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A Santarcangelo poca attenzione per i disabili. Riccione è sempre in vetrina. Ridimensioniamo i dehors

Rischiamo di pagare le multe europee per colpa dei bagnini Con un Parere Motivato della Commissione Europea inviato al Governo Italiano ritorna al centro dell’attenzione politica la lunga storia delle concessioni demaniali.  Ricordo che un Parere Motivato viene inviato quando la Commissione è ancora del parere che la violazione delle norme dell'Unione persista. E pertanto viene fissata una scadenza entro la quale lo Stato membro ha il dovere di conformarsi al diritto dell'Unione europea. Siamo in definitiva ai titoli di coda prima di una procedura d’infrazione che sarebbe disastrosa per l’Italia. Infatti non solo comporterebbe una multa annuale (fino a quando il problema viene risolto) che lo Stato pagherebbe con la fiscalità generale (cioè con le nostre tasse) per agevolare una categoria di privilegiati (i concessionari delle spiagge) che pagano allo Stato Italiano poco più di 100 (cento) milioni di euro all’anno per le concessioni che detengono. Ma soprattutto il caos sulle spiagge sarebbe totale. Essendo la spiaggia di proprietà pubblica, gli apparati dello Stato, delle Regioni e dei Comuni hanno l’OBBLIGO di disapplicare la legge italiana ed adeguarsi alle norme europee. Il parere non lascia spazio ad interpretazioni. E’ netto. Così lo è sulle proroghe, bocciando quella inserita nella legge

Venerdì 17 manifestazione provinciale a Rimini dalle ore 10

CGIL e Uil hanno indetto unoi sciopero generale per venerdì 17 novembre. Di seguito le ragioni dei due sindacati che hanno portato a questa decisione. La Legge di bilancio 2024 si colloca al termine di un anno durante il quale le relazioni che il Governo ha tenuto con i sindacati sono state - di fatto - puramente formali. A nulla sono valse le promesse sulla previdenza, si arretra sui salari, cresce la strage di morti sul lavoro e le politiche fiscali non danno strutturalmente risposte a pensionati e lavoratori. Queste, in sintesi, le ragioni che hanno portato CGIL e UIL, con i Segretari generali Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri, a proclamare lo sciopero generale di 8 ore (o per l’intero turno di lavoro) per venerdì 17 novembre e per venerdì 24 novembre, in due distinte date in rapporto ai settori coinvolti. Non c’è più tempo da perdere e non resta che lo strumento dello sciopero: lavoratrici e lavoratori reclamano salari più giusti e pensioni dignitose, contratti rinnovati e trattamento equo per le donne. Vogliono vivere in un paese dove la sanità sia al primo posto, dove i giovani abbiano la possibilità di costruirsi un futuro e dove siano garantiti i servizi

Fratelli d'Italia della Regione Emilia Romagna si trasforma in partito di lotta e di Governo. Di lotta in Regione dove si trova all'opposizione della giunta Bonaccini e di governo con Giorgia Meloni.  Infatti con una interrogazione il consigliere regionale Luca Cuoghi (Fratelli d'Italia) sollecita "l’Ausl Romagna al fine di ampliare l'accesso ai servizi sanitari, tra cui il centro prelievi, a particolari categorie della popolazione, non costringendo donne in stato di gravidanza con nausee a prolungare il digiuno oltre le ore 9 del mattino ponendole così in uno stato di forte disagio e malessere, oppure a dover ricorrere a servizi privati con un ingente esborso economico". "Con l'accesso diretto garantito solo dalle 9 alle 11 -specifica il consigliere- si penalizzano notevolmente le donne in stato di gravidanza, le quali devono permanere in una condizione di digiuno per diverso tempo alimentando, in alcuni casi, le nausee e altre sintomatologie connesse alla gravidanza". Siamo perfettamente d'accordo. Dimentica il consigliere di Fratelli d'Italia che la riduzione dei servizi e in ogni caso l'ampliamento di quelli esistenti non è possibile proprio per i tagli che il Governo Meloni sta facendo al servizio sanitario nazionale. Scrive la Fondazione Gimbe, che ha effettuato un’analisi indipendente della Nadef - Nota di

Figliuolo critica i sindaci, Coriano perde i finanziamenti per l'alluvione e la Lega di Riccione perde la calma

Traffico che incubo Questa settimana si è conclusa con il traffico come notizia principale. Complice un po’ di maltempo, la manifestazione fieristica Ecomondo ed anche l'attività congressuale, la mobilità cittadina è andata letteralmente in tilt, in particolare in alcune ore della mattina e del pomeriggio. Nulla di nuovo sotto il sole. Ricordo stesse polemiche e le stesse arrabbiature da parte degli utenti della strada anche quando facevo l’amministratore del Comune di Rimini. Allora insorgevano anche le associazioni di categoria, oggi silenti, come d’altra parte su tutto il resto. Penso che occorra, per capire il fenomeno del traffico, un piccolo ripasso sulla morfologia urbana di Rimini. Prima banalità. Rimini è una città costiera e come tutte le città costiere non può avere una circonvallazione (un sistema viario che organizza la circolazione dei veicoli attorno al nucleo abitativo di una città). La ragione è semplice. Metà della circonvallazione sarebbe in acqua. Non possiao avere il sistema dei Viali di Bologna ad esempio. Seconda banalità. Una città costiera ha strade di attraversamento parallele al mare e strade di penetrazione con il centro e lo zona di marina In questo momento ad aggravare la situazione il cantiere sulla SS16\strada di San Marino con via Euterpe

La sindaca Angelini torna al suo posto, la Lega chieda scusa

Le pillole di questa domenica le dedico a Riccione. La sentenza del Consiglio di Stato che ha ribaltato la sentenza del Tar è stato un secondo terremoto politico. Riccione, il ritorno della sindaca Angelini e della volontà degli elettori Il Consiglio di Stato con una sentenza netta non solo ribalta la sentenza del Tar di Bologna che aveva annullato, cancellato le elezioni del 2022, ma soprattutto da una lezione di diritto in materia elettorale con un principio inviolabile: Rispettare la volontà degli elettori. A Riccione il giudizio degli elettori con il voto è stato inequivocabile. Duemila voti di scarto tra centrosinistra e centrodestra e vittoria al primo turno per 48 voti sopra il quorum del 50%. In sintesi 50,29 per la candidata Angelini e 37,84 per il candidato Caldari. Certo le sentenze si rispettano (vorrei vedere) ma si possono criticare. Ad esempio perché i giudici del Tar non hanno tenuto conto delle sentenze del Consiglio di Stato poi citate nel dispositivo di accoglimento del ricorso e ne hanno citate solo altre?  Ad esempio, scrivono i giudici del CdS: “Costituiscono irregolarità non sostanziali, inidonee a determinare la declaratoria di annullamento e rinnovazione delle operazioni elettorali, i vizi formali nella compilazione dei verbali delle sezioni

Sempre più caos sulle concessioni, si riparla di area ex Fox e di dehors

La bufala delle discoteche in spiaggia Titolo a tutta pagina sui giornali dei giorni scorsi: “Il Governo ha deciso che si balla in spiaggia”. Cavolo, mi sono detto, in un colpo solo il governo si è fatto fuori il titolo V della Costituzione (dove vengono stabiliti i ruoli di Regioni, Comuni e Province) e decide per tutti i comuni costieri cosa si può fare sulla spiaggia. Una rivoluzione. Anzi, un caos totale. Invece semplicemente non è vero. E’ l’ennesima bufala lanciata da qualche balneare, che non riesce a meditare in silenzio per più di un giorno, tanto per fare confusione in una fase delicata delle concessioni di spiaggia. E’ una bufala per una ragione molto semplice. Il Comitato Interministeriale per le Politiche del Mare ha approvato con una delibera il 31 luglio 2023, il "Piano del Mare per il  triennio 2023-2025". Nel piano si parla, appunto, di tutto ciò che è in relazione con il mare. Inevitabile anche un riferimento al turismo balneare che viene trattato in questo modo: "Nell'ambito  del  turismo balneare, sarà sempre più necessario coniugare i servizi tradizionali, come l'uso delle spiagge, i parcheggi e il noleggio delle attrezzature, con la ristorazione e l'intrattenimento, concentrandosi, altresì, sulla professionalità e

Il governo non taglia le accise come promesso agli italiani ma non aumenta nemmeno le spese militari come promesso agli alleati

Il 63% delle famiglie italiane non arriva a fine mese Il governo ha varato nei giorni scorsi la manovra economica. Irpef, cuneo fiscale, pensioni, asili gratis dal secondo figlio sono alcune delle voci della legge di bilancio. Purtroppo si taglia la sanità pubblica, non ci sono nemmeno i 7 miliardi per evitare di ridurre i livelli di spesa. Questo significa per la sanità altri tagli. Ma le preoccupazioni non si fermano qui. Di fatto le famiglie italiane saranno sottoposte nel 2024 ad un vero e proprio salasso economico che si aggiunge a un 2023 già pesante. L’Italia, infatti è l'unico fra i grandi Paesi europei (Francia, Germania e Spagna) in cui la quota di famiglie che riporta almeno qualche difficoltà a far quadrare i conti è sopra il 63%. Lo afferma Eurostat, ovvero l'Ufficio statistico dell'Unione europea La divisione per Paesi mostra infatti come la percentuale di famiglie che dichiara di non arrivare facilmente a fine mese nel 2022 varia da meno di un quarto in Svezia, Germania, Paesi Bassi, Finlandia e Lussemburgo, all'80,3% in Bulgaria e all'89,6% in Grecia. In Italia, stando allo studio dell'Eurostat, almeno il 63% del totale dei nuclei familiari è in difficoltà, superando i numeri di Francia, Polonia,

Follie dei chioschi sulle spiagge, in zona mare arrivano i dehors magazzino e Mauro Vanni stravince la gara a chi la spara più grossa

E’ iniziato il dopo Lorenzo Cagnoni Il 10 ottobre scorso Maurizio Ermeti è stata eletto presidente, all’unanimità, dal CdA di Ieg, la spa che detiene la Fiera di Rimini (e di Vicenza).  E’ iniziato ufficialmente il dopo Cagnoni. Non sarà un periodo breve, per molte ragioni, ad iniziare dal doversi impadronire delle indiscusse capacità manageriali, della conoscenza della macchina burocratica e comunale e dall’autorevolezza di cui Cagnoni godeva in ambito fieristico ed istituzionale. Io ho conosciuto in modo più diretto Cagnoni verso la fine degli anni ’90. Avevamo alle spalle un periodo non semplice per la nostra economia. Le mucillaggini di fine anni ’80, la politica che faceva fatica a guardare ad un orizzonte più importante. Poi avvenne la svolta. Prima con un cambiamento di maggioranza in Comune a Rimini. Nel 1992 a giugno il centrosinistra scalza il pentapartito ed elegge Giuseppe Chicchi sindaco. L’inizio di quello che sarà il futuro dell’Ulivo in Italia.  Nel 1995, con l’elezione diretta dei sindaci, Giuseppe Chicchi viene riconfermato. E’ quel sindaco che indica alla città una strada innovativa, ambiziosa e lungimirante, per dotarsi di una nuova fiera. Era sempre stato l'obiettivo di Cagnoni. Sono gli anni delle opere strategiche a lungo respiro per la destagionalizzazione

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