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Lo scorso 12 aprile nei pressi del parcheggio antistante lo stadio comunale, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Rimini hanno tratto in arresto nella flagranza di reato un ventinovenne italiano, sottoposto al regime degli arresti domiciliari presso la comunità terapeutica San Patrignano. Espletate le formalità di rito veniva trattenuto presso le camere di sicurezza per la celebrazione del rito direttissimo fissato per il giorno seguente. All’udienza, il giudice, dopo aver convalidato l’arresto disponeva la misura cautelare degli arresti domiciliari presso l’abitazione dei genitori e fissava l’udienza per il prosieguo del procedimento per il giorno 08 maggio 2024; 15 aprile, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Rimini, traevano in arresto un ventitreenne di origine nordafricana, irregolare sul territorio italiano e senza fissa dimora, con precedenti di polizia in materia di sostanze stupefacenti, in atto sottoposto al divieto di dimora del Comune di Rimini, in esecuzione di ordinanza di aggravamento della misura cautelare personale, emessa dal GIP del Tribunale di Rimini. Il provvedimento di aggravamento della misura scaturiva dalla violazione segnalata dai militari della Sezione Operativa, che nei giorni scorsi avevano sorpreso il giovane girovagare per il centro della città, nonostante il divieto di dimora nel Comune di

I fatti accaduti in via Regina Margherita domenica 14 aprile

Nelle prime ore del mattino di domenica 14 aprile gli agenti della Polizia di Stato di Rimini ha denunciato in stato di libertà un cittadina straniera per il reato di rapina impropria in concorso. Nello specifico, alle ore 4.45 circa, due volanti della Polizia di Stato sono intervenute in Via Regina Margherita, poiché al numero di emergenza 112 – NUE, era giunta una chiamata nella quale i richiedenti riferivano di aver subito una rapina ad opera di due donne. Giunti sul posto, gli agenti individuavano i tre ragazzi che avevano chiamato la Polizia e questi ultimi riferivano che mentre erano a bordo della loro autovettura, si erano aavvicinate due persone che aprivano gli sportelli anteriori dell’auto. Una delle due si sedeva sulle gambe di chi era alla guida, l’altra parlava col passeggero e lo “palpeggiava”. Improvvisamente la donna seduta sulle gambe del giovane, gli strappava dal collo la catenina in oro, lo spintonava e chiudeva lo sportello del veicolo dandosi alla fuga. L’ altra, invece, fuggiva a bordo di un’autovettura facendo perdere, anche lei, le proprie tracce. I poliziotti acquisite le informazioni e le descrizioni si mettevano alla ricerca di queste due donne, rintracciandone una dopo una ventina di minuti, scoprendo, inoltre, che si

La docente del Volta-Fellini aveva coordinato il progetto artistico per la mostra “Una vita contro la mafia”

L’amministrazione comunale di Riccione esprime il proprio cordoglio per la tragica scomparsa della professoressa Diana Sorini, docente del liceo Volta-Fellini di Riccione, avvenuta ieri pomeriggio lungo il tragitto che dal lavoro la conduceva a casa, nella sua Urbino. La giunta comunale si unisce al profondo dolore della famiglia, dei colleghi, del personale e degli studenti del liceo Volta-Fellini in cui la professoressa Sorini dedicava il suo impegno e la sua professionalità nella formazione e nell’educazione delle nuove generazioni. “Tutta l’amministrazione comunale di Riccione si stringe attorno ai familiari della professoressa Diana Sorini, dei colleghi del Volta-Fellini e dei suoi ragazzi che hanno perso un’insegnante competente e appassionata”, sostiene la vicesindaca del Comune di Riccione Sandra Villa che questa mattina ha espresso il cordoglio dell’amministrazione anche direttamente al dirigente scolastico Paride Principi. Lo scorso ottobre la professoressa Sorini aveva coordinato, in collaborazione con il Comune di Riccione, il progetto artistico degli studenti del liceo Volta-Fellini per il finissage della mostra “Una vita contro la mafia” che a Riccione era arrivata in occasione del tour itinerante nei comuni della provincia proposto dall’Osservatorio sulla criminalità organizzata della Provincia di Rimini, nell’ambito delle iniziative volte a ricordare le numerose vittime di mafia a 30 anni dalla strage

L'auto non c'è più. Irriconoscibile. Un groviglio di lamiere senza un perché. Il volante piegato sul motore, le ruote distrutte così come gli sportelli. Così è morta una donna, oggi pomeriggio, intorno alla 15, dopo uno schianto frontale di violenza terrificante con un autocarro. Ancora al vaglio l'esatta dinamica dei fatti: secondo quanto avrebbe riferito l'autista l'auto avrebbe invaso la corsia del camion, dopo la curva. Impossibile evitare la collisione. La macchina è una Opel a metano guidata da Diana Sorini, 65 anni di Urbino, insegnante di discipline audiovisive del liceo scientifico-artistico Volta-Fellini di Riccione Subito dopo l'impatto l'auto è stata trascinata per decine di metri e  prende fuoco.  Immediati i soccorsi, anche da parte di cittadini presenti sul posto dell'incidente, che riescono a spegnere l'incendio. Poi l'arrivo dell'aambulanza del 118 e vigili del fuoco  assieme alla Polizia locale. Per la donna però non c’è più nulla da fare. E’ morta poco dopo l’impatto. Foto di copertina da Corriere Adriatico

E' almeno la terza volta che la memoria del poliziotto morto allo stadio di Catania viene oltraggiata

Questa mattina il Comune di Montefiore Conca è stato informato del fatto che la targa intitolata all'Ispettore Capo Filippo Raciti, posizionata nell'Arena, è stata nuovamente oggetto di atti vandalici da parte di ignoti. L'amministrazione comunale ha provveduto a sporgere immediatamente denuncia presso la locale stazione dei carabinieri. Ispettore Capo della Polizia di Stato morì in servizio il 2 febbraio 2007 durante gli incidenti scatenati da una frangia di ultras catanesi contro la Polizia, intervenuta per sedare i disordini alla fine del derby siciliano di calcio Catania-Palermo. Da allora la memoria di Raciti è divenuta bersaglio di odio da parte delle fazioni più violente del tifo. L'intitolazione  a Filippo Raciti dell'Arena di Montefiore Conca è avvenua nel 2016.  Quasi subito avvenne un primo atto vandalito, ma il più gave si verificò nella notte di Pasqua del 2018, quando la targa fu distrutta a martellate: gli autori, rimast ignoti, tracciarono la scritta ACAB acronimo di All Cops Are Bastard “tutti i poliziotti sono bastardi“. Nella stessa Catania la targa che era stata apposta nello stadio "Angelo Massimino" in ricordo dell'ispettore fu fatta scomparire nel 2022 una decina di giorni dopo l'anniversario della sua morte.

Già raccolti 15 mila euro, ancora mistero sulle cause del rogo

"Conosco Filippo Malatesta e la passione che ha sempre messo nel lavoro e nella musica. In una notte è andato distrutto tutto, ha perso gli strumenti musicali, il locale, che da più di un decennio dava vita al paese e lavoro ai suoi dipendenti”. A poche ore dall’incendio al Kiosko il Vincanto, di proprietà del cantante, su GoFundMe è partita una gara di solidarietà che ha ricevuto 160 adesioni in poche ore. “Era il punto di ritrovo di mamme bambini ragazzi e adulti. In un paese come Villa Verucchio, nei pressi di Rimini - scrivono gli organizzatori - era una presenza importante. Ci muoviamo tutti insieme per aiutarlo a risollevarsi, e riprendere questo percorso interrotto così bruscamente”. La raccolta fondi è già arrivata a 15 mila euro, ma la cifra è destinata a salire vista la grande ondata di solidarietà che si sta scatenando nei confronti del cantante. Si può contribuire al link https://www.gofundme.com/f/filippo-malatesta-la-sua-vita-in-fumo-in-una-sola-notte . Intanto ancora si ignorano le cause dell'incendio che ha incenerito il locale. I Carabinieri restano in attesa delle conclusioni dei Vigili del Fuoco e al momento tutte le ipotesi restano aperte. Da parte sua Filippo Malatesta ha smentito la storia circolata in paese riguardo un diverbio con un avventore, che potrebbe

Si servivano di imprenditori compiacenti ed esperti della finanza, collegamenti anche con la 'ndrangheta

Sono riusciti a riciclare grosse somme di denaro dei clan mafiosi palermitani grazie a imprenditori compiacenti ed esperti della finanza. Undici persone sono state arrestate tra Trapani, Palermo, Como e Rimini- sei in carcere a cinque ai domiciliari - al termine di un'inchiesta della Dda di Palermo coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia e dei carabinieri di Trapani. Nell'indagine, che ha portato anche a 12 avvisi di garanzia, sono finiti personaggi storici della mafia di Salemi, fedeli alleati del boss Matteo Messina Denaro, accusati di aver ripulito milioni di euro e di aver stretto una solida alleanza con le 'ndrine calabresi. Gli indagati devono rispondere a vario titolo alle accuse di mafia, riciclaggio, turbativa d'asta, trasferimenti fraudolento di valori e ricettazione. Come riporta l'agenzia ANSA, uno dei personaggi chiave dell'indagine dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Trapani è Angelo Salvatore, capomafia di Salemi, già condannato per associazione mafiosa, imprenditore che, secondo gli inquirenti, per anni, avrebbe gestito gli investimenti di Matteo Messina Denaro nelle energi Scarcerato nel 2019, è tornato in affari potendo contare sulla collaborazione del figlio Andrea. I due, grazie alle loro capacità di reclutare professionisti del settore e di penetrare abusivamente nei sistemi informatici delle banche, avevano messo insieme un

Operazione della polizia locale che aveva notato un via-vai sospetto in un locale adattato a officina meccanica

E’ stato trovato con 24 grammi di cocaina addosso e con circa 181 grammi di marijuana conservati nel freezer di casa l’uomo tratto in arresto ieri dalla Polizia Locale di Rimini a seguito di un’operazione di osservazione e controllo nell’ambito delle attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti. L’arresto è arrivato al termine di una indagine condotta dalla squadra di polizia giudiziaria e avviata già da alcuni giorni nei pressi di un locale adattato ad officina meccanica, dove erano stati notati via-vai sospetti. Ieri pomeriggio dopo l’ennesima attività di osservazione in loco, il personale di polizia locale ha fermato un uomo che si stava allontanando in scooter. L’uomo è stato trovato in possesso di 24 grammi di cocaina, custoditi nel marsupio. E’ seguita la perquisizione domiciliare, durante la quale gli agenti hanno trovato 181 grammi di marijuana conservata nel freezer oltre a materiali utili alla preparazione e al confezionamento delle dosi. Controlli sono stati condotti anche nei locali usati come officina, dove sono stati rinvenuti altri materiali destinati al confezionamento delle sostanze stupefacenti. L’uomo è stato tratto in arresto per essere poi giudicato per direttissima nella giornata di oggi.

Giampiero Gabrieli era da poco in pensione, grande cordoglio a Viserba e nel mondo sanitario

Forse è stato durante un giro in moto a portarsi via Giampiero Gabrieli, 60 anni, ex infermiere del 118, da poco in pensione. Residente a Viserba con la famiglia, Gabrieli si era unito a un amico per un'uscita nella zona del monte Carpegna. Ma il viaggio si è interrotto bruscamente quando, transitando nel territorio di Monte Cerignone, Gabrieli ha perso il controllo della sua moto, uscendo di strada. Gabrieli ha perso la vita sul colpo. La dinamica precisa dell'incidente deve ancora essere determinata con precisione, ma non è da escludere che Gabrieli sia stato colto da un malore improvviso che ha compromesso il suo controllo sulla moto, causando lo schianto. Il suo amico ha cercato immediatamente di rianimarlo, ma purtroppo ogni tentativo è stato vano. Sul luogo dell'incidente è intervenuta prontamente un'ambulanza del 118 con il personale sanitario, che ha tentato disperatamente di rianimare Gabrieli utilizzando anche il defibrillatore. Il sessantenne è stato trasportato in eliambulanza all'ospedale Bufalini di Cesena, ma purtroppo i medici non sono riusciti a salvarlo. Giampiero Gabrieli lascia una moglie e un figlio, anch'egli infermiere del 118. La sua scomparsa ha suscitato grande dolore e commozione tra colleghi e amici, che lo ricordano come una figura fondamentale nel mondo

Ferita anche la proprietaria del cagnolino, poi i vigili sedano la lite con quella del cane aggressore

A Bellaria ieri pomeriggio (domenica 14 aprile) un pitbull è uscito dal recinto di casa senza che la proprietaria se ne accorgesse e ha attaccato un barboncino al guinzaglio, uccidendolo. L'incidente si è verificato intorno alle 17 in via mar Tirreno. Secondo quanto riportato dalla polizia locale intervenuta sul posto, il pitbull avrebbe scavalcato la recinzione e assalito il cane di piccola taglia, di proprietà di una coppia di Cervia. La proprietaria del barboncino, accompagnata dal compagno, ha tentato disperatamente di salvare il suo animale, ma purtroppo non ci è riuscita. Nel corso del tentativo di separare i due cani, la donna è rimasta ferita a un braccio. Anche la proprietaria del pitbull, una donna residente a Bellaria, è intervenuta per cercare di fermare l'attacco, ma senza successo. La situazione ha portato a un acceso confronto tra i proprietari dei due cani, prontamente sedato dagli agenti della polizia locale giunti sul luogo. La padrona del barboncino, visibilmente scossa, è stata accompagnata in pronto soccorso per ricevere cure per la ferita al braccio. Entrambi i cani, che erano dotati di microchip, sarebbero assicurati. È ora in corso un'indagine per chiarire la dinamica esatta dell'incidente e determinare eventuali responsabilità. La polizia locale ha avviato

Nei prossimi giorni l’Amministrazione comunale invierà alle famiglie interessate la lettera di revoca

A Rimini, nelle scorse settimane il Comune, dopo un incrocio dei dati sui permessi riservati alla sosta per persone con disabilità, si è reso conto che alcune centinaia di contrassegni sono riferiti a persone decedute per le quali i famigliari non hanno provveduto alla restituzione come previsto. Nei prossimi giorni partiranno dunque da Palazzo Garampi le lettere alle famiglie interessate per comunicare la revoca d'ufficio dell'autorizzazione in virtù delle verifiche effettuate, indicando al contempo tutti i riferimenti e i contatti utili per segnalare eventuali errori rispetto ai dati in possesso dell'Ente.

Danneggiati quelli di via Parma, la sindaca Cecchini: "Comincio a essere a essere molto insofferente"

A San Clemente i giochi dedicati ai bambini più piccoli diventano bersaglio dell’ennesimo atto di vandalismo: ora è toccato a via Parma.  “Comincio a essere molto insofferente di fronte a questi ripetuti danneggiamenti al patrimonio pubblico e dell’intera comunità. Mi chiedo, ancora una volta, quale sia il motivo di tale accanimento verso ciò che abbellisce e rende più funzionali i nostri parchi e le nostre aree verdi. Nei prossimi giorni andremo ad installare altri giochi - dice la Sindaca Mirna Cecchini - e spero con tutto il cuore che non subiscano la stessa sorte e che le nostre ripetute segnalazioni portino a identificare i responsabili. Non è più tollerabile. Mi auguro, anzi lo chiedo espressamente, che tutti i cittadini contribuiscano a sorvegliare e a non girare la faccia dall’altra parte convinti che la cosa non li riguardi. Non è ignorando la situazione che il problema può essere affrontato e risolto. Darò notizia dell’accaduto alle forze dell’ordine, con l’auspicio si arrivi presto a fermare questo scempio. Rispondo qui e subito a chi invocherà, come giustificazione, l’ausilio delle telecamere: non si può disseminarne il territorio, è fisicamente ed economicamente impossibile. Qui è un problema innanzitutto di educazione e di mancanza di controllo da