandestino, un’intensa attività politica. E’ stato Presidente del CLN di Cattolica. Attualmente è segretario della sezione del PCI di Cattolica, ispettore di zona e assessore in quel Comune”.

Era stato il primo Sindaco di Cattolica liberata dai tedeschi dal 7 al 22 settembre 1944 e poi lo sarà nuovamente dal 20 ottobre 1946 all’11 giugno 1951. Fu anche il primo Presidente dell’Azienda di soggiorno di Cattolica. Il 2 giugno 1946 venne eletto all’Assemblea Costituente, e rieletto alla Camera dei Deputati il 28 aprile 1948 (rimase in carica sino a giugno 1953).

La sua scelta per la candidatura alla Costituente non fu indolore. Altri aspiravano ad essere “investiti” dal Partito. Fra questi Decio Mercanti, “vecchio” leader comunista del periodo fascista, segretario della Federazione dal marzo 1944 ai primi mesi del 1945, Presidente del CLN riminese; il “giovane” Gianni Quondamatteo, partigiano, sindaco di Riccione. La scelta di Ricci fu una mediazione politica, operata per ricucire una frattura che si era creata all’interno del PCI.

Non risultano negli atti parlamentari suoi interventi sul testo della Costituzione. Mentre ci sono numerosi interventi nel suo mandato fra il 1948 e il 1953, in particolare sui temi dei porti e della marineria.

Si segnala inoltre quello molto forte del 18 aprile 1951 contro il sottosegretario all’Interno il democristiano Teodoro Bubbio, a proposito della sospensione e rimozione dalla carica di Sindaco di Coriano di Carlo Zaghini.

Al suo rientro a Cattolica da Roma ha 63 anni. Non abbiamo più tracce di una sua presenza o attività in istituzioni locali. Probabilmente, come si dice, si ritirò a vita privata. La pubblicistica locale (al di là dei soliti libri di cartoline e di vedute della spiaggia) non ha finora prodotto alcuna storia politica e amministrativa del dopoguerra cattolichino. Quindi nulla sappiamo anche sull’azione di Ricci Sindaco, in contemporanea con il suo essere deputato.

Dobbiamo alla disponibilità del figlio Marcello Ricci e dei nipoti il fatto che abbiano consentito all’Istituto Storico della Resistenza di Rimini l’estate passata di scansionare oltre un centinaio di foto, pubbliche e private. Perché fino a quel momento di Ricci, primo deputato comunista riminese nel dopoguerra, non vi erano neanche fotografie. La memoria, priva di immagini, rischia di essere ancora più debole nel ricordare comunque uomini che hanno contribuito spesso in maniera determinante alla costruzione di questa Italia che conosciamo.

Paolo Zaghini

Giuseppe Ricci intorno al 1946

Giuseppe Ricci intorno al 1946

1953. Cattolica. Manifestazione PCI. Striscione per Giuliano Pajetta. In seconda fila, il primo a destra con gli occhiali è Giuseppe Ricci

1953. Cattolica. Manifestazione PCI. Striscione per Giuliano Pajetta. In seconda fila, il primo a destra con gli occhiali è Giuseppe Ricci

1954 ca. Cattolica. Festa della Stella Rossa. 5. da destra Giuseppe Ricci. Al centro in alto Mario Soldati. Alla sua sin. Francesco Alici (con gli occhiali)

1954 ca. Cattolica. Festa della Stella Rossa. 5. da destra Giuseppe Ricci. Al centro in alto Mario Soldati. Alla sua sin. Francesco Alici (con gli occhiali)

Fine anni '40. Cattolica. Comizio di Giuseppe Ricci

Fine anni ’40. Cattolica. Comizio di Giuseppe Ricci

Primi anni '50. Cattolica. Al centro, col cappello, Umberto Terracini. A destra Giuseppe Ricci

Primi anni ’50. Cattolica. Al centro, col cappello, Umberto Terracini. A destra Giuseppe Ricci

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