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Roberto Valducci, industriale della salute e rivoluzionario a sua insaputa

Sergio Barducci: “Cammina e arriverai al sole. La vita, i successi, le intuizioni di Roberto Valducci” – Minerva.

Il giornalista e scrittore sammarinese Sergio Barducci con questo volume dedicato all’imprenditore farmaceutico Roberto Valducci, scomparso giusto due anni fa il 22 agosto 2018, all’età di 85 anni, ci racconta la “bella storia” di un uomo che è stato capace di costruire un’eccellenza industriale italiana: la Valpharma, azienda leader nel mondo per i farmaci a lento rilascio.

Una biografia romanzata, che si avvale dei ricordi della moglie Piera Aniceti (si erano sposati nel 1966) e della figlia Alessia (nata nel 1968), oggi a capo del gruppo Valpharma. Le aziende Valpharma hanno circa 400 dipendenti con un fatturato di oltre 55 milioni di euro. La Valpharma ha 15 brevetti mondiali per 76 prodotti farmaceutici in produzione industriale per patologie cardiovascolari, antiipertensivi, analgesici, antireumatici, gastrointestinali e antiasmatici. Produce globalmente all’anno oltre 500 milioni di capsule, più di 800 milioni di compresse. Distribuisce i propri prodotti in 70 paesi (l’80% del fatturato viene dai mercati esteri).

Roberto Valducci era nato il 13 marzo 1933, a Fenili di Gatteo. Ancora piccolo si trasferì con i genitori a Savignano sul Rubicone, dove la famiglia abita ancora oggi. Dopo il diploma di perito chimico, si trasferì a Milano dove gettò le basi della sua lunga carriera di manager e imprenditore.

Tornato in Romagna, nel 1977 fondò l’Euderma a Cerasolo di Coriano. Vent’anni dopo si espanse a Cailungo di San Marino dove costruì lo stabilimento della Valpharma, cui si aggiungerà qualche anno dopo, nel 2002, quello di Ponte Messa a Pennabilli (“pensava ad una struttura che gli avrebbe fatto superare, una volta per tutte, l’ostacolo delle superfici inadeguate. Voleva ampi spazi e locali sufficienti per sviluppare le sue idee, i suoi progetti, far crescere i laboratori, rafforzare la ricerca, superare nuovi confini”). Nel 2017 l’acquisizione della sammarinese “Erba Vita”, azienda specializzata in nutraceutica. Valpharma Group, quello che è stato definito “il polo romagnolo della salute”.

“I dipendenti Valpharma si distinguevano per la loro serenità e spensieratezza: nessuno era mai stato costretto ad andare in cassa integrazione o in mobilità, mai un giorno di ritardo nel pagamento degli stipendi, mai un’ora di sciopero, mai una vertenza sindacale”.

Valducci nel corso degli anni ha ricoperto molti incarichi: è stato Vice-Presidente del Centro Pio Manzù, Presidente di Italia Nostra, Presidente dal 2013 della Rubiconia Accademia dei Filopatridi di Savignano, ebbe incarichi nell’ambito del Fai (Fondo Ambiente Italiano) e Presidente di Confindustria Rimini (dal 1997 al 1999), un’esperienza quest’ultima probabilmente non felice e di cui Barducci nulla racconta.

La sua lunga amicizia con Tonino Guerra, che parte dagli anni dell’adolescenza, e le frequentazioni nel mondo del cinema lo spinsero a dar vita alle tre edizioni del Festival del Cinema di San Marino, fra il 2012 e il 2014. Tre edizioni di grande successo e con la partecipazione di artisti importanti, nazionali ed internazionali (da Sofia Loren a Catherine Deneuve).

Era molto legato all’alta Valmarecchia non solo per la sua attività imprenditoriale  e per la sua amicizia con Tonino Guerra. Nel 2014 aveva ricevuto la cittadinanza onoraria di Pennabilli. E proprio a Pennabilli aveva realizzato una importante struttura ricettiva, il “Duca del Montefeltro”, riqualificando l’ex caserma dei carabinieri. Valducci si era anche caratterizzato per la realizzazione in zona di molte attività, progetti culturali ed eventi come l’asilo nido di Ponte Messa, il Laboratorio Linguistico dell’Istituto Scolastico di Pennabilli, il restauro del Convento delle Monache Agostiniane, della Pieve di Ponte Messa, della Chiesa di Santa Maria di Soanne e per la sponsorizzazione di molti avvenimenti culturali.

In campo industriale innovò profondamente anche le macchine di produzione dei farmaci: “Senza saperlo aveva innescato una sorte di rivoluzione industriale nella produzione di farmaci. Lui seguiva il suo istinto, spinto dalla voglia di innovare, di fornire prodotti qualitativamente sempre al top, di rendere più flessibile la produzione, di mantenere un ambiente lavorativo ai più alti livelli di benessere”.

Roberto Valducci è stato un uomo dalle mille risorse e attraversato da altrettanti interessi e intuizioni che hanno spaziano in svariati campi. Guidato da una incontenibile voglia di innovare (fatta propria anche dalla figlia Alessia che ha recentemente dichiarato: “Non siamo un’azienda che sta ferma, abbiamo buone prospettive di crescita con nuovi prodotti e nuovi reparti. La ricerca e sviluppo è nel nostro DNA e siamo costantemente impegnati nello studio e realizzazione di prodotti nuovi ed efficaci”), è sempre stato rigoroso e meticoloso nel suo lavoro, quanto affabile e disponibile nei rapporti umani.

“Facta non verba”, citando in latino, era il suo motto. “La traduzione letteraria sarebbe ‘fatti e non parole’ma vuol dire che i bei discorsi, da soli, non servono; sono i fatti che contano, le cose concrete. Significa che nella vita si deve lasciare il segno”.
Valducci è stato certamente protagonista di una vita intensa e straordinaria.

Paolo Zaghini

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