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Edoardo Bassetti è nato il 20/05/1996 a Amandola (FM). Dopo essersi diplomato con il massimo dei voti al Liceo Scientifico "Temistocle Calzecchi Onesti" di Fermo, è ora iscritto alla facoltà di Lettere Moderne dell'Alma Mater - Università di Bologna. Recentemente ha pubblicato numerosi contributi di critica letteraria e artistica per alcune riviste on line.

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Il film si è aggiudicato numerosi riconoscimenti tra cui il premio GAN e il premio EUROPA CINEMAS a Cannes

Per questa settimana cinematografica Chimamicittà.it consiglia Inshallah a Boy (2023) diretto dal regista giordano Amjad Al Rasheed, in programmazione da venerdì 15 marzo al Cinema Tiberio di Rimini. Il film si è aggiudicato numerosi riconoscimenti tra cui il premio GAN e il premio EUROPA CINEMAS a Cannes, il premio come miglior attrice protagonista ai Golden Rooster Awards 2023, al Thessaloniki Film Festival 2023 e all’Asia Pacific Screen Awards ecc. La protagonista della pellicola è Nawal (interpretata da un’ottima Mouna Hawa), una donna che ha una figlia ancora bambina e vorrebbe concepire un altro figlio, ma la morte improvvisa del marito sconvolge la sua vita… Il fratello dovrebbe sostenerla ma è comunque vincolato dal rispetto delle tradizioni. Il cognato, che aveva venduto un pick-up al marito e deve ricevere ancora delle rate di pagamento, inizia ad avanzare pretese pecuniarie. Se Nawal fosse incinta, e se il nascituro fosse un maschio, però, le cose cambierebbero… Amjad Al Rasheed ha preso le mosse da fatti accaduti a una sua parente e ha provato a chiedersi che cosa potrebbe accadere se una donna si ribellasse alle imposizioni della tradizione. Il regista giordano ha trovato nella sua attrice protagonista Mouna Hawa l’interprete perfetta (e riconosciuta con diversi premi a festival internazionali)

Dopo l’exploit ai Premi Oscar, torna al Cinema Fulgor di Rimini il film Oppenheimer (2023) diretto da Christopher Nolan, che si è da poco aggiudicato ben sette statuette, tra cui Miglior film, Miglior regista, Miglior attore a Cillian Murphy, Miglior attore non protagonista a Robert Downey Jr., Miglior montaggio a Jennifer Lame, Miglior fotografia a Hoyte van Hoytema, Miglior colonna sonora originale a Ludwig Göransson. La vicenda prende avvio nel 1926, quando J. Robert Oppenheimer (interpretato da un magistrale Cillian Murphy) è ancora un giovane studente di fisica presso l'Università di Cambridge. La macchina narrativa muove da un preciso avvenimento: il ragazzo, infatti, non vede l’ora di ascoltare la conferenza del professore ospite Niels Bohr. La lezione che sta seguendo, però, non sembra finire mai, e il docente è sempre più insopportabile. Robert prova allora un fortissimo senso di rabbia, tanto che arriva a un passo dal compiere un gesto irreparabile… La narrazione passa poi al 1954, quando Oppenheimer si sottopone a una serie di udienze private attraverso cui cerca di difendersi dalle accuse di comunismo, per poter continuare ad avere accesso allo sviluppo di progetti top secret. C’è però un ulteriore piano narrativo: è quello ambientato nel 1958, quando Lewis Strauss (interpretato da

Per questo fine settimana in cui l’Academy consegnerà i suoi premi, Chiamamicittà.it consiglia La zona d’interesse di Jonathan Glazer, candidato a numerosi Oscar, in programmazione al Cinema Fulgor di Rimini. Al centro della pellicola c’è il comandante di Auschwitz Rudolf Höss (interpretato da Christian Friedel), che vive in un'ampia area all'interno del campo di concentramento, coltivando il sogno di un’esistenza perfetta. Al suo fianco ci sono la moglie Hedwig (Sandra Hüller, protagonista anche di Anatomia di una caduta, altro capolavoro della stagione cinematografica), i figli e alcuni membri della servitù. La vita scorre placida fra le mura rassicuranti della villa, mentre fuori si scorgono i segnali di un orrore indicibile… Liberamente ispirato all'omonimo romanzo (2014) di Martin Amis, il film è una straordinaria riflessione sulle potenzialità del linguaggio cinematografico, elevandosi a esperienza di visione di rara potenza espressiva e imponendosi in tutta la sua audacia su un tema delicatissimo, raramente affrontato in maniera così radicale. Tutto il film, girato in un digitale ad altissima definizione che cristallizza le immagini illuminate dalla sola luce naturale, sconvolge nella sua profonda ricerca sul sonoro e sulla negazione dell'immagine, evidente fin dal prologo. Bastano il rumore di un treno (che noi sappiamo essere stipato di deportati al macello),

Per questo fine settimana cinematografico Chiamamicittà.it consiglia La sala professori (2024) del regista İlker Çatak, candidato all'Oscar al miglior film in lingua straniera, in programmazione al Cinema Fulgor di Rimini. Quando la nuova insegnante di matematica e di educazione fisica di una seconda media tedesca, Carla Nowak, decide di prendere l'iniziativa per scoprire chi è il responsabile dei furti che si sono verificati nella scuola, lo fa con le migliori intenzioni. Innanzitutto, decide di interrompere la prassi degli interrogatori ai danni di studenti innocenti e di liberarli dall'ombra del pregiudizio che grava su di loro. Sa benissimo, perché lo ha visto con i suoi occhi, che, per esempio, anche tra il corpo docente c'è chi non brilla per onestà. E sa benissimo, perché lo insegna in classe, che una tesi ha bisogno di una dimostrazione valida, da condursi passaggio dopo passaggio, altrimenti si finisce nell'ambito dell'opinione, nel relativismo, nell'anarchia. Eppure la sua azione finisce per innescare una reazione a catena, che sfocia proprio là dove Nowak non avrebbe mai voluto, in quell'immagine finale, che è iconograficamente associabile a una vittoria, ma racconta una tragica sconfitta.   Programmazione ➡giovedì 07 - 21:00 ➡venerdì 08 - 17:00 ➡sabato 09 - 18:40 - 21:00 ➡domenica 10 - 18:40 - 21:00 ➡lunedì 11 - nessuno spettacolo ➡martedì

Incassi record e candidato all’Oscar per il Miglior film straniero

Per questo fine settimana cinematografico Chiamamicittà.it consiglia il film Perfect Days del celebre regista Wim Wenders, candidato all’Oscar per il Miglior film straniero, e in programmazione al Cinema Fulgor di Rimini. Al centro della storia troviamo Hirayama (interpretato dall’ottimo Koji Yakusho), un uomo che lavora come addetto alle pulizie dei bagni pubblici di Tokyo – una professione cui raramente è stata dedicata una simile attenzione al cinema. Nonostante ami il suo lavoro, che altri invece disprezzano, la vita dell’uomo è però arricchita da molte altre passioni: la musica, i libri, la fotografia e gli alberi. Il film si sviluppa attraverso le sue fotografie, le sue letture e i suoi ascolti, che rivelano una rara sensibilità nei confronti del mondo che lo circonda, che difficilmente assoceremmo a una simile persona. La pellicola, infatti, è girata a immagine e somiglianza del suo protagonista, e del suo modo di relazionarsi con tutto ciò che lo circonda. Nonostante sia un film apparentemente molto semplice e ripetitivo, Perfect Days è al contempo un lungometraggio dal cuore grande, capace di toccare corde emotive profonde, che i ritmi frenetici dei nostri giorni ci impediscono spesso di tastare. Era da tempo che il regista tedesco non realizzava un film di finzione così riuscito:

Un’altra pellicola che prende spunto da un romanzo di Ermanno Rea

Per questo fine settimana cinematografico Chiamicittà.it consiglia Caracas (2024) del regista e attore Marco D’Amore, in programmazione al Cinema Fulgor di Rimini. Dopo Nostalgia (2022) di Mario Martone, ecco un’altra pellicola che prende spunto da un romanzo di Ermanno Rea, ovvero Napoli Ferrovia del 2007. Giordano Fonte (interpretato da Toni Servillo) è uno scrittore che ritorna dopo molti anni nella sua città originaria, una Napoli che ormai non riconosce più, che lo assorbe e lo angoscia ma che al contempo lo attrae in maniera irresistibile. Nel suo peregrinare si imbatte in Caracas (Marco D’Amore), un fascista deciso a convertirsi all'Islam, alla ricerca di una ragione di vita che non riesce a trovare; l’uomo ha un rapporto d'amore problematico con Yasmina (Lina Camélia Lumbroso), tossicodipendente che tenta in tutti i modi di uscire dalla schiavitù della droga. Cinque anni dopo l’esordio alla regia con L’immortale (2019), esperimento crossmediale tratto dalla serie tv Gomorra, Marco D’Amore cerca di accantonare per sempre il vincolo in cui il personaggio cult di Ciro aveva finito per rinchiuderlo. Ma Caracas chi è in realtà? Esiste davvero o è solo un personaggio di finzione, frutto della fantasia di uno scrittore che ha deciso di non scrivere più ma, sotto sotto, sta

Denis Villeneuve dirige la seconda parte della sua saga dedicata ai romanzi di Frank Herbert

Per questo fine settimana cinematografico Chiamamicittà.it consiglia Dune – parte 2 del regista Denis Villeneuve, in programmazione al Cinema Fulgor di Rimini. Il protagonista della vicenda è Paul, interpretato da Timothée Chalamet. Dopo essere riuscito a salvarsi dal crollo degli Atreides, l’eroe si rifugia presso i Fremen, tra cui alcuni lo vedono come un falso profeta, altri come se fosse il messia che attendono da tantissimi anni. Intanto, la minaccia degli Harkonnen si fa sempre più tangibile, e il rischio di una nuova guerra è dietro l’angolo… A tre anni dal primo capitolo, Villeneuve dirige la seconda parte della sua saga dedicata ai romanzi di Frank Herbert. Per farlo, sceglie di ispirarsi a un percorso cristologico e messianico decisamente esplicito: da qui si sviluppano riflessioni di estrema attualità, come spunti molto interessanti sul tema dei fondamentalismi religiosi, collegamenti ai jihadisti e a una nuova Guerra Santa. Elementi centrali di una pellicola che parla anche della minaccia di nuove dittature e dei rischi che comporta una fede cieca nei confronti di un (possibile?) salvatore. Inizialmente il film stenta a decollare, ma col passare dei minuti cresce in maniera impressionante, raggiungendo nell’ultima ora una potenza cinematografica mozzafiato, che lo rende a pieno titolo una

Il film vincitore del Leone d’oro a Venezia e nominato a ben 11 Oscar dall’Academy

Per questa settimana cinematografica Chiamamicittà.it suggerisce Povere creature! – Poor Things (2023) del regista Yorgos Lanthimos, vincitore del Leone d’oro a Venezia e nominato a ben 11 Oscar dall’Academy. Tornata in vita grazie a un esperimento dell'eccentrico scienziato Dr. Godwin Baxter (interpretato da Willem Dafoe), la giovane Bella (Emma Stone) vive reclusa nella dimora del suo demiurgo e le è impedito ogni rapporto con la realtà esterna. La voglia di scoprire il mondo porta però Bella a intraprendere un lunghissimo viaggio in giro per il mondo accanto all’affascinante ma inaffidabile avvocato Duncan Wedderburn (Mark Ruffalo), scelto come amante e compagno d’avventura. Tratta dall'omonimo romanzo del 1992 dello scozzese Alasdair Gray, la fiaba gotica di Lanthimos mette in scena un racconto di formazione che ha come protagonista una sorta di mostro di Frankenstein al femminile. La donna, oggetto di manipolazione sia fisica (da parte del dottore) sia mentale (da parte dell'avvocato), è costretta a costruire e difendere la propria autonomia di pensiero, in un mondo surreale e distopico dove la smania di possesso maschile assume tratti animaleschi. Ne esce fuori un film tecnicamente impeccabile, con momenti di umorismo nero molto efficaci. Forse, però, il talento visionario di Lanthimos avrebbe potuto osare di più, a maggior ragione

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