Home___primopianoRimini, agenti Polizia Locale a processo: condannati in otto

Condannati per abuso d’ufficio, peculato, falso in atto pubblico e distruzione e occultamento di atti veri


Rimini, agenti Polizia Locale a processo: condannati in otto


19 Aprile 2023 / Redazione

Era durata 4 ore la requisitoria del PM Davide Ercolani per il processo che vede come indagati otto agenti della Polizia Municipale di Rimini, facenti parte del Nucleo Ambientale a fine marzo scorso.

Oggi pomeriggio il tribunale Collegiale di Rimini, presieduto dalla giudice Fiorella Casadei, ha ritenuto colpevoli tutti e otto gli imputati riconoscendo loro le attenuanti generiche. Condannati a vario titolo, in primo grado, per abuso d’ufficio, peculato, falso in atto pubblico e distruzione e occultamento di atti veri: l’assistente della polizia municipale Massimo Vaccarini a 6 anni e 5 mesi; il sovrintendente Guglielmo Parise a 4 anni e 6 mesi; l’assistente Marco Succi a 2 anni e 6 mesi; l’assistente capo Franca Grisi a 2 anni e 10 mesi; il sovrintendente Gilberto Guidi a 5 anni e 2 mesi; l’assistente Giacomo Morri a 3 anni e 10 mesi; l’agente scelto Giuseppe Marchitelli a 2 anni e 10 mesi; l’assistente scelto Giacomo Cilio a 3 anni e 10 mesi.

Per Vaccarini, Parise, Guidi, Marchitelli, Cilio e Morri è stata chiesta l’interdizione dai pubblici uffici per 10 anni per i primi tre e 5 anni per gli altri oltre alla confisca delle somme di denaro corrispondenti al profitto dei reati.

Per Vaccarini, Parise, Guidi, Cilio e Morri chiesta anche l’estinzione del rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione, che potrebbe diventare effettiva solo col passaggio in giudicato della sentenza.

Le indagini avevano preso le mosse alcune segnalazioni fatte pervenire nel 2016 all’Autorità Giudiziaria dalla stessa Polizia municipale, nelle quali venivano evidenziati fatti ritenuti suscettibili di rilievo penale, posti in essere dagli operatori di polizia locale nel corso, in particolare, di operazioni di polizia giudiziaria da loro eseguite nel quadro della repressione di attività di spaccio di stupefacenti esercitato in prevalenza da alcuni cittadini stranieri extracomunitari. Era la cosiddetta operazione “Kebab Connection”, che nel dicembre  2013 aveva portato a 53 ordinanze di custodia cautelare.

La Procura della Repubblica di Rimini, sulla base delle risultanze delle attività delegate di polizia giudiziaria, svolte dal Nucleo di Polizia economico finanziaria, ha formulato nei confronti degli otto vigili urbani risultati coinvolti a vario titolo, le ipotesi di reato di peculato, abuso d’ufficio, rifiuto d’atti d’ufficio, favoreggiamento personale, falso in atto pubblico, soppressione distruzione e occultamento di atti veri, percosse, perquisizioni e ispezioni personali arbitrarie e violenza privata, commessi nel periodo 2012 – 2016.
Nella requisitoria il sostituto procuratore ha ripercorso la vicenda rimarcando “ i comportamenti delittuosi – che disvelano il ripudio, il tradimento dei valori fondanti della deontologia del pubblico ufficiale”.
Il Pm aveva chiesto la condanna per tutti gli otto imputati con pene più severe che andavano dagli 11 anni e sei mesi  ai 4 anni.

Commenta l’amministrazione comunale di Rimini: “Con la sentenza odierna nei confronti di alcuni dipendenti della Polizia locale di Rimini, ai quali sono stati contestati fatti gravissimi commessi durante lo svolgimento della loro attività di servizio, si chiude il primo grado di una vicenda giudiziaria che era nata a seguito di alcune segnalazioni portate all’attenzione dell’autorità giudiziaria proprio dalla Polizia locale di Rimini e a cui il Comune di Rimini aveva da subito fornito il massimo sostegno e collaborazione”.

Il Comune di Rimini, una volta lette le motivazioni della sentenza, “adotterà i provvedimenti previsti per questi fatti, secondo quelle che sono le norme vigenti in materia e le relative procedure amministrative”.

Si ricorda infine che i succitati dipendenti, sin all’avvio dell’indagine, sono sottoposti a procedimento disciplinare e sono stati immediatamente trasferiti al di fuori del loro ambito operativo e destinati ad altre attività.