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Fine settimana perturbato, poi da partedì temperature di nuovo in rialzo

La Protezione civile dell'Emilia-Romagna e ARPAE hanno diratanto un'ALLERTA METEO valida dalle 00:00 del 22 febbraio fino alle 00:00 del 23 febbraio, E' Allerta ARANCIONE per vento nelle zone montane delle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Forlì-Cesena, Rimini. Allerta GIALLA per vento nelle zone collinari delle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini. Spiega il bollettino: "Per la giornata di giovedì 22 sono previsti venti di burrasca forte (75-88 Km/h) da sud-ovest con possibili, temporanei rinforzi o raffiche di intensità superiore, più probabili sulla fascia appenninica. Inoltre non si escludono precipitazioni, localmente intense, anche a carattere di rovescio, più probabili sulla zona appenninica del settore centro-occidentale, che possono generare occasionali ruscellamenti lungo i versanti e localizzati innalzamenti dei livelli idrometrici del reticolo minore". Le previsioni di ARPAE per la Provincia di Rimini: La tendenza del tempo in Emilia-Romagna da sabato 24 a martedì 27 febbraio: Il passaggio di alcune saccature atlantiche apporteranno condizioni di tempo in prevalenza instabile con precipitazioni sparse, più intense sui rilievi. Temperature inizialmente in diminuzione, poi in lieve aumento.

Nebbia e smog al Nord non sono certo una novità è la stessa conformazione della Pianura Padana di certo aiuta a favorirli. Se però aggiungiamo delle particolari condizioni meteorologiche, come ad esempio una prolungata stabilità atmosferica, allora la situazione può peggiorare notevolmente. E a farne le spese non è solo la qualità dell’aria, bensì anche la siccità, che il clima anomalo di questi giorni ha contribuito ad aggravarne ulteriormente. La situazione peggiore è stata registrata a Piacenza (119 µg/m³), dove le PM 10 hanno più che raddoppiato i limiti consentiti per legge. Ma anche il resto dei capoluoghi dislocati lungo tutto il percorso della Via Emilia, sebbene tendenzialmente minori rispetto ai giorni passati, vedono valori degli inquinanti ancora troppo elevati. Ma ormai da troppo tempo è l’intera Regione ad essere soffocata da una cappa di smog: tenuto conto che dall’inizio dell’anno il livello degli sforamenti supera l’80% di quelli annuali. Preoccupano sopratutto le polveri ultra sottili (PM2.5) che occupano quasi la totale concentrazione di particolato presente in aria. Cambiamenti climatici che non guardano in faccia a nessuno e che esasperano le condizioni miti di questo inverno anche dovute alla scarsità di pioggia. Dall’ultimo rapporto pubblicato da Cima Research Foundation, a metà

Ancora un weekend con temperature miti, a parte qualche goccia non dovrebbe cambiare nulla fino all'ultima settimana di febbraio

Ancora alta pressione, ancora un intermezzo anticiclonico che si proietta verso il Mediterraneo e l’Europa centrale costringendoci a fare i conti con una massa d’aria stabile e piuttosto mite in risalita dal Nord-Africa. Si osservano dunque delle temperature diffusamente al di sopra dei 15 gradi in pianura, con punte di 17/18 gradi anche in Emilia-Romagna, che mettono di fatto in crisi ciò che rimane dell’inverno, almeno sul calendario meteorologico. Insomma un clima di certo primaverile che proseguirà fino al weekend in assenza di piogge significative. Di fatto, però, alcuni tentativi ad opera di un flusso atlantico più vivace tenteranno di mettere in discussione la solidità dell’anticiclone subtropicale tra venerdì 16 e mercoledì 21 febbraio, con il concomitante ingresso di aria fresca a cui seguirà un progressivo calo termico. Lo spostamento dei massimi dell’alta pressione verso l’Oceano permetteranno così l’ingresso sull’Italia di deboli sistemi nuvolosi. Nel dettaglio, il primo di questi disturbi interesserà la nostra Regione tra venerdì 16 e sabato 17, consentendo alla nuvolosità di avere la meglio per gran parte della giornata, specie sui settori orientali. Anche se gli addensamenti più consistenti si potranno verificare a ridosso dei rilievi, dove sarà maggiore la probabilità di avere qualche goccia di pioggia.

Una blanda perturbazione in vista verso il fine settimana ma temperature sempre superiori alla media

Il diffuso maltempo del weekend di Carnevale non è riuscito a riposizionare correttamente le lancette del clima che, da diversi mesi, come un orologio rotto, continuano a rimarcare le vistose anomalie di quella che finora è risultata essere la più assente delle stagioni fredde. Così, tra più alti che bassi, mentre il tappeto di nubi generato dalla circolazione depressionaria andrà sempre più attenuandosi, anche la parvenza di avere una normalità quasi invernale, perlomeno sul nostro Appennino, sarà già sfumata. A metà settimana il temporaneo rinforzo dell’alta pressione avrà portato in Emilia-Romagna una totale stabilità del tempo e rasserenamenti sempre più ampi. Ad ogni modo, a parte qualche locale diminuzione delle temperature minime, il flusso mite che accompagnerà la parziale rimonta dell’anticiclone nord-africano, farà nuovamente raggiungere ai termometri valori diffusamente al di sopra della norma. I venti si addolciranno, cosicché, durante il mercoledì delle Ceneri - che ques'anno cade nel più popolare giorno degli innamorati - il bel tempo tornerà a prevalere su gran parte delle nostre regioni settentrionali. Sebbene l’ampio soleggiamento potrà favorire la formazione di nebbie anche diffuse ad iniziare dalle aree pianeggianti lungo il Po. A cui però bisognerà prestare attenzione per la ridotta visibilità che ne conseguirà durante

Nella prossima settimana previsto miglioramento poi nuova perturbazione

La Protezione Civile dell'Emilia-Romagna e ARPAE confermano e ampliano l'allerta meteo anche per la giornata di sabato 10 febbraio. E' allerta GIALLA per piene dei fiumi nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ravenna; frane e piene dei corsi minori nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna; per vento nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Forlì-Cesena, Rimini. Spiega il bollettino: "Per la giornata di sabato 10 febbraio sono previste precipitazioni intense e persistenti sul settore appenninico centro-occidentale che possono generare localizzati fenomeni franosi, ruscellamento sui versanti e innalzamenti dei livelli idrometrici nei corsi d’acqua con possibili superamenti delle soglie di attenzione. Sono previsti inoltre venti di burrasca moderata (62-74 Km/h) da sud-ovest con possibili, temporanei rinforzi o raffiche di intensità superiore sulla fascia appenninica". Le previsioni di ARPAE per la Provincia di Rimini: La tendenza prevista  in Emilia-Romagna da lunedì 12 a giovedì 15 febbraio: Lunedì avremo residui annuvolamenti dovuti all'allontanamento del sistema perturbato che ci interesserà nel weekend, poi la rimonta del campo di alta pressione garantirà tempo stabile ed in prevalenza soleggiato, anche se non si escludono leggere velature nuvolose e formazioni nebbiose soprattutto sul ferrarese e sulle aree costiere. A fine periodo è probabile un

Perturbazione in atto almeno fino a mercoledì 14 e temperature in calo fino a raggiungere le medie del periodo

Sulla falsariga del proverbio più noto di questo periodo potremmo dire che: a Carnevale ogni perturbazione vale! Osannato oppure biasimato poco importa poiché, alla fine, il tanto contestato cambiamento arriverà, portando la neve anziché lo zucchero a velo. Per una buona volta, la circolazione atmosferica sembrerebbe intenzionata a metter la parola fine alla lunga stasi meteorologica, proponendo, entro sabato 10, piogge intense, nevicate abbondanti e venti forti. Le ultime battute dell’alta pressione verranno messe a tacere dalla parte più attiva di un sistema perturbato che, di gran lena, si avvicina verso il nostro Paese, nel tentativo di restituire quel poco di dignità a una stagione che lo stato del tempo fino a d’ora non è stato in grado di far esprimere. Questa perturbazione avrà infatti un carattere più autunnale che non invernale, incentivando dell’instabilità che tra alti e bassi si farà sentire fino a mercoledì 14 in Emilia-Romagna. Ma d’altra parte avrà il merito indiscutibile di riportare quelle precipitazioni tanto preziose su una porzione di territorio, reso arido dalle prolungate condizioni anticicloniche che hanno contraddistinto questa prima grossa fetta dell’inverno. In sintesi ci attende un venerdì 9 in compagnia di cieli fino a molto nuvolosi, ma con una nuvolosità più compatta

Il maltempo dovrebbe proseguire anche nella prossima settimana con piogge e neve sulle cime più alte

La Protezione Civile dell'Emilia-Romagna e ARPAE hanno diramato un'Allerta GIALLA per piene dei corsi minori e frane nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna; per vento nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini. Siega il bollettino: "Per la giornata di venerdì 9 febbraio sono previste precipitazioni intense e a carattere di rovescio, più probabili sul crinale appenninico centro-occidentale dove saranno possibili innalzamenti dei livelli idrometrici del reticolo minore, localizzati fenomeni di ruscellamento lungo i versanti e occasionali fenomeni franosi. Le precipitazioni localmente interesseranno anche le relative zone collinari. Sono inoltre previsti venti di burrasca moderata (62-74 Km/h) da sud-ovest, con rinforzi e/o raffiche di intensità superiore sull'intera fascia Appenninica". Le previsioni di ARPAE per la provincia di Rimini: La tendenza prevsita in Emilia-Romagna da domenica 11 a mercoledì 14 febbraio: L'allontanamento del sistema perturbato verso sud favorirà la discesa di correnti relativamente fredde dall'Europa continentale che manterranno condizioni di tempo instabile per tutto il periodo. Saranno quindi possibili deboli precipitazioni sparse, in un contesto di nuvolosità variabile, a tratti consistente alternata a schiarite. Possibili anche deboli nevicate in Appennino con quota neve in abbassamento dai 1500 metri di domenica ai 1000 metri di mercoledì. Le

Da venerdì piogge e neve sulle cime più alte ma più da tardo autunno che da inverno

Se ci dovessimo limitare a chiosare come si stia comportando questa ultima parte l’inverno meteorologico, ci accorgeremmo senza alcun dubbio, che le condizioni atmosferiche sono state in gran parte influenzate dalla persistenza sull’Europa di una vasta bolla di aria calda. Una situazione che non ha nulla in comune con la stagione fredda. E ciò viene rappresentato dal fatto che dove non gravano nebbie e nubi basse vengono registrate delle temperature miti piuttosto insolite per il periodo. Una dimostrazione la si ottiene nell’andamento climatico dei dicembri e gennai degli ultimi anni, in quanto le perturbazioni atlantiche vengono costrette sempre più frequentemente a tirare i remi in barca di fronte a questi possenti anticicloni subtropicali: pieni di energia e quindi difficili da demolire in poco tempo. Anche in questo la nostra Regione non fa eccezione, e le rassegne di questi giorni ne danno prova. Fin quando insistono le robuste inversioni termiche, ristagna l’umidità e quindi fa più freddo in pianura anziché in montagna. Ma appena interviene il föhn in caduta dalle Alpi, e salta il tappo inversionale, l’alta pressione esibisce la vera natura della sua entità. Basterebbe questa circostanza per sottolineare la crescente anomalia che l’andamento favonico sta acquisendo negli inverni degli ultimi

Tra l'11 e il 12 febbraio previsto il ritorno di piogge e nevicate a quote elevate

Le temperature, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, sono previste in lento e graduale rialzo fino a venerdi 8 sabato 9 febbraio, sia nei valori minimi che in quelli massimi. Questo a causa di una ventilazione meridionale che potrebbe risultare già in riforzo a partire dalla giornata di martedì 6, per poi divenire più intensa al sopraggiungere dell'annunciata perturbazione. Peggioramento che in Emilia-Romagna dovrebbe avvenire non prima del prossimo weekend. In sostanza, la settimana nuova si presenterà in compagnia di queste correnti temperate sud-occidentali che determineranno sulla Regione un aumento della copertura nuvolosa, con nubi basse e stratificate in pianura, e la possibilità di deboli piovaschi lungo i rilievi del settore centro-occidentale. Mentre tra domenica 11 e lunedì 12 i venti meridionali lasceranno il posto a venti occidentali e quindi ad un clima più vicino alla norma, con il ritorno di piogge e nevicate. Quest'ultime inizialmente solo a quote relativamente elevate. Per maggiori dettagli e una conferma di questa tendenza seguite gli aggiornamenti dei prossimi giorni. Roberto Nanni   • Tecnico Meteorologo AMPRO Meteo Professionisti • Certificato dal World Meteorological Organization DTC-TMT-004-19 • Divulgatore scientifico • Consulente ambientale 🌐 https://meteoroby.co

Ancora temperature elevate senza piogge o nevicate almeno fino alla seconda decade di febbraio

Il freddo sulle pianure del Nord, la nebbia, lo smog e le temperature miti in montagna fanno parte degli stessi effetti che dal 23 gennaio contraddistinguono l’Anticiclone. Una tenace figura atmosferica che continua a dettar legge su mezza Europa e che ,tenendo sotto scacco le sorti del tempo, sarà la protagonista indiscussa anche del meteo dei prossimi giorni sul nostro Paese. Ciò significa che piogge e nevicate saranno pressoché assenti, se non quelle prodotte localmente dalle nebbie in Pianura Padana, e le perturbazioni più importanti si limiteranno a sfiorare l’arco alpino, portando solo un temporaneo indebolimento dell’alta pressione. Sebbene la situazione generale non cambierà di molto, questo lieve cedimento favorirà il transito di nubi alte e nebbie meno diffuse fino a venerdì 2, con quest’ultime che dovrebbero rimanere contenute nelle aree lungo il Po durante le ore più fredde del giorno. Tale scenario resterà invariato fino almeno i primi giorni della prossima settimana, anzi nel weekend osserveremo un ulteriore rinforzo della stabilità atmosferica con temperature massime che in montagna subiranno un deciso aumento, quando saranno possibili picchi pomeridiani da inizio primavera. Lo zero termico salirà fino a 3000 anche 3500 metri spingendo i valori decisamente oltre la norma del periodo di

In certe zone PM10 il doppio del consentito e la pessima qualità dell'aria incide sui fenomeni meteorologici

In giorni come questi dove la lunga stasi meteorologica la fa da padrone, è lecito chiedersi il motivo per cui si verifichino tutte quelle manifestazioni invernali che potrebbero far pensare a una piena attività meteorologica. Contrariamente a quanto potrebbe sembrare, una combinazione di totale quiete e notti limpide facilitano la dispersione di calore in atmosfera, creando i presupposti che si possano verificare, in Pianura Padana, quella particolarità di effetti riassunti sotto al nome di “inversione termica”. Può sembrare strano ma, sentir freddo in Pianura Padana, anche in presenza di un possente anticiclone che i mass media hanno contribuito a portare alla ribalta con l’appellativo di una divinità greca, è più che normale. Così questo vasto campo di alta pressione che sembra voler dominare più le scene mitologiche che quelle meteorologiche, è comunque in grado di portare gli infausti effetti del freddo invernale nei bassi strati pur essendo alimentato da aria prevalentemente mite in quota attraverso, per l’appunto, il processo di inversione. Un po' come avviene durante la stagione invernale sulle steppe russo-siberiane, nelle pianure degli States e, in misura minore nei Bassipiani europei, anche la ValPadana nel suo piccolo è in grado di prodursi il freddo in casa propria. E lo

Temperature massime fino a 13° e anche 18° C

I giorni della merla sono quelli che per tradizione coincidono con gli ultimi tre di gennaio, il 29, 30 e il 31, e quelli in cui, sempre secondo folklore popolare, si dovrebbero raggiungere le temperature più basse di tutto l’inverno. Sull’origine della credenza esistono varie leggende che traggono le loro radici nel mito di Demetra e Persefone, alcune delle quali concordano sulle basi di partenza e divergono negli esiti, altre totalmente differenti tra loro. Una di queste, e forse tra le più popolari, vuole che i giorni della merla siano in grado di prevedere quanto durerà l’inverno, in base alle temperature registrate proprio in questi ultimi tre giorni di gennaio. Se i giorni della merla si rivelano effettivamente freddi, la primavera sarà calda e ci sarà bel tempo; al contrario, se presentano delle temperature più miti, la primavera sarà più lenta ad arrivare e si manterrà fredda. Ma c’è un fondo di verità dietro queste credenze? Sebbene esista una sostanziale diversificazione dei periodi più freddi dell’anno tra Nord, Centro e Sud Italia e dell’entità stessa del freddo possiamo affermare che, mediamente, il periodo statisticamente più freddo dell’anno in Italia è quello compreso tra il 15 gennaio e il 15 febbraio. L’idea che siano