Quando si invecchia si diventa improvvisamente anche più fragili e spesso ci si sente soli. Ma a Rimini, dal 2017, esiste uno spazio sicuro dove i nostri nonni riescono a passare del tempo di qualità, seguiti da volontari amorevoli che li coinvolgono in diverse attività. Questo luogo è l’Associazione Tuttincentro. La presidente Rosaria Statella spiega che cosa l’ha spinta ad aiutare gli altri. [caption id="attachment_599980" align="aligncenter" width="1024"] Rosaria Statella[/caption] Presidente, qual è lo scopo di questa associazione? “È sempre stato quello di combattere la solitudine che spesso, purtroppo, colpisce un po’ tutte le persone, soprattutto gli anziani e quelle con malattie neurodegenerative come l’Alzheimer”. Che tipo di iniziative portate avanti? “Il nostro progetto principale ‘#InsiemeSiPuò’, è composto da vari laboratori di diverso tipo, da quelli artistico- manuali a quelli cognitivi, senza dimenticare il nostro fiore all’occhiello: il laboratorio di ginnastica dolce. Siamo molto attenti alle nostre proposte e proviamo dare il massimo per offrire laboratori mirati alle necessità dei nostri soci. In tutto, siamo circa sette volontari”. Quanto è difficile al giorno d’oggi fare volontariato? “Il mondo del volontariato è sicuramente ampio ed importante, ancora di più in un settore come il nostro dove ci si interfaccia quotidianamente con persone fragili ed è compito dei volontari garantire luoghi
Albergatore nella vita, scrittore per passione ma nemmeno troppo. Si può definire così il cattolichino Marco Gaudenzi (classe ’88), che ha appena pubblicato il suo secondo libro. Infatti, dopo “Cattolica e la Romagna” uscito nel 2022 (edito da Ponte Vecchio di Cesena), ci ha preso gusto e qualche giorno fa è tornato in libreria con un romanzo “fantasy ecologico”, dal titolo “Cose stranissime accadono nel mare” (Robin Edizioni di Torino). Gaudenzi, quando è nata la sua passione per la scrittura? “Credo di averla scoperta a scuola, quando scrivevo i temi prendevo sempre bei voti. Poi crescendo ho avuto l’idea di comprare un quaderno con i fogli bianchi in cui scrivevo e scrivo tutt’ora pensieri, frasi di film, frasi di libri o fumetti barzellette che mi raccontano i clienti, gli amici o le persone con cui vengo a contatto in albergo. Ogni anno riempio un quaderno nuovi di pensieri, disegni e appunti”. Quando invece ha pensato di raccogliere i suoi pensieri in un libro? “Per il primo libro l’idea è nata dopo aver raccolto tantissimi articoli del blog che ho curato personalmente sul sito dell’hotel. Nel blog ho raccontato ai miei ospiti, attraverso la scrittura, la storia di Cattolica, curiosità sulla Romagna, ho descritto l’entroterra con i suoi borghi, i personaggi
Lo sport abbatte tutte le barriere, sia fisiche che mentali. È sicuramente stato così per Luca Bartolomei che, qualche anno fa, ha creato la sua società di calcio: il Real Morciano e ne è diventato presidente. Luca, 33 anni, si ritrova sulla sedia a rotelle a causa della distrofia muscolare. Ma pensate che questo lo abbia fermato? Assolutamente no, e grazie al suo amore per lo sport, e soprattutto, per il calcio, ha continuato a inseguire i suoi sogni permettendo anche ad altri ragazzi di realizzare i loro. Infatti, il Real Morciano, che militava nel campionato di Terza categoria, quest’anno ha conquistato sul campo un’incredibile promozione in Seconda categoria. [caption id="attachment_598590" align="aligncenter" width="1024"] Luca Bartolomei[/caption] Luca, quando è nato il tuo amore per lo sport e in particolare il calcio? “Fin da piccolo, seguendo le partite di calcio di mio fratello Davide e dei miei compagni di scuola e finché la malattia me lo ha permesso ho praticato nuoto e basket. Non potendo continuare a giocare ho continuato a guardare tutti gli sport con interesse e passione”. Da quanto sei sulla sedia a rotelle? “Da quando ero adolescente: la distrofia muscolare mi è stata diagnosticata ai tempi dell’asilo”. Perché hai deciso di creare una squadra di
IRON modello Excellent. Si chiama così l’invenzione di Massimiliano Pozzi, un rod pod, definito da molti pescatori, professionisti e appassionati, come la nuova “Pagani” dei cavalletti da pesca. Massimiliano, che a Rimini gestisce un’agenzia di marketing, ha unito entrambe le sue passioni: quella per il suo lavoro nella creatività pubblicitaria a quella neonata per la pesca, per dare vita ad un rod pod (cavalletto per sostenere le canne), per il quale ha conseguito un brevetto italiano già esteso all'Europa. Ma non stiamo parlando di pesca qualsiasi, bensì del Carp Fishing (pesca alla carpa). Arrivata direttamente dall’Inghilterra anche in Italia nei primi anni Novanta, questa tecnica sta spopolando in tutto il mondo, specialmente in Europa con numerose fiere dedicate. In Italia, ad esempio, abbiamo il Carp Parma con migliaia di visitatori. [caption id="attachment_597343" align="aligncenter" width="732"] Massimiliano Pozzi[/caption] Massimiliano, quando è scoppiato il suo amore per il Carp Fishing? “Durante il secondo lockdown, eravamo ancora in epoca Covid. Stufo di questa situazione, un giorno, senza avere un’idea precisa, ho deciso di prendere la licenza di pesca. Mi sono munito del minimo per poter pescare e sono partito per affrontare il mio primo lago sotto casa, una ex cava di Rimini. E come andata? “La fortuna del principiante. Senza aver mai pescato, alla prima