Home___primopianoE Fellini nominò Umberto Bartolani podestà di Rimini

Le imprese del vulcanico Commendatore specializzato a comparire accanto ai personaggi famosi e in particolare i Presidenti della Repubblica


E Fellini nominò Umberto Bartolani podestà di Rimini


28 Gennaio 2024 / Giuliano Bonizzato

In merito allo spirito goliardico evocato ultimamente su queste pagine, mi corre l’obbligo di ricordare un riminese che pur non avendo mai frequentato un’aula universitaria, di quello spirito rese vivacissima e fantasiosa testimonianza. Mi riferisco al Commendator Umberto Bartolani.

Un vero mecenate cui dobbiamo importanti iniziative compreso il recupero, il restauro e la collocazione in Piazzale Fellini, della dispersa Fontana dei quattro Cavalli. Tenace ed efficace propagandista della nostra Riviera, di pura marca goliardica fu il suo exploit alla Fiera di Milano del 1953 quando ebbe la pensata di distribuire per quindici giorni a italiani e stranieri, all’ora del caffè, ventimila bustine identiche a quelle dello zucchero con la scritta. “Attenzione! Campione di sabbia prelevato a Miramare (Riviera di Rimini), la più bella e accogliente spiaggia d’Italia”…

Umberto Bartolani nei panni del Podestà di Rimini sul set di “Amarcord” di Fellini (foto di Davide Minghini – Archivio Biblioteca Gambalunga)

Ma soprattutto, il nostro Commendatore si era ‘specializzato’ a comparire, nelle foto ufficiali, a stretto contatto con le Autorità che circondavano i Presidenti della Repubblica. Era il suo hobby, grazie al quale coglieva anche l’occasione di trasmettere al Capo dello Stato suggerimenti e richieste in favore della sua amata città.

Riusciva abilmente ad infiltrarsi tra i notabili, grazie a una serie di stratagemmi collaudatissimi. Ad esempio sfoggiando un appariscente distintivo che lo qualificava Console (in realtà del Touring Club!) e sussurrando con l’aria di uno 007, agli addetti alla vigilanza e alle guardie del corpo, la magica parola d’ordine: “Cormorano”.

Soprannominato dalla stampa, che ne seguì le gesta per tre settennati,‘l’ombra rosa dei Presidenti’, di lui, autorevole e panciutello, si innamorò perfino Fellini che lo volle in veste di Podestà in Amarcord, impegnato tra i gerarchi in visita a Rimini in una affannata performance podistica in puro stile mussoliniano.

Si narra anche, che a Roma, non riuscendo, con i surriferiti espedienti, ad avvicinarsi al Presidente della Repubblica durante la tradizionale deposizione della corona d’alloro dinanzi all’Altare della Patria, avrebbe preso a braccetto due modeste popolane che assistevano con un bambino alla Cerimonia, avviandosi con loro verso i cordoni della Polizia. Intimatogli l’altolà da parte di un Ufficiale, lo guardò stupito.-“Ma come, non vede? Siamo i parenti del Milite Ignoto!”

Giuliano Bonizzato