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Era stata rimossa da ignoti pochi giorni prima del 25 aprile: "Sprovveduti orfani di Storia"

"Abbiamo combattuto per la Liberazione di tutti, per chi era con noi, per chi non c'era, ed anche per chi era contro". Con questa frase Arrigo Buldrini (comandante partigiano detto Bulow),  medaglia d'oro per la Resistenza, sottolineava il valore universale della lotta di Liberazione in Italia, da cui nacque la nostra Costituzione democratica. "Bisognerebbe ricordarlo sempre, anche a quelli che pochi giorni dopo il 25 Aprile di quest'anno, hanno rimosso la corona posta al martire Armando Cavalli, presso la lapide in sua memoria, adiacente al Comune di Morciano di Romagna, a cui ha partecipato L'Anpi Altavalconca con il commissario prefettizio Mario Puzzo" - sottolinea l'Anpi AltaValconca. "Ricordarsi occorre, che la democrazia ha avuto un prezzo di sangue molto alto, tra chi si è opposto al 'Tallone di ferro nazifascista'.  Ricordarsi occorre, di chi, con la Resistenza non ha chinato la testa o è rimasto indifferente, altro che equiparare le parti tra vittime e carnefici". "Se abbiamo potuto scrivere la nostra Carta Costituzionale con schiena dritta e dignità, è perché la Libertà si è conquistata, altra cosa che non hanno potuto fare nazioni come Giappone e Germania, con cui il regime fascista è stato alleato sino all'ultimo. Ora, agli sprovveduti orfani di Storia dediti

Il libro di Paolo Zaghini sarà presentato sabato 16 maggio presente fra gli altri l'on. Castagnetti

Nessuno aveva ancora scritto una storia della DC di Rimini. A riempire la lacuna esce ora il libro “La Democrazia Cristiana a Rimini (1964-1994). Il partito: i congressi, gli organismi dirigenti, la rassegna stampa” (Il Ponte edizioni). Qualcuno si sorprenderà dell’autore: Paolo Zaghini, per decenni sulla sponda politica avversa. Scrive infatti Piergiorgio Grassi nella sua prefazione: «Può apparire strano che uno storico, appartenente un tempo ad un gruppo politico che si è contrapposto per lungi anni alla Democrazia cristiana, dedichi la sua ricerca proprio a questo partito a Rimini». Evidentemente Zaghini, dopo aver raccolto tutto il materiale disponibile sul “suo” PCI e aver cercato di ricostruire le vicende perfino del Movimento Sociale Italiano, non poteva ignorare il partito che ha fatto la storia d’Italia per mezzo secolo. E anche quella di Rimini, pur restando all’opposizione in quasi tutti i Comuni della zona, salvo una parentesi di governo nel capoluogo dal 1989 al 1992 con un “pentapartito di minoranza”. Ma se la “balena bianca” che governava la nazione con la sua maggioranza relativa qui fu una balenottera mai prevalente sui “rossi”, il suo ruolo ed i suoi meriti non furono tuttavia per nulla marginali. Al contrario. Come si legge nell’introduzione: «Nel Riminese la DC

Il PD fu una scelta sconvolgente per tanti, ma anche l’acquisizione di una consapevolezza da parte di molti altri di voler costruire un futuro politico diverso per l’Italia

In molti partecipammo nei primi anni duemila alla lunga stagione politica che portò alla nascita del Partito Democratico nel 2007. Sono passati quasi vent’anni da allora, ma dubito che in molti ricordino quei tanti passaggi che furono necessari per la costituzione del nuovo Partito. Provo a riassumerli, con una attenzione particolare per le vicende riminesi, fermandomi però solo al primo passaggio decisionale, ovvero i congressi delle sezioni dei DS e della Margherita e ai due congressi circondariali: il 2. Congresso per la Margherita, il 4. Congresso per i Democratici di Sinistra.   [caption id="attachment_599259" align="alignnone" width="1920"] 22 giugno 2007. Riccione, Palazzo del Turismo. Convegno provinciale de L’Ulivo, Margherita, DS. “Prove tecniche di Partito Democratico”. Al tavolo, da sin., Dario Franceschini (Capogruppo alla Camera de L’Ulivo), Chiara Geloni (futura direttora di Youdem, la tv del Pd, che diresse sino a gennaio 2014), Andrea Gnassi, Luigi Bonadonna[/caption]   Poi dopo ci sarà il Congresso di fondazione del PD (il 9 gennaio 2008), la prima grande manifestazione del PD riminese all’Arco d’Augusto con Walter Veltroni (il 23 febbraio 2008), e la strutturazione del nuovo Partito. Ma di questo non parlerò avendolo già fatto (“La nascita del PD a Rimini, una storia che non sarà facile scrivere” su chiamamicitta.it

Aveva 19 anni, fu ucciso dai fascisti in uno scontro a fuoco presso l'Arco d'Augusto

La sezione ANPI di Rimini invita tutta la cittadinanza a partecipare alla commemorazione dell’uccisione del partigiano Silvio Cenci, avvenuta per mano dei fascisti repubblichini. Il presidio si terrà lunedì 11 maggio alle ore 16, al cippo commemorativo a lui dedicato, sotto l’Arco d’Augusto. Silvio Cenci, partigiano della XXIX Brigata GAP, insieme a Ivo Lotti, nel pomeriggio del 10 maggio 1944 attendeva un membro della VIII Brigata Garibaldi in arrivo da Santarcangelo. Intercettati da due soldati repubblichini, i due riuscirono a divincolarsi e a ferire mortalmente un militare fascista; poco dopo, però, Silvio fu colpito da una raffica del soldato rimasto in vita, mentre Ivo riuscì a fuggire. ANPI Rimini commemorerà l’82° anniversario del sacrificio del giovane partigiano, appena diciannovenne, che diede la vita per la nostra libertà e per la nostra Repubblica. Al termine della cerimonia verranno deposti 19 garofani rossi, uno per ciascun anno della sua vita, in memoria della giovane età in cui trovò la morte. Tutti i cittadini riminesi sono invitati a partecipare.

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