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Lo scopo è contribuire a stimolare la partecipazione e l’interesse nei confronti della vita pubblica, in particolare da parte dei giovani

Novafeltria, un tempo epicentro dell’Alta Valmarecchia e punto di riferimento per servizi, commercio e attività culturali, appare sempre più in declino. Nonostante alcune meritevoli iniziative, esiste un tema innegabile di separazione tra i cittadini e la cosa pubblica, una scarsa partecipazione alla vita comunitaria, e un senso generale di apatia. La sensazione è che manchi, soprattutto, una visione condivisa per il futuro di Novafeltria e della sua comunità. Per contribuire a invertire tali tendenze depressive e stimolare la partecipazione e l’interesse nei confronti della vita pubblica, in particolare da parte dei giovani, nasce SUPERNOVA – Laboratorio di Idee per Novafeltria: un progetto ideato da un gruppo di giovani nati e cresciuti a Novafeltria che si propongono di condurre un percorso partecipativo capace di sviluppare progettualità per il futuro del territorio e, nel processo, coinvolgere sempre più persone nelle dinamiche della vita sociale del paese e delle sue frazioni. Il confronto si svilupperà attorno a cinque macro-temi, sui quali SUPERNOVA intende promuovere un dibattito pubblico aperto a tutta la comunità: - Turismo e Cultura - Commercio al Centro - Riqualificazione urbana: ripensare gli spazi - Transizione Ecologica e Digitale - Servizi ai Cittadini Obiettivo è elaborare l’AGENDA SUPERNOVA, un documento programmatico per il futuro di Novafeltria che sarà condiviso

Sabato 13 aprile e venerdì 3 maggio i prossimi appuntamenti con Fulgor Off e Rimini Jazz Club

La programmazione curata da Fulgor Off e Rimini Jazz Club al Primo Piano Art Gallery nel vicolo San Bernardino (nel centro storico di Rimini) continua con incontri dedicati al connubio tra cinema, letteratura e musica. Sabato 13 aprile alle 21 è in programma la presentazione del libro “Parole di Ritorno” di Marco Montemaggi (nell'immagine in apertura) con Giancarlo Sissa, Annalisa Teodorani, la voce di Alessandra Gabriela Baldoni e la musica de “Gli Orsi”. Mentre venerdì 3 maggio alle 21 ci sarà la presentazione del libro “Postumi di una Luna Piena” di Veronica Bugli, poesia come arte che insorge. Introduzione e accompagnamento in acustico di Diego Pasini e dj set vinili con Okaapj. Per partecipare agli appuntamenti è necessario essere soci Endas. Per associarsi occorre compilare il modulo al link https://forms.gle/jtZx4ns3s72Z83Dq7, oppure alle cassa del Cinema Fulgor negli orari di apertura al pubblico, o alla mail riminijazzclub@gmail.com o al numero 340 2855173. Il costo del tesseramento, solo in occasione degli appuntamenti Fulgor Off, è di 8 euro e ha validità di 1 anno solare, con la possibilità di accedere a tutti i circoli Endas del territorio.

Più di 170 tra sculture, dipinti, medaglie e ceramiche per raccontare le chiese paleocristiane, la Pentapoli e il primo Comune, il Trecento e il Quattrocento malatestiani

Il 13 aprile 2024 il Museo della Città “L. Tonini” riapre al pubblico le sezioni, ampiamente rinnovate negli spazi e arricchite nella proposta artistica e divulgativa, che vanno dall’Alto Medioevo al Quattrocento. Si tratta di un evento speciale non solo perché restituisce ai visitatori un segmento fondamentale della storia dell’arte riminese, ma anche perché ciò avviene a 100 anni dalla creazione della Pinacoteca, al tempo allestita presso l’ex convento di San Francesco, poi sede dell’intero Museo fino ai tragici bombardamenti del 1943-44. [caption id="attachment_462568" align="alignleft" width="1440"] Frammento di ciborio con pavone, VIII secolo[/caption] Un compleanno speciale, quindi, che il Comune di Rimini festeggia con quattordici nuove sezioni tematiche, 4 stazioni multimediali a contenuto diversificato, più di 170 opere tra sculture, dipinti, medaglie e ceramiche per raccontare le chiese paleocristiane del territorio, la Rimini della Pentapoli e quella Comunale, la grande stagione del Trecento fino al Quattrocento malatestiano. [caption id="attachment_462567" align="alignleft" width="1440"] Agapitus (?), Frammento con re e cavaliere, XII secolo[/caption] Nuove storie e antiche meraviglie: un profondo intervento di rigenerazione espositiva che coinvolge oltre un quarto del percorso del Museo. Inediti accostamenti, l’aggiornamento dell’illuminazione, l’integrazione con sistemi tecnologici rendono la visita di questa porzione del Museo un’esperienza più moderna e coinvolgente. Grazie al racconto,

Università di Macerata, Bologna e Pavia insieme con la Biblioteca Gambalunga per indagare sullo straordinario intellettuale che aprì il Rinascimento

Una giornata di studi dedicata a Leon Battista Alberti, intellettuale del Rinascimento così importante nella storia di Rimini. Fa tappa a Rimini, sulla figura cruciale di Leon Battista Alberti e sulla straordinaria rete di scambi culturali, letterari, artistici, sociali, economici e politici di cui si alimentò la stagione umanistica fra il quattordicesimo e sedicesimo secolo, il primo degli “Itinera Adriatica”, iniziativa di divulgazione scientifica, didattica innovativa, promozione culturale e valorizzazione del territorio, che prende avvio in seno al progetto seminariale di Umanesimo Adriatico. Un laboratorio itinerante di ricerche sul campo, sotto l'egida di Philelfiana e del CIRAM, che riporta al centro dell’attenzione sedi di conservazione del patrimonio librario e documentario del Sinus Adriaticus, dove possono trovare spazio di esercizio e di creatività competenze filologiche, letterarie, storiche e filosofiche, sollecitandone la conoscenza, la consapevolezza, le potenzialità. Gli “Itinera Adriatica” favoriscono lo sviluppo e il potenziamento di reti di collaborazione fra le istituzioni e l’interazione fra la comunità accademica, i giovani ricercatori, le studentesse e gli studenti, la società civile. Per questo evento di apertura, operano in sinergia le Università di Macerata, Bologna e Pavia, insieme con la Biblioteca Gambalunga di Rimini, che ospiterà la tavola rotonda pomeridiana, dedicata alla figura poliedrica di Alberti.

Progetto da 200 mila euro finanziato per 150 mila dal privato per il monumento che commemora il miracolo della mula

Il 6 maggio a Rimini prenderà il via l’intervento di restauro di uno dei simboli identificativi della città, risalente alla prima metà del ‘500. Partiranno infatti i lavori del tempietto di S. Antonio da Padova in piazza Tre Martiri, monumento storico che nel corso dei secoli ha subito vari interventi di manutenzione, ristrutturazione e restauro in seguito a degradi dovuti al tempo ed in seguito ad eventi naturali e che ora si appresta ad un’opera di restauro sia interno che esterno grazie all’impegno congiunto del Comune di Rimini, della Soprintendenza e dell’imprenditore riminese Bonfiglio Mariotti, che finanzierà l’intervento attraverso il contributo Art Bonus. Lo studio di fattibilità per la manutenzione, protezione e restauro del tempietto era stato approvato lo scorso aprile dall’Amministrazione, per poi essere sottoposto alla Soprintendenza Belle Arti Archeologia e Paesaggio che lo scorso settembre ha dato l’autorizzazione ai lavori di restauro. La Giunta Comunale ha quindi approvato il progetto definitivo ed esecutivo nel mese di dicembre 2023. Nei primi mesi dell’anno sono state effettuate le procedure di selezione della ditta che realizzerà i lavori. Nel mese di marzo sono stati affidati i lavori alla ditta ETRA specializzata in restauro di beni storici e tutelati. I lavori saranno consegnati alla ditta di

Mauro Felicori: “La Regione Emilia-Romagna riconosce la musica quale strumento irrinunciabile di aggregazione sociale, espressione artistica e sviluppo economico”

Promuovere la formazione musicale di base, la musica d’insieme e l’educazione all’ascolto per una cultura diffusa, differenziata e inclusiva. Non solo: valorizzare e promuovere nuovi autori, produzioni caratterizzate da formati e contenuti innovativi e far circuitare il più possibile, anche all’estero, la musica contemporanea originale dal vivo. Per il triennio 2024-2026, la Regione rinnova il proprio impegno per lo sviluppo del settore stanziando oltre 6 milioni di euro. Risorse a sostegno sia dei progetti di qualificazione dell’alfabetizzazione musicale, che dei progetti di valorizzazione e promozione di nuovi autori e della creatività, insieme alla circuitazione della musica contemporanea originale dal vivo. “La Regione Emilia-Romagna riconosce la musica quale strumento irrinunciabile di aggregazione sociale, espressione artistica e sviluppo economico - commenta l’assessore alla Cultura e Paesaggio, Mauro Felicori -. Uno strumento fondamentale per contribuire alla crescita delle persone e delle comunità. Per questo rinnoviamo il nostro sostegno a favore di progetti che sviluppino questi ambiti così importanti, in una regione, peraltro, ‘vocata’ alla musica”.   I destinatari dei bandi I bandi sono rivolti ad associazioni o Raggruppamenti Temporanei di Organismi (RTO) delle scuole di musica iscritte nell’elenco regionale, dei cori o delle bande, per la realizzazione di attività di alfabetizzazione musicale. Per la produzione e fruizione di

Alla Biennale del Disegno di Rimini (4 maggio – 28 luglio) c’è una mostra che pone un originale dilemma: quadro o cornice? O meglio, da cosa si parte, cosa viene prima? Consuetudine vuole che la seconda, ovvero la cornice, sia ancillare all’opera d’arte: prima l’artista crea l’opera, poi intorno ad essa un artigiano mette la cornice. Ma in Italia c’è una collezione – e che collezione – dove a menar le danze è proprio la cornice, pur essedo il suo contenuto, ovvero il quadro, opera di artisti tra i più importanti del ‘900 italiano e non solo. I nomi degli “incorniciati” sono quelli di  Accardi, Afro, Alviani, Angeli, Appel, Arman, Baj,  Birolli, Bertini, Brunori, Bonalumi,  Capogrossi, Carmassi, Cassinari,  Corpora, Crippa, Dorazio, Dova, Fontana,  Fautrier, Guttuso, Hartung, Ligabue, Jenkins, Manzoni, Marca-Relli, Mastroianni, Masson, Mathieu, Mattioli, Melotti, Morandi, Munari, Music, Nigro, Perilli, Pomodoro, Rotella, Ruggeri, Sam Francis, Sanfilippo, Santomaso, Savelli, Scanavino, Schifano, Scialoia, Shimamoto, Schneider, Sironi, Sumi, Tancredi, Tapies, Tobey, Turcato, Vedova, Veronesi. Questa “rivoluzione” è frutto dello straordinario gusto – e competenza – di Lia e Daniele Rivi che non sanno dividersi tra due passioni: collezionano dagli anni ’80 carte di artisti italiani e stranieri degli anni ’50 e ’60 e preziose cornici

"Accanto ai mostri sacri della macchina da presa segnalare quelle personalità e quelle situazioni che più di tutte stanno facendo del nostro Paese"

"Perchè non reintrodurre a Rimini il Premio annuale dedicato a Federico Fellini in cui, accanto ai mostri sacri della macchina da presa, non vengano segnalati e segnalate quelle personalità e quelle situazioni che più di tutte stanno facendo del nostro Paese, in questo periodo, un punto di riferimento della cinematografia mondiale più innovativa?". Michele Lari fresci di nomina ad assessre alla cultura lancia la sua idea. Permette Lari: "Nel prossimo triennio, a Rimini e su tutto il territorio provinciale, ci sarà da fare un grande lavoro sul tema cinema. E non sarà solo un lavoro di studio, ricerca e documentazione, avendo in Federico Fellini un motore attrattivo di livello assoluto e mondiale in termini accademici e scientifici. Dovrà essere anche un progetto di rete, in cui tutte le realtà territoriali che fanno cinema (e sono molte, straordinarie e importanti: dal Bellaria Film Festival al Nót Film Festival, dal La Settima Arte a Cartoon Club, da Amarcort ai Luoghi dell'Anima, sino a C-Movie Film Festival e Overtime) arrivino a condividere, nel rispettivo campo autonomo di azione e promozione, alcuni obiettivi comuni. Certamente tra questi, ad esempio, devono spartire un rapporto e delle relazioni con la Film Commission regionale". Dopo di che: "Ma ancora

Prima edizione subito esaurita, mercoledì 10 aprile alla biblioteca Gambalunga ne parlano l'autore Paolo Nessuno e Giovanni Tommaso Garattoni

“La riviera romagnola di anni passati… Se ti spingevi a nord, là, oltre i confini di Viserba, c’era lo Slego. Era una bella boccata d’aria fresca. C’erano personaggi vivi… reali”. Anche se molti racconti di “Slego (Not Slego)” sono ambientati a Rimini, non si tratta della classica lettura da ombrellone. È un libro che restituisce un’immagine vivida, ma anche cinica, della cultura riminese degli anni Ottanta. Attenzione però. Come afferma l’autore: “Non è un libro nostalgico. Anzi, racconta storie che accadranno la settimana prossima.” Per ascoltare un paio di storie e capire come lo Slego abbia potuto essere protagonista della scena underground degli anni ’80, l’occasione è quella offerta dalla biblioteca Gambalunga di Rimini, mercoledì 10 aprile alle 17:00. Le prime copie del libro sono andate subito esaurite e questa è la sua seconda edizione. Nel corso della rassegna “Libri da queste parti” ci sarà la presentazione del libro "Slego (not Slego)” con la presenza dell'autore Paolo Nessuno in dialogo con Giovanni Tommaso Garattoni (fondatore dello Slego) e Nicola Morganti (editore). Questo il commento di un lettore: “E’ un libro di uno scrittore riminese, ambientato negli anni Ottanta, allo Slego, che era questo locale di Viserba ricavato da una vecchia balera e destinato ad accogliere

In biblioteca la presentazione del libro pubblicato da Vallecchi

L’apertura al pubblico della Casamatta di piazza Balacchi nel giugno 2023 ha portato alla luce un racconto inedito e nuovo di un Medioevo santarcangiolese poco noto: anche grazie alla preziosa testimonianza del nuovo sito archeologico, oggi è possibile raccontare quel periodo storico a partire dai reperti, dall’architettura e dai documenti del tempo.   “Medioevo nascosto. Ricerche e studi su Santarcangelo tra XIV e XV secolo”, è il titolo del libro curato dallo storico e critico d'arte Alessandro Giovanardi, una pubblicazione targata biblioteca Baldini e Vallecchi Editore che sarà presentata giovedì 18 aprile alle ore 21 presso la biblioteca di Santarcangelo. Oltre all’editore, alla serata parteciperanno anche gli autori Alessandro Giovanardi e Giovanna Giuccioli.   Come spiega infatti lo stesso curatore nella presentazione del volume, l’occasione per questa pubblicazione “è offerta da un’importante scoperta archeologica che ha prodotto l’allestimento dovizioso, al centro della cittadina, di un sito facilmente accessibile e visitabile ed è sollecitata anche dalla necessità di mettere meglio in luce due capolavori dell’arte pittorica trecentesca, destinati da sempre al culto e all’ammirazione dei cittadini, ma certo meritevoli di maggiore attenzione”.   “Il libro perciò è dedicato, insieme, a una scoperta e a una riscoperta, ponendo in luce e in dialogo molti aspetti della stessa

Oltre alla Belvedere hanno aderito anche le scuole comunali dell'infanzia Piombino, Floreale e Mimosa che hanno visitato il Museo Etnografico Valliano di Montescudo

Venerdì mattina l'assessora ai Servizi sociali e alla Famiglia del Comune di Riccione, Marina Zoffoli, e la pensionata Amelia De Socio, hanno accolto i bimbi grandi della scuola dell’infanzia comunale Belvedere al Centro di quartiere Colle dei Pini vestendo i panni di due vere “azdore” romagnole. Con rasagnolo e farina, i bambini hanno messo le mani in pasta in quelle che sono le vere tradizioni culinarie della Romagna, a cominciare dalla piadina, che le due simpatiche “azdore” riccionesi  hanno voluto fare scoprire ai piccoli cuochi. L'iniziativa rientra nel “Progetto Riccione scuola beni naturali ambientali culturali” promossa dal Comune di Riccione e giunta quest’anno alla quarantesima edizione. Il progetto, che prevede diverse ambiti di approfondimento, è rivolto ai bambini delle scuole dell’infanzia e delle primarie di Riccione. L’esperienza didattica rientra nel Progetto “Riccione scuola beni naturali ambientali culturali” per l’area storia e antropologia. Le attività svolte sul campo hanno arricchito le ricerche con incontri preziosi all'interno di aziende agricole e botteghe artigianali che hanno coinvolto i bambini permettendo loro di scoprire il valore della cultura tradizionale. Le scuole di Riccione, con queste attività didattiche, hanno così aderito al progetto per l’area storia e antropologia che mette in contatto i bambini con le tradizioni, i mestieri

"Nuove storie, antiche meraviglie" coinvolge oltre un quarto del percorso espositivo: 14 nuove sezioni tematiche, 4 stazioni multimediali, più di 170 opere tra sculture, dipinti, medaglie e ceramiche

Il 13 aprile 2024 il Museo della Città “L. Tonini” riapre al pubblico le sezioni, ampiamente rinnovate negli spazi e arricchite nella proposta artistica e divulgativa, che vanno dall’Alto Medioevo al Quattrocento. Si tratta di un evento speciale non solo perché restituisce ai visitatori un segmento fondamentale della storia dell’arte riminese, ma anche perché ciò avviene a 100 anni dalla creazione della Pinacoteca, al tempo allestita presso l’ex convento di San Francesco, poi sede dell’intero Museo fino ai tragici bombardamenti del 1943-44. Un compleanno speciale, quindi, che il Comune di Rimini festeggia con quattordici nuove sezioni tematiche, 4 stazioni multimediali a contenuto diversificato, più di 170 opere tra sculture, dipinti, medaglie e ceramiche per raccontare le chiese paleocristiane del territorio, la Rimini della Pentapoli e quella Comunale, la grande stagione del Trecento fino al Quattrocento malatestiano. Nuove storie e antiche meraviglie: un profondo intervento di rigenerazione espositiva che coinvolge oltre un quarto del percorso del Museo. Inediti accostamenti, l’aggiornamento dell’illuminazione, l’integrazione con sistemi tecnologici rendono la visita di questa porzione del Museo un’esperienza più moderna e coinvolgente. Grazie al racconto, al tempo stesso cronologico e tematico, sono ora rievocate le storie, i luoghi, i personaggi e i protagonisti della Rimini che fu.